BastetVi presentiamo  Bastet. Conosciamo le sue passioni e il perché del suo nickname.


 Benvenuta Bastet. Per prima cosa mi viene da chiederti perché la scelta di questo nickname. Leggendolo mi viene in mente la divinità egizia quella che viene raffigurata con il corpo da donna e la testa da gatto. Ti sei forse ispirata a lei?

Effettivamente sì! Il nickname deriva proprio dalla dea egizia ed è nato quando l’ho interpretata durante le sessioni di gioco della Specula, durante un’avventura della Coorte VI in Egitto.

 Vuoi svelarci il tuo vero nome e chi è veramente Bastet?

 

Il mio vero nome è Elena, e Bastet ormai è diventata quasi una personalità a sé, tanto che io e gli altri Demiurghi ci scherziamo spesso sopra…tipo quando fanno finta di lanciarmi un gomitolo…

In realtà, almeno nei racconti, Bastet è un personaggio molto complesso, con da una parte tutta la responsabilità e i poteri di una Dea e dall’altra la giocosità e la noncuranza proprie dei felini di cui è la protettrice. Per non parlare del fatto che lei è anche Sekhmet, la feroce dea leonessa protettrice dell’Egitto; tutto ciò la rende estremamente interessante da descrivere e far interagire. Tanto più che è innamorata di un umano e si sa che situazioni del genere non sono mai semplici…

  Parliamo di Requiem, una breve storia che comparirà su di una antologia. Vuoi parlarci di questo tuo racconto?

 

La sua genesi è stata molto particolare: ho semplicemente pensato al fatto che tutte le storie che avevamo scritto fino a quel momento avevano un lieto fine. Eppure, gli Speculatores si muovono in terreni e vicende estremamente pericolosi, sono i migliori nel loro campo ma affrontano situazioni che metterebbero a dura prova anche degli eroi….cosa sarebbe successo, mi sono chiesta, se una di queste missioni non fosse andata per il verso giusto?

Il racconto è rimasto in incubazione nella mia mente per settimane, fermentando e raffinandosi, finché ad un certo punto è arrivato il momento giusto e l’ho scritto. Mai come quella volta mi sono sentita “usata” da un racconto che voleva a tutti i costi uscire fuori.

 Cosa ti ha ispirato questa storia?

 

Non c’è stata un’unica fonte di ispirazione…Forse una parte deriva dalla serie tv Spartacus che stavo vedendo in quel periodo, ma sopratutto c’è tutta una serie di sensazioni: la perdita e il rimpianto di fronte alla fine, il coraggio, la paura del fallimento. Penso che uno dei punti forti dei Racconti dei Demiurghi sia lo sviluppare sentimenti e pensieri dei personaggi che vengono messi davanti a vicende e scelte ambientate in un altro tempo e in un altro luogo, ma che in fondo sono sempre parte del nostro essere umani.

  Quali altri progetti hai in mente di pubblicare?

 

Per il momento la mia verve letteraria è tutta per questo straordinario mondo che stiamo creando…se ci sarà abbastanza materiale, probabilmente produrremo appunto un’antologia. Al momento sto pubblicando sul blog un racconto lungo a puntate, “Il fuoco di Vesta” sempre ambientato nella nostra ucronia ma che riguarda un lato diverso rispetto alla Specula.

 Da quando è nata la passione per la scrittura?

 

Mi è sempre piaciuto scrivere, ma ho cominciato solo alle superiori, scrivendo romanzi – rigorosamente fantasy – con me e le mie amiche come protagonisti…ce li ho ancora! Lavorare con Elios ed Azia è stato il mio primo tentativo di scrivere qualcosa di “serio” e autonomo, non scopiazzato da altre ambientazioni o altri autori.

Quali generi ami leggere?

 

Fantasy, sopratutto quello storico perchè l’avere dei fatti precisi a cui attenersi entro certi limiti rappresenta una sfida interessante, e lo è ancor più vedere come lo affrontano i diversi autori. Poi i romanzi storici, ovviamente, e anche la saggistica di disparati argomenti sia per documentazione, sia per piacere personale.


8. Un libro che hai amato in assoluto e invece uno che hai odiato?

 

Amato: La Signora di Avalon di Marion Zimmer Bradley. Di questa autrice sono una fan sfegatata di quelle per cui si passa sopra a qualsiasi scemenza narrativa…il suo modo di mescolare storia, religione e fantasy rimane uno dei migliori.

A pari merito con L’ultimo orco di Silvana de Mari, il libro che può farvi cambiare idea sul destino del fantasy italiano.

Odiato: tutti i romanzi romance/psicologici tipo Ti vengo a cercare di Guillaume Musso. Per me  sono noia distillata.

La saga di Cinquanta Sfumature, che mi sono costretta a leggere per capire perchè diavolo è diventato un bestseller. La ragione l’ho trovata: è un Twilight per casalinghe arrapate.

Quali sono le tue passioni oltre la scrittura?

 

Storia, storia dell’arte, giochi di ruolo (gioco a D&D seconda edizione!), studi religiosi, e ho una passione invereconda per la storia delle casate nobiliari. Cucinare – abbastanza bene, visto che i Demiurghi sono ancora tutti vivi –  e…ho una collezione di fashion dolls e My Little Pony. Ciascuno con una propria storia, ovviamente.


Ascolti musica mentre scrivi? Se sì, di che genere?

 

Rigorosamente strumentale, perché tendo a cantare a squarciagola i pezzi che mi piacciono ed è decisamente deleterio per la concentrazione…la mia colonna sonora preferita rimane Ludovico Einaudi, che mi ha fatto scoprire Azia.

 

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