Gaetano Iannaccone

Oggi ospitiamo lo scrittore Gaetano Iannaccone, conosciamo insieme i suoi sogni e le sue passioni.

 

Benvenuto Gaetano. Parlaci un po’ di te così da permettere ai nostri lettori di farti conoscere.

Io sono un ragazzo che vive la vita per quello che vale, che crede, sogna, spera e forse s’illude che qualcosa può ancora cambiare, qualcosa che possa infondere i giusti valori, che ci liberi del superfluo, e ci induca a combattere per cause giuste…sono un ragazzo abbastanza sensibile, molto timido ed un eterno sognatore. Sono nato a Napoli il 28/12/82 e convivo con la mia ragazza a Francavilla Fontana. Sono un ragazzo che crede negli antichi valori,come la famiglia, l’aiutare i più deboli e non giocare mai con i sentimenti.

 

Dalla tua biografia si legge che il tuo sogno era quello di pubblicare un libro. Come ti senti adesso che questo tuo sogno si è avverato?

Come mi sento ad aver pubblicato un libro? Bella domanda…semplicemente non lo so nemmeno io. Tante e tante volte avevo immaginato quando avrei visto il mio nome sulla copertina, e le mie reazioni possibili, peró quando ho visto il libro e l’ho tenuto in mano, con il mio nome a caratteri cubitali in evidenza sopra al titolo, mi sono sentito male: una specie di nodo allo stomaco.  E poi la consapevolezza di aver realizzato un sogno, un sogno che all’inizio sembrava impossibile, ma poi ti accorgi che se ci credi niente é impossibile. Dopo anni di brancolamenti al buio, in cui non sapevo ritrovare me stesso, in cui ero semplicemente vuoto, mi sono ritrovato ad amare la mia vita, ad amare me stesso, per la prima volta. Non posso mai dimenticare il momento della presentazione del mio libro,vedere gli occhi di quelle persone illuminarsi esattamente come avevano fatto i miei. Penso  sia uno dei ricordi più belli che avrò per il resto della mia vita.

Puoi dare consigli a chi come te vorrebbe pubblicare un libro?

Il consiglio che mi sento di dare è quello di non arrendersi mai alle porte in faccia e continuare a credere nei sogni. Perché alla fine cos’è un uomo che vive senza rincorrere i propri sogni? Bisogna lottare per ottenere quella felicità nascosta dietro una fantasia, dietro una realtà apparente o una follia concreta.

Quando nasce in te la passione per la scrittura?

Ho scritto da sempre, da quando ho avuto le prime delusioni d’amore, diciamo che è la mia valvola di sfogo. Però seriamente, scrivo da un annetto. Anche se io scrivo perché amo scrivere, non lo faccio per soldi o per il successo. Al massimo posso affermare che scrivo per diffondere quello che scrivo, anche se su questo non posso esserne certo, ma solo sperarlo. Scrivere mi fa stare bene,  il mio sogno più grande sarebbe che attraverso le mie emozioni le persone potessero capire che il mondo lo possiamo cambiare anche noi, in fondo se non si parte dalla base, non si può costruire nulla. Forse mi prenderai per folle, ma credo di non aver sognato qualcosa di impossibile, rutto ciò è possibile,  dobbiamo solo aver il coraggio di crederci.. È un sogno difficile da rendere concreto, ma io  voglio crederci, devo farlo, e posso riuscirci. Voglio sognare di poter raggiungere questa fantasia, anche a costo, poi, di rimanere deluso.  Realizzare un sogno,  a volte fa stare male. Io accetto la sfida, accetto il fatto di poter rimanere deluso, scottato da uno stato d’animo, da una situazione che esiste solo dentro di me, nella mia testa,  e che nella vita reale, forse, non si avvererà mai. Ma avvicinarsi anche solo apparentemente per un attimo alla meta, è motivo per me di continuare a sognare, continuare a vivere per cercare di realizzare quella gioia che nient’altro al mondo mi può regalare se non un sogno. Un sogno vero, un sogno desiderato con il cuore, vale molto di più se lottiamo perché un domani possa divenire realtà.

 

Adesso parliamo del tuo libro, Un fantasma chiamato amore. Perché la scelta di questo titolo?

