Il rumore del mondo -  Nicoletta Berliri 

Non sono semplicemente quindici racconti che in sordina si adagiano tra le pagine della raccolta “Il rumore del mondo” di Nicoletta Berliri, ma quindici narrazioni che lasciano il proprio rumore, il chiacchiericcio di altrettante donne, le protagoniste, apparentemente semplici ma complicate.

Ogni racconto, apparentemente “slegato”  dal precedente si riallaccia, invece, al sottile filo che li accomuna: la lotta interiore, la ricerca di prerogative, il superamento da quelle piccole “ossessioni” o per meglio dire “tentazioni” quotidiane che per lo più appartengono all’universo femminile.

 I personaggi, quasi mai descritti nel proprio aspetto esteriore, sembrano voler lasciare spazio alla propria normalità,  rasentando talvolta la mediocrità stessa. Solitudine, tristezza e grigiore, un pantano di sensazioni spiacevoli così come le descrive la stessa autrice, e che accomunano molte delle vite qui descritte, sono soltanto alcune delle emozioni che Nicoletta Berliri ha voluto raccontarci. Sono donne che vogliono riscattarsi, che non si accontentano di subire o di annullarsi nella morte, donne che chiedono aiuto, certe di  uscire dalla falsa mediocrità cucita loro addosso,  alla ricerca di una ragione vera di vita.

 Le storie, non sempre di fantasia, riprendono fatti di cronaca realmente accaduti nell’hinterland  romano. Tutt’intorno ci sono  i paesaggi e le ambientazioni minuziosamente raccontati.

Un crescendo di emozioni sino a risalire la vita.

“Vivi e ama, figlia mia. Con affetto, tua madre Lucia.”

Ed è con queste parole che si chiude il racconto di Lucia, uno dei tanti che rimangono ancora un po’ di tempo nel cuore del lettore, anche dopo aver chiuso l’ultima pagina di questa raccolta. 

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