Category: Le recensioni agli autori del blog


Il getto micronizzato entrò in funzione e gli frustò gelidamente la pelle per 2,5 secondi.”

Criostories

Simpatica, ben scritta questa raccolta di racconti di John Criostorm, che spazia tra situazioni quasi realistiche e pura fantascienza. Si va da avvenimenti di un futuro non lontano, dove protagonista è ancora la Terra, quale oggi la conosciamo, a quelli in cui vediamo un pianeta senza nome, che è stato teatro di una devastante guerra nucleare, e con una nuova società, forse del ventiquattresimo secolo.

L’autore ci offre dunque situazioni anche molto diverse, ma le pone quasi in costrittiva e inquietante contiguità. Come quella della distruzione di Roma e della Chiesa Cattolica da parte dello stesso Papa (Benedetto XVII), per contrastare l’espandersi di una deriva terroristica islamica, e quella di una strana nube aliena che all’improvviso avvolge la Terra, oscura il sole e in poco tempo distrugge ogni forma di vita sul pianeta.

Il tutto descritto con penna sicura e fluida, ma quasi neutra come quella di un rapporto tecnico–scientifico. Non mancano però pagine più leggere, caratterizzate anche da un sottile e gradevole umorismo, fatto di nonsense e immagini surreali, che in più di un’occasione inducono il lettore al sorriso.

È il caso di uno dei primi racconti, il più lungo, di circa cento pagine, dove vengono descritte le disavventure di John, che vive in un mondo lontano nel tempo, che non conserva più che deboli ricordi di secoli passati, di quando vi erano i libri ed i fiori e gli alberi non erano di plastica.

Gustosa ad esempio la scena del suo matrimonio: “La cerimonia di quarta classe era avvenuta senza intoppi. Il 37° vice robosindaco era stato gentile e premuroso… Mentre si allontanavano, lungo il corridoio di servizio del settimo piano interrato del Municipio, erano stati investiti da una pioggerellina di plastoriso azzurro, che scendeva dal soffitto, come contributo statale alla futura felicità. Mary si era messa a singhiozzare per la commozione. John aveva sentito un nodo alla gola.” E quella del loro viaggio di nozze di ben trenta minuti in uno scenario simil–naturale: “John inserì la carta nella fessura e l’albero si accese. Le sue fronde si allargarono sopra di loro, agitate da silenziosi refoli di brezza compressa. Il sole si animò di un caldo bagliore e quattro margherite spuntarono lì intorno.”

Come tutti in quel periodo, John ha inserito nelle nuca un display fiscale. Lui è di livello basso, ma non bassissimo e deve di continuo lottare e industriarsi per non far diminuire il credito riportato nel display. Lo seguiamo così nella sua quotidianità, sempre tartassato com’è da una burocrazia ossessiva e da un parossistico sistema tributario, che giunge a tassare e multare le persone che fanno un eccessivo consumo dei pavimenti, camminandovi troppo o troppo di corsa, o che non producono le dosi regolamentari di evacuazioni corporali.

Quella che Criostorm dipinge è una società in cui tutti studiano piccoli sotterfugi per risparmiare sulle tasse e sopravvivere, in cui corruzione e sopraffazione sono molto di casa, nonché iperbolica escalation delle dissimmetrie social. Ai livelli superiori vi sono infatti enormi ricchezze e anche se non circolano più automobili, sono in molti a non disdegnare di possedere l’ultimo modello di Ferrari. Il tutto ovviamente a scapito e pagato dalle categorie inferiori: “le tasse saranno incamerate nel fondo governativo per i traslochi di seconde case dei figli dei parlamentari.” E non mancano i “finali”, che vivono di espedienti e al di fuori di ogni contesto sociale.  (finali – quelle persone il cui equilibrio molecolare e atomico cede di colpo per le troppe manomissioni genetiche apportate nel corso degli anni).

Ricorda un po’ «Fahrenheit 451» questo racconto; una satira, nemmeno troppo velata, delle distorsioni della nostra società e dei suoi mali. Quasi un monito a che non ci si lasci andare, rischiando di finire in situazioni paradossali come quelle descritte.

Tornando a John, pare proprio che il mondo ce l’abbia con lui. Ma non si dispera, anzi con la moglie studia tutti i possibili accorgimenti per sopravvivere e salvarsi. Il suo innato ottimismo pare tuttavia infrangersi di fronte ad un terribile e inaspettato evento. Un giorno avverte uno strano ronzio alla nuca e si accorge che il display inizia a indicare cifre di crediti sempre più bassi. È la rovina, sarà declassato, perderà la casetta di ben otto metri quadri… È alla disperazione.

Con la moglie corre allora all’Ufficio apposito, dove entrambi raccontano l’accaduto. Ovviamente vengono multati sia per aver presentato la loro situazione con tono eccessivo di voce, sia per aver turbato la quiete pubblica con il loro reclamo. Il display in ogni caso viene riparato, anche se malamente. Nella notte infatti il congegno emette strani suoni e all’improvviso evidenzia un credito stratosferico. Ora John non può più vivere in quella casetta, nei piani bassi. Ora è un ricco, una personalità, cui spetta una vita da nababbo, senza più tasse o sopraffazioni.

Ma forse questo strano comportamento del display non è reale. Quello di John e di Mary non è che un sogno…

Augurando a tutti una buona lettura, non si possono in conclusione che formulare vivi complimenti a Criostorm.

