Francesca OrelliBenvenuta Francesca sul blog Espressione libri

Ciao Roberta, grazie a te per avermi invitata! Un saluto anche a tutte quelle persone che ci stanno leggendo in questo momento :).

Parlaci brevemente di te, della tua vita e della tua passione per la musica.

Per quanto riguarda la mia vita non c’è molto da raccontare…attualmente sto finendo il primo anno di lettere a Milano, inoltre sto aspettando che il mio editore mi risponda in merito al “presequel” di Nelle mani della ribelle e nel contempo sto iniziando a delineare il secondo capitolo della serie. Sempre parlando del lato “scrittorio” tra meno di due settimane, dopo quasi un anno passato a promuoverlo un po’ in tutta l’Italia e nel canton Ticino, porterò il mio romance anche in Polonia, nello specifico a Danzica, dove lo presenterò all’interno di un caffè letterario italiano, e a Cracovia, dove sarò invece in un altro locale. Passando invece a parlare della passione per la musica, beh, che dire, a parte che sono una fan sfegatata dei Gotthard da oltre vent’anni, lavoro ormai da un lustro all’openair Palagnedra, dove quest’anno tra l’altro erano presenti Davide van de Sfroos e le Pornoriviste, oltre agli Spinning Jamy, un gruppo ticinese esordiente che mi è piaciuto davvero tanto, mentre ad agosto sarò a lavorare nientemeno che nel dietro le quinte del Rock’n’Road, un evento che si terrà a Bellinzona e in cui per la prima volta, a tre anni dagli Swiss Harley Days di Lugano e a dieci dal loro ultimo concerto a Bellinzona, ci saranno i Gotthard insieme ad altri dieci gruppi e ad un mega “biker event” in cui ci sarà veramente di tutto, dalle esposizioni di auto americane fino ai contest più strampalati dedicati alle due ruote e l’immancabile parata delle Harley Davidson. Ma la mia collaborazione a stretto contatto con la musica non si ferma qui: da qualche mese infatti sono anche reporter e “recensore ufficioso” per la web radio Roba da rocker, inoltre sto anche “dando una zampa” all’associazione Rock’n’Bonsai a raccogliere fondi per un evento dedicato a Steve Lee, il cantante dei Gotthard scomparso tragicamente in un incidente stradale a Mesquite nel 2010, e ai bonsai, la sua grande passione, che si terrà a Lugano al palazzo dei congressi dal 4 al 6 ottobre 2013 e nel quale ci sarà anche un music contest dedicato alle rockband che si sono già distinte in molti concorsi musicali quali ad esempio Palco ai Giovani.

Un’altra tua grande passione, ed è anche il motivo di questa intervista, è la scrittura. 

Ecco, sapevo che prima o poi mi sarebbe toccata la prima “confessione” in materia! La passione per la scrittura è nata contemporaneamente a quella per la musica, ma all’inizio volevo tenerla più che altro come hobby, anche perché il mio desiderio era quello di diventare egittologa! Poi però con il passare degli anni tutto è cambiato, fino a quando nel 2008, dopo parecchie reticenze e altrettanti pensieri del tipo “Mah, scrivo sotto pseudonimo o con il mio vero nome? Faccio non faccio? Combino non combino?”, mi sono decisa a pubblicare una piccola raccolta di racconti con una casa editrice altrettanto piccola di Torre del Greco. Successivamente ho provato a buttarmi sul genere del romanzo lungo con un fantasy, al quale mi sono dedicata per circa due anni, ma poi ho sentito che non era quello il mio “genere letterario” e che c’era un’altra idea più valida che continuava a ronzarmi in testa, così ho mandato (letteralmente) a quel paese un lavoro di quasi trecento pagine e ho ricominciato daccapo. Lo so, ammetto di essere piuttosto drastica, ma piuttosto che presentare un lavoro che non mi convince e che non mi ispira affatto, preferisco fare tabula rasa e ripartire da zero…e lo stesso metodo, anche se a volte è molto difficile, lo applico tuttora senza pensarci più di tanto.

