Intervistiamo Irma Panova Maino, autrice del romanzo paranormal romance “Il gioco del demone”

 So che sei stata un tecnico televisivo, hai lasciato questo lavoro perché? Parlaci di questa esperienza.

Lavorare in televisione, soprattutto nel settore tecnico, mal si concilia con il concetto di famiglia. Purtroppo si sa sempre a che ora si inizia, ma non si sa mai in quale orario si termina ed è assolutamente normale smettere a tarda notte, piuttosto che alle prime luci dell’alba. Non nego che sia stata in ogni caso un’esperienza positiva e divertente, ma non è assolutamente adatta per una persona con dei figli e un partner a cui dover rendere conto, soprattutto se la persona in questione è una donna. E poi diciamolo, l’ambiente non è esattamente da educande e dopo più di dieci anni trascorsi a osservare gli aspetti peggiori del genere umano, tornare verso un’esistenza più “comune” è stato quasi necessario e rassicurante.

  Chi è Irma oggi?

Una donna che ha ripreso possesso dei propri spazi e guarda al futuro con nuove percezioni. Molte cose sono cambiate nella mia esistenza ed alcune sono state influenzate dall’uscita del mio primo libro: Scintilla Vitale. L’evento non credo che sia stato casuale, anzi, oserei quasi dire che è stata proprio la “scintilla” necessaria per dar “fuoco alle polveri” e rivoluzionare tutto il mio mondo personale. Tornando indietro ripercorrerei gli stessi passi, ma forse eviterei i fuochi d’artificio o, peggio ancora, le esplosioni nucleari. In fin dei conti la storia insegna che possono avvenire rivoluzioni compiute in modo civile, quasi in sordina, portate a termine con estremo raziocinio.

   Hai iniziato a scrivere per ripiego e da questo ne hai fatto il tuo lavoro attuale oppure? Raccontaci com’è nato il tuo interesse per la scrittura.

Scrivere è una passione che mi porto appresso fin dai tempi della scuola. Alle medie inferiori scrivevo brevi racconti dedicati alle mie compagne di classe, facendone delle eroine di incredibili storie d’amore. Tuttavia, alla fine del primo quadrimestre tutto quel “rosa” mi aveva creato dei seri problemi di digestione e alla fine dell’anno scolastico avevo già scritto il mio primo racconto dell’orrore, basato su una manta assassina mutante.  Purtroppo, nel corso degli anni il faldone, in cui erano racchiusi questi miei esperimenti di scrittura, si è perso fra un trasloco e l’altro, ma confesso che mi piacerebbe molto ritrovarlo, se non altro per ridere delle assurdità scritte allora. In ogni caso i libri portano gioie, soddisfazioni ed emozioni positive, ma non bastano per poter vivere esclusivamente dei proventi ricavati dalle vendite, soprattutto per il fatto che i miei sono per lo più venduti in formato digitale, il quale, giustamente, ha un costo decisamente contenuto.

  Parliamo del tuo libro “Il gioco del demone”. Raccontaci in breve la trama.

La storia ha come protagonista Devlin, il licantropo che avevamo già conosciuto in Scintilla Vitale, il primo libro della serie Cronache dal Mondo Parallelo. In questo secondo capitolo Devlin, che aveva precedentemente rinunciato a Carrie, lasciandola alle amorevoli cure del vampiro Reese, conosce finalmente la sua Unica, ovvero l’unica compagna a lui destinata, colei che lo legherà per sempre all’interno di un concetto di coppia che, nel caso della donna in questione, sarà particolarmente arduo da accettare. Devlin è un uomo tutto d’un pezzo e Angmar (la donna in questione) è in realtà un demone appartenente a una razza molto particolare. E le caratteristiche di Angmar metteranno Devlin a dura prova, soprattutto per quel che riguarda le sue convinzioni morali e la sua concezione di come avrebbe dovuto essere la sua Unica.

  1. 5.      La costruzione di un romanzo (che genere è fantasy?) ha bisogno di un’ispirazione particolare? Da dove attingi le principali idee di una storia? Ti ispiri a qualcosa o a qualcuno?

M’ispiro alla vita di tutti i giorni e trasporto i miei personaggi dal mondo fantastico al mondo reale e viceversa. Basta realmente poco per ispirarmi: una pubblicità, un trailer, una frase sentita per strada… persino un qualche avvenimento osservato al supermercato. Tutto può scatenare la mia fantasia, persino la situazione più comune o quella più insolita. Tuttavia cerco di mantenere intatta una certa coerenza di fondo, ovvero una logicità che permetta ai miei protagonisti di muoversi agevolmente fra gli intrecci della trama. Trovo estremamente sgradevoli le incoerenze temporali e trovo ancora più sgradevoli quei passaggi forzati in cui non vi è alcuna logica. La storia deve poter scorrere senza intoppi, senza salti mortali nel marasma dello scontato e senza quelle frenate improvvise in cui il lettore è costretto a rileggere i periodi più e più volte, senza riuscire ad arrivare comunque alla totale comprensione del pezzo.