Giovanni Crio Della Casa

John Criostorm (Giovanni Dalla Casa) è nato a Milano nel 1948.
Dopo gli studi superiori ha lavorato in parecchi rami delle attività commerciali del Nord Italia. In gioventù ha composto musica, si è cimentato nelle percussioni e nello studio della sintesi musicale per mezzo delle nascenti tastiere elettroniche (sintetizzatori). Al suo attivo ha anche una nutrita serie di dipinti ispirati al surrealismo di Dalì, alla “biomeccanica” dello svizzero Giger ed al design onirico del britannico Dean.
La sua formazione letteraria nasce dalla continua lettura dei maggiori autori di Fantascienza di tutto il mondo fin dagli anni della sua infanzia, in particolar modo americani ed inglesi. Suoi scrittori preferiti sono John Christopher, Clifford Simak, Gregory Benford e Dan Simmons E’ un appassionato lettore di rami collegati della divulgazione scientifica, astronomia, astrofisica, e sulle ricerche avanzate sulle dimensioni teoriche oltre a quelle che conosciamo.
E’ un convinto assertore della vita intelligente disseminata in tutto l’universo.

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monica cucinelliUna magia di colori

Un racconto quello di Monica Cucinelli che si inserisce in pieno nel genere Fantasy. L’autrice ci racconta la storia di Alina, la Figlia della Luna, e della sua gente che vive nell’Isola del Vento. Alina é una giovane danzatrice della Luna che vive con i Nonni, Akim e Suami. Akim, il nonno, é un vecchio sciamano con poteri occulti ed esoterici che conserva dei segreti sulle sorti della sua gente e di sua nipote. Suami, la nonna, é una vecchia saggia che conserva in sé tanti segreti sulla sua terra e i suoi abitanti, sui personaggi principali del racconto, tra i quali sua nipote e il suo misterioso futuro. Alina, come anche altri abitanti dell’Isola del Vento, ha dei poteri sovrannaturali. E’ in grado infatti di avocare a sé i colori della natura e le lucentezze della Luna che accompagnano le sue evoluzioni danzanti in un turbinio di magiche evanescenze colorate e splendenti. Il suo cuore é puro e innocente e carico d’amore per i suoi nonni, i suoi amici e per tutti gli abitanti della sua isola. Il destino della giovane é segnato e con il suo quello della sua isola. Esso si rivela quando Alina conosce Juan, un giovane misterioso di cui s’innamora. Juan é legato a Maram, una vecchia megera, da un profondo e misterioso rapporto di parentela, che si svelerà del tutto solo alla fine della storia. Dai due giovani dipendono le sorti dell’Isola del Vento e della sua gente e dell’Isola dell’Oblio, dove vivono Maram e Juan. I colpi di scena si susseguono l’uno dietro l’altro, in un continuo ballo cromatico e di effetti scenografici degni dei migliori film sensazionali. Il linguaggio é simbolico e ruota tutto intorno alla lotta tra il bene e il male, tra i buoni sentimenti e le tenebrose pulsioni dell’anima umana in preda ai più bassi istinti di odio e rancore. La narrazione é fluida e ritmata. L’autrice mette in atto, con molta abilità, la tecnica dell’aspettativa per cui il lettore é coinvolto nella lettura in attesa di quello che avverrà. Il lessico é ricco di significati metaforici e allegorici e contribuiscono a rendere intrigante e ambiguo il climax dei vari momenti salienti della storia. Un plauso a Monica Cucinelli che con questo racconto é riuscita a trasmettere dei contenuti che vanno al di là della storia fantastica: la scoperta di sé e dei  valori essenziali della vita, l’amore, la solidarietà, la bontà, la bellezza, l’armonia, in contrapposizione con le forze tenebrose e infide che cercano di controllare, per fortuna invano, le vicende della vita e del destino di ognuno di noi.

Cucinelli MonicaMonica Cucinelli vive a Brindisi. Lavora come educatrice professionale in una comunità che si occupa di salute mentale, appassionata di Fantasia progetta e conduce laboratori artistico-espressivi e relazionali ed in particolare è responsabile di un laboratorio di Poesia e Scrittura Creativa. Ha curato per Lunatica, Fiera del Fantasy il Settore Scrittura e Comunicazione ed il Settore Sociale dell’evento. Scrive da sempre per passione e pratica danza orientale. “L’Isola del Vento – la Leggenda delle Danzatrici della Luna” è la sua opera prima.

Il rumore del mondo -  Nicoletta Berliri  Continua a leggere

copertina con sinossi yod - Copia

Mister Yod non può morire di Maria Antonietta Pinna

“Non è facile per me dirvi quello che sto per dirvi, sempre che riesca a dirvelo…”

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Il libro “I racconti di Behcet” di Michele Protopapas è una raccolta di racconti horror, ma non di quello macabro; i racconti che l’autore ha scritto, infatti,  non sono spaventosi.

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Il romanzo di Alessandra Pallanca è autobiografico.

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“Il bacio di vetro” è una storia d’amore nata e cresciuta nel virtuale, pregna di passione, felicità e sofferenza, amplificata dalla voglia di trasgressione, dall’idealizzazione dell’altro e dalla magia che solo le relazioni a distanza hanno la capacità di creare.

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