Dora Millaci

Oggi ho il piacere d’intervistare una bravissima scrittrice, il suo nome è Dora Millaci. Conosciamola insieme.

Salve Dora e benvenuta nel blog. Parlaci un po’ di te, dei tuoi hobby e delle tue giornate, così che i lettori del blog possano conoscerti meglio.

Buongiorno a voi. A dire la verità, da quando sono “ costretta”  a casa dalla mia cara amica sclerosi multipla, la mia vita è cambiata molto. Non in male però, perché se da un lato, mi ha tolto delle cose, mi ha concesso però il tempo. E così adesso ho molto tempo da dedicare alla mia passione, cioè la scrittura. Gran parte della mia giornata quindi è dedicata a questo. Scrivo tutti i giorni, nessun escluso e leggo. Mi piace inoltre ascoltare musica al piano oppure violino; le trovo molto rilassanti. Guardo poco la televisione. Preferisco stare sul terrazzo a godermi l’aria che sa di gelsomino (ho un’enorme pianta proprio sotto), col mio inseparabile gatto sulle gambe.

  Dalla tua biografia si può notare che molti dei tuoi racconti e delle tue poesie sono state pubblicate in diverse antologie. C’è un racconto o una poesia a cui sei particolarmente legata? Se è sì qual è e perché?

Le mie opere si possono trovare in circa 25 volumi (antologie). In ogni racconto c’è una parte di me e lo stesso vale per le poesie (fino ad oggi ne ho scritte circa mille). Dire quindi a quale sono più legata, mi sembra davvero semplicistico.

 Da dove trai ispirazione per scrivere?

L’ispirazione arriva all’improvviso; non la cerco. Basta una foto sul giornale, una frase sentita alla televisione, un’immagine che riaffiora dai ricordi e da lì, ecco che ho davanti a me l’intera storia.

 Quando in te è nato l’amore per la scrittura?

Scrivo da che ho memoria. Da piccola scrivevo favole con la morale sulla scia di Fedro. Per quanto riguarda invece la poesia, ho cominciato da adolescente, dopo la perdita di mio padre, forse per esorcizzare il dolore.

     Quando secondo te una persona può definirsi una scrittrice?

Molti, troppi oggi si definiscono scrittori. Secondo loro basta pubblicare un libro per appropriarsi di questo “titolo”. Ho conosciuto persone che addirittura, senza mai aver pubblicato nulla, si fanno chiamare scrittori. A mio avviso una persona si può definire tale, quando i lettori hanno bisogno delle sue opere. Quando cioè i lettori vanno alla ricerca di ciò che egli ha scritto e quando, questa persona, lascia un’impronta di sé. Io sono molto ambiziosa in questo progetto, perché voglio diventare una brava scrittrice. Una di quelle che viene ricordata dopo tanti anni dalla sua scomparsa e che magari, si studia nei libri di scuola. Il cammino è lungo e il lavoro è tanto, ma non mi spaventa.

 Ti piace leggere? Se è sì, quale genere di attira particolarmente?

Non si può scrivere senza inizialmente leggere. Tutti i bravi scrittori leggono tanto. Purtroppo a causa della malattia che ha colpito anche gli occhi, adesso leggo meno e mi faccio aiutare al pc con un ausilio vocale, ma non smetto di farlo. Diciamo che in generale leggo un po’ tutto, ma prediligo i libri che trattano storie vere, i thriller, i gialli, i libri di avventura.

  C’è un autore o un libro a cui sei particolarmente legata? Puoi dirci quale o quali sono?

Sembrerà sciocco, ma il mio libro preferito è il Piccolo Principe. L’ho letto tante volte e altrettante, l’ho regalato. Una copia comunque è sempre sulla mia scrivania.

   Parliamo adesso del tuo libro, “L’orrenda creatura di Nasilungo e Altre Storie”. Di cosa parla?

L’orrenda creatura di Nasilungo è una favola per piccoli, ma anche per grandi e tratta il tema della diversità. In un paese, quello di Nasilungo, esiste una persona che ha un aspetto diverso dagli altri e per questo motivo è stata ghettizzata, definendola un “mostro”. Si scoprirà alla fine, che la sua diversità è invece un dono. Vi consiglio vivamente di leggerla.

  Cosa ti ha ispirato nella stesura di questo libro?

A raccontarlo è veramente ridicolo, ma come ho detto prima, a me l’ispirazione viene con una frase o con un’immagine etc.. . E’ accaduto che, accarezzando il mio persiano colorpoint che come molti sanno, ha il tipico muso schiacciato, ho detto: “Certo che per non aver il naso, hai un olfatto incredibile.”

Con questa semplice frase, mi è venuta in mente l’intera storia.

 Altri progetti futuri che presto pubblicherai?

Spero entro l’anno di pubblicare qualcosa, anche se sto lavorando molto su altri fronti. Altrimenti, rimando al 2014.

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