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            Gli elefanti popolano il continente africano da milioni di anni, da prima che l’uomo abbandonasse la posizione quadrupede per camminare eretto. Tutti sanno che sono animali grandi e forti, ma forse non tutti sanno che sono anche straordinariamente intelligenti e sensibili. Possiedono loro linguaggi, rituali e interazioni sociali estremamente complesse.

Purtroppo, come moltissimi altri animali, durante quest’ultimo secolo hanno patito l’incessante avanzata umana, sia a causa della caccia massiccia alla quale sono stati sottoposti, sia per la progressiva distruzione del loro habitat naturale.

Questa mia opera racconta la storia di un gruppo di elefanti, entra nelle loro menti, nei loro cuori, si pone a tutti gli effetti nell’ottica di un elefante senza tuttavia trascurare altri punti di vista, dipanando a poco a poco il difficile rapporto tra l’Uomo e l’Elefante.

Irrequieta, giovane elefantessa adolescente, nel giro di una notte di tragedia e di sterminio si trova sola e sperduta, senza la guida degli elefanti anziani del suo gruppo. Ritrova alcuni superstiti come lei, ma tutti più giovani e sprovveduti. Suo malgrado e nonostante l’insicurezza e la paura, si metterà alla guida del gruppetto. Passando per molteplici disavventure  e vicissitudini nella spietata e selvaggia savana africana, riuscirà alla fine a trovare la sicurezza e la saggezza che le consentiranno di guidare nuove generazioni di elefanti.

Barbara CattaBarbara Catta è nata a Roma nel 1970. Ha preso la maturità classica e poi la laurea in giurisprudenza. Vive a Capena, in provincia di Roma.

Scrivo per hobby ormai da molto tempo e lo scritto che ho il piacere di sottoporre alla Vostra attenzione ha l’ambizione di essere il risultato di anni di preparativi, nonché di studi per arrivare ad un risultato che spero risulti soddisfacente. L’opera germoglia  da  una duplice necessità  da  me  fortemente avvertita: quella di scrivere parlando di ciò che amo di più al mondo dopo la mia famiglia: la natura e gli animali in particolare. Due anime in una sola persona: una letteraria che la spinge, la costringe persino, ad esprimere i propri sentimenti, le proprie emozioni, i propri sogni  impugnando la penna; una scientifica che la porta a sbirciare nei complessi meccanismi della vita, della biologia, della lotta per la sopravvivenza, dei misteri della natura. Il romanzo, questa mia creatura, che ho concepito quasi vent’anni fa ma che ho avuto la maturità di portare a termine solo ora, nasce dall’incontro di queste due anime. In essa c’è la scrittrice, la romanziera che narra, soffre e gioisce con i suoi personaggi, ma c’è anche il rigore dell’aspirante scienziata, che consente all’opera di presentarsi con tutti i crismi di verità di un documentario naturalistico.

 

 

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