Il libro é nato da una delusione d’amore passata…non riuscivo a smaltirla, ho passato 4/5 anni rinchiuso dentro me stesso…ho buttato la mia vita rincorrendo un fantasma. Poi decisi di scrivere, volevo scaraventare tutta quella melma che avevo dentro, e facendola leggere a qualche amica,lei mi disse: “Perchè non scrivi un libro?” Il titolo nasce dalla perenne crisi che il protagonista vive passando dalla gioia al dolore continuamente, perché vuole rivivere quel tempo, quell’amore passato. Egli prova rifarsi una vita, ma il fantasma c’è sempre, e questo stato di cose non riesce a farlo vivere serenamente.

 

Parlaci di questo amore travagliato che il tuo libro racconta.

Il romanzo è ambientato a Napoli nell’estate del 2001.  Alex, il protagonista, si innamora di Vale, una ragazza calabrese. La storia dura cinque mesi, momenti di passione, scherzi, litigi, passeggiate mano nella mano. Poi, raggiunto l’apice del sommo stato di grazia, arriva un giorno in cui tutto sembra sgretolarsi e finire, e le strade si dividono. Inconsciamente nell’animo dei protagonisti si attiva una serie di interrogativi che li spingono a chiedersi: Cosa c’era che non andava? Era stato vero amore? Avevano sbagliato qualcosa, e se sì, cosa ? Quesiti senza alcuna possibilità di risposta. Lui vive sofferenze profondissime, mette in discussione se stesso e tutta la sua vita, malgrado abbia molti amici, una bella famiglia intorno ed altri amori, ma il ricordo di lei, della loro passione, dei momenti felici,  dell’esperienze condivise,non lo abbandona mai e lo fa vivere in uno stato di perenne tormento ed infelicità. Lei invece combatte, vuole riuscire a dimenticare quell’amore, ma alla fine si renderà conto di quanto male fa, e di quanto ha perso per strada.

 

Quale musica ti ha ispirato per la stesura del tuo libro?

Ascolto qualsiasi musica romantica, non ho preferenze. Personalmente credo che la musica si una fonte d’ispirazione, perché scrivere significa trasmettere emozioni.

 

Si dice che uno scrittore, prima di tutto deve essere un gran lettore. La pensi così? Ti piace leggere? Se sì qual è il genere che più ti attira?

Si la penso così. Il pensiero, il modo di scrivere di altri autori può aiutarti a crescere e a creare poi uno tutto tuo. Devo dire la verità vado a periodi, ci sono giorni che leggo e altri no. Adoro Pirandello, per la sua teoria delle maschere così come nei contemporanei mi sta appassionando la scrittura di Murakami.Una scrittura profonda ,nata da un io che ritrova il suo subconscio onirico. Cosi come Coelho. Lui è un autore che tratta molto la tematica dello spirito, della purificazione,del cammino dell’anima, é uno scrittore brillante e riesce ad appassionarmi con la dolcezza del suo linguaggio. Ritengo che i suoi romanzi lascino davvero il segno, facciano riflettere, pensare alla vita e su come la si stia affrontando.

 

 

Qual è la tua maggiore fonte d’ispirazione?

La mia fonte d’ispirazione è la vita stessa che conduco. Anche se ho un sogno: riuscire con le mie parole a cambiare questo mondo. Io sogno un mondo migliore,non dominato dall’affarismo, dal materialismo e dalla superficialità, ma dall’amore, dall’aiutarsi…e ho cercato di trasmettere attraverso i miei personaggi questo. Si perché se guardiamo il mondo d’oggi ci accorgiamo che non era come quello di un tempo, dove le piccole cose ci bastavano, oggi è tutto diverso, non ci si accontenta più, la genuinità delle piccole cose, il materialismo, ci stanno portando ad essere superficiali… Non riusciamo più a perderci nelle piccole cose. Abbiamo paura dei nostri sentimenti, paura di diventare vulnerabili. Lascerei morire nel presente il mondo dello spettacolo…troppa apparenza…valori che non  mi interessano e non mi rispecchiano.

 

Proteggi futuri?

Progetti futuri? Vivo alla giornata per ora,  cerco di coltivare le mie passioni nella consapevolezza del fatto che prima o poi tornerà il mio momento.

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