Quando hai sentito  il bisogno di dover imprimere i tuoi sentimenti e la tua fantasia su carta?

Diciamo che per me non esiste, né tanto meno è esistito, un momento, né un come, un quando o un perché in cui ho sentito particolarmente l’esigenza di imprimere quello che avevo dentro. Fin da quando mi sono avvicinata per la prima volta alla scrittura, il mio ragionamento è sempre stato questo: “imprimo solo se sono ispirata”…pertanto, anche se magari lo desidero con tutto il cuore, generalmente quando sento che non è il momento giusto ho la tendenza a tenermi alla larga dalla pagina bianca, anche perché so che combinerò soltanto danni e che quello che scriverò non piacerà né a me, né ad un possibile editore o lettore. Viceversa, se sento che oltre alla fantasia e ai sentimenti, anche lo spirito è quello giusto, beh, allora do inizio alle danze!

Raccontaci la trama del tuo primo romanzo “Nelle mani della ribelle” edito da Leucotea edizioni, dei suoi protagonisti e personaggi.

Nelle mani della ribelle è la storia di una rinascita, oltre che della rivincita, di Ambra Leoni, una ragazza come noi, forte e coraggiosa, che dopo essere uscita dall’incubo di una relazione con un uomo violento e che la trattava alla stregua di una bambola e dall’orrore dello stalking, decide di riprendere in mano la sua vita compiendo un gesto un po’ fuori dall’ordinario: diventare la nuova addetta alla strumentazione di Leonardo “Leo” Jelmini, il bassista dei BlackShark, anche se il management su direttiva del musicista stesso cerca un uomo per quell’incarico.                        Ma a dispetto delle difficoltà e dei trabocchetti attuati dal manager della band nel colloquio finale, Ambra riesce a convincerlo che lei è la persona più adatta per occupare quel posto, sia grazie alle capacità ampiamente dimostrate che al suo carattere sincero e schietto. Ovviamente però la novità non piace per niente a Leonardo, che all’inizio e durante le prime tappe del tour dei BlackShark fa di tutto e di più per ostacolare la ragazza. Ambra però, come già detto, è una persona molto forte e con carattere da vendere, sicché ben presto il bassista, vedendo che le carte degli insulti, delle ripicche e delle frecciate non funzionano con lei, decide di mettere sul campo da gioco una carta molto pericolosa. Per il resto e per sapere come andrà a finire, vi invito a leggere il resto in Nelle mani della ribelle, vi assicuro che ne varrà la pena, anche perché io mi sono divertita molto a scrivere questa storia (e generalmente se si diverte l’autore, al 100% si divertirà anche il lettore, eheh!).

Ti rispecchi  in Ambra Leoni?

Mah, più che in Ambra, io mi riconosco molto in Fiona per l’importanza che dà all’amicizia ed anche per la sua timidezza, e in Melina, che è una ragazza molto più diplomatica e calma della sua “focosissima” amica di tour, ma che al momento giusto sfodera le unghie per difendere sé stessa, i suoi amici o le persone che le stanno più a cuore.

Come ti sei trovata con la casa editrice sanremese? La consiglieresti ad altri emergenti, e perché?

Che dire, con Matteo (il direttore editoriale, ndr), Alberto e tutto lo staff della Leucotea mi sono trovata molto e più che bene! Da parte mia non posso che consigliarla a tutti gli emergenti, sia per la grande professionalità con cui si atteggiano verso gli autori sia per la grande gentilezza e cortesia con cui li trattano! E poi c’è anche da dire che, pur rimanendo un soggetto ancora piuttosto “vulcanico”, in un anno ho anche imparato molto da loro a livello umano e sul modo di affrontare le situazioni e di comportarsi con le persone, indipendentemente dal fatto che appartengano o meno al mondo editoriale…insomma, per dirla in parole povere, stando al loro fianco sono anche “cresciuta” e “maturata” sia come autrice che come persona in sé!

Grazie.

Non c’è di che, grazie a te. Un bacione a tutti e alla prossima!

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