Alfredo Betocchi Oggi ospitiamo lo scrittore  Alfredo Betocchi, conosciamolo con una breve intervista.

 

Ciao Alfredo, benvenuto,  parlaci un po’ di te, della tua vita e delle tue passioni.

Sono nato in Grecia, ad Atene e questo fatto ha influenzato in modo positivo tutta la mia vita culturale. In famiglia la cultura, specie quella classica, era molto seguita e considerata, i miei primi fumetti sono stati l’Iliade e l’Odissea per bambini. Questo ha fatto sì che la storia e la letteratura entrassero in circolo nelle mie vene. Ho preso il diploma di maestro elementare ed ho frequentato la Facoltà di lingue e letterature straniere. Ho fatto mestieri molto diversi: il ceramista, il venditore di libri, il maestro elementare, l’economo e infine l’ufficiale dello Stato Civile all’Ufficio Matrimoni. Sono andato in pensione da un paio d’anni. Sono sposato ed ho un figlio paleontologo. 

Cos’è per per te è la scrittura: una passione,   un hobby o un dono?

Mi è sempre piaciuto scrivere sin da piccolo. Ero bravo in italiano poi, da studente scrivevo articoli politici sui manifestini. Da grande, con la passione per lo studio delle bandiere ho pubblicato articoli su periodici di settore italiani e stranieri. Ho scritto alcuni racconti brevi per ragazzi. Collaboro con un periodico fiorentino su cui pubblico articoli curiosi, divertenti o romantici. Infine nel 2007 ho iniziato a scrivere il mio primo libro: “L’Orologio della torre antica” che è uscito nel 2010. Adesso uscirà per l’Editore David and Matthaus il suo seguito: “La Maga Tara”  

Raccontaci del tuo ultimo romanzo, il seguito dell’Orologio della Torre Antica, La Maga Tara.

Questa Maga è un personaggio minore ma risolutivo del primo libro. Qui narro la sua biografia, la nascita a Firenze da una famiglia di ricchi mercanti, le sue disavventure in giro per l’Italia del XIII secolo e infine il suo “magico” ritorno nella città natale.

 Mixata a questa storia c’è un giallo/spy story su un misterioso delitto al Museo Etrusco di Arezzo. Le due vicende si uniranno alla fine coinvolgendo tutti i personaggi del libro. Non posso dire di più se non che è un secondo romanzo intriso d’amore, di magia e di avventura.

 

Quale rapporto hai con la magia e  cosa rappresenta per te la Storia?

 

La Magia è un mezzo per raccontare delle belle favole che piacciano ai lettori e divertano. Scrivo soprattutto per divertimento. Come tutti sanno, con i libri difficilmente si diventa ricchi. La Storia, come ho detto prima, è il grande amore culturale della mia vita. Non potrei prescindere da essa raccontando le mie “favole”.

 

Perché hai deciso di ambientare il tuo ultimo romanzo al tempo della guerra tra Impero e Papato e inserire anche un delitto?

Il periodo considerato è lo stesso del primo romanzo L’Orologio della torre antica. L’ho scelto perché al tempo in cui lo scrivevo seguivo un periodico storico che parlava delle lotte fra guelfi e ghibellini e non era ancora cominciata la selvaggia caccia alle streghe che caratterizzò i secoli successivi così che le mie streghe potevano condurre una esistenza ancora tranquilla. In special modo la Maga Tara. La fine del XIII secolo era perfetta per il mio romanzo. Come fiorentino, inoltre, le lotte tra Impero e Papato sono particolarmente sentite. Per quanto riguarda il delitto al Museo è stata l’occasione per riprendere a parlare della famiglia di Mario e Chiara introducendo i loro figli Ugo ed Isabella. Non dimentichiamo neppure che c’era da concludere il mistero delle 8 tavole di bronzo. Infine un racconto tutto ambientato nel XIII secolo sarebbe alla lunga risultato noioso, così ho introdotto un giallo ed una spy story col solito sistema dei capitoli alternati.     

 

La protagonista, ti è stata ispirata da una persona realmente esistita o ancora esistente?

No, nessuno dei personaggi della saga ha attinenza col mondo reale tranne Mario che sono io. La Maga Tara è un personaggio inventato per il primo libro che mi intrigava. Essa aveva raccontato a grandi linee le sue disavventure poi avevo glissato, quindi ho voluto narrare in modo esteso la sua biografia dalla nascita fino ad un certo punto della sua vita. Mi riservo, in un terzo libro, di continuare la storia che a me appassiona particolarmente.

Vi ringrazio della opportunità che mi ha offerto Espressione Libri di parlare dei miei romanzi e saluto tutti i miei lettori passati e futuri, Alfredo.

 

 

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