   Ogni scrittore si ritrova nelle descrizioni dei propri personaggi. Per te è così?

Assolutamente sì. Ogni personaggio da me descritto, in uno qualsiasi dei miei libri, porta con sé un aspetto di me. Il che può diventare particolarmente inquietante dal momento che amo i “mostri”. Vi è sempre un protagonista non umano nelle mie trame e solitamente non è mai un personaggio docile e accattivante. Che sia un vampiro, un licantropo, un demone, un mutante o qualsiasi altra “cosa”, sarà sempre un essere abituato alla violenza e alla parte più cruda dell’animo umano. Il mio pensiero filosofico prevede che non vi sarà mai un mostro che possa eguagliare la cattiveria umana e dunque, c’è da chiedersi chi sia veramente il mostro, noi o loro?

    Hai nuovi progetti letterari per il futuro? Libri? Concorsi?

Progetti in cantiere ve ne sono molti, a partire dal terzo libro della serie delle Cronache dal Mondo Parallelo, per finire con progetti esclusivamente lavorativi che solo in parte riportano alla scrittura. Vi sono molte opportunità che vanno vagliate attentamente, molte occasioni che si sono presentate e che meritano la giusta concentrazione. Francamente non so ancora dove mi porterà la strada che ho appena intrapreso, forse nel precipizio di un abisso, oppure, chissà… verso nuvolette rosa. Penso sia abbastanza ovvio immaginare che, data la mia naturale propensione verso l’orrido, mi troverò probabilmente più a mio agio nell’abisso, piuttosto che su qualche stucchevole nuvoletta rosa.

    Ascolti musica per trarne da essa ispirazione? Se è sì, quale?

La musica spesso diventa la colonna sonora dei miei libri. Amo quasi tutti i generi e mi piace variare a seconda dell’umore, delle condizioni atmosferiche, oppure grazie a qualche altro fattore. Passo dal rock alla musica Ambient, in stile Buddah Bar, oppure prediligo Hardcore, DubStep e Drum&Bass per immergermi in atmosfere adatte a descrivere battaglie e momenti drammatici. Non disdegno nemmeno l’opera e la musica classica, il Coro dell’Ernani e la Marcia Trionfale dell’Aida mi hanno ispirata molto.

   Qual è per te il momento ideale della giornata per dedicarti alla scrittura?

Ogni momento è buono, a patto che non inizi a squillare il telefono, che nessuno suoni al citofono, che i figli non abbiano problemi improvvisi, oppure ancora, che i cani non siano colti da un attacco di abbaio isterico o il gatto da un’impellente bisogno di coccole. Quando mi coglie l’ispirazione scriverei in qualsiasi posto e con qualsiasi tempo. Spesso sono costretta a prendere brevi appunti sul cellulare per evitare di dimenticare qualche spunto importante e questo solitamente accade nei momenti meno idonei, oppure in quelli più difficili da gestire, come ad esempio in macchina, oppure mentre si hanno le mani occupate dalle sporte della spesa. A volte vorrei poter avere più arti come la Dea Kalì, così sarei in grado di fare i mestieri di casa, occuparmi dei miei lavori e, contemporaneamente, scrivere i miei romanzi.

 Ci consiglieresti un libro da regalare per Natale?

Nel panorama nostrano nel campo degli esordienti, ad esempio, vi sono davvero molti titoli che meriterebbero l’attenzione del grande pubblico. Tralasciando i miei, per ovvie ragioni, consiglio vivamente qualsiasi libro tratto dal catalogo della Edizioni Esordienti Ebook. Ma non vi sono solo questi, ve ne sono molti che, purtroppo, passano inosservati perché non supportati adeguatamente dalle Case Editrici. Il mio consiglio è quello di gettarvi nell’ignoto, provando a scoprire ciò che il nostro mercato è in grado di offrire, tralasciando per un momento i nomi altisonanti che dilagano in rete e sui media. Lanciatevi nell’avventura e scovate la perla preziosa della letteratura contemporanea italica, quella che meglio si adatta ai vostri gusti. Fra alcune opere dubbie, altre simpatiche ma non del vostro genere e altre ancora prodotte con tutti i crismi, troverete sicuramente il libro che vi lascerà senza fiato e che vi farà ricredere su tutta la produzione dei nostri autori esordienti, emergenti e ripetenti. Buona lettura!

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