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Oggi ospitiamo nel blog una bravissima scrittrice e chitarrista amante del rock e del punk. Conosciamo insieme Donatella Canepa.

 Ciao Donatella, benvenuta nel blog. Parlaci un po’ di te e della tua passione per la chitarra, quando scopri di avere questo talento?

Ciao, grazie per avermi ospitato nel blog.

Iniziai a suonare la chitarra acustica per gioco, all’età di sette anni. Dei miei compagni di scuola frequentavano un corso di chitarra all’interno della parrocchia e mi coinvolsero.

Ma la vera decisione, quella consapevole, di suonare arrivò in prima – seconda media, quando mi avvicinai alla musica rock. Un mio amico, che aveva già iniziato a suonare la chitarra elettrica da qualche mese, mi insegnò i primi accordi “elettrici” e trovò una sala prove. Insieme a lui e ad altri due amici fondammo il mio primo gruppo, senza pretese: avevamo dodici-tredici anni e nessuno di noi era un vero musicista. Tuttavia riuscimmo ad incidere una pseudo demo, che conservo con gelosia.

In quell’anno ripresi anche le lezioni di chitarra, puntando più sulla chitarra elettrica, per poi proseguire dal 2009 come autodidatta.

 

  L’amore per la scrittura quando si è manifestato?

Il sentimento che provo per la scrittura, più che amore, è necessità.

Quando c’è qualcosa che voglio comunicare – prima di tutto a me stessa, il pubblico subentra in una fase successiva – prendo la chitarra o la penna, a seconda di come questa forma di energia desidera venire fuori. Scrivo e compongo di getto, se mi freno non riesco più a dare alla creazione l’intensità con cui l’ho pensata. Nonostante questa analogia, musica e scrittura rimangono comunque, per me, due cose distinte.

Mi avvicinai alla scrittura all’età di quattordici anni circa, dopo il mio incontro con la lettura.

 

   Nella tua biografia si legge che fai parte di un gruppo e che hai già pubblicato un cd. Qual è il genere che suonate?

In realtà attualmente faccio parte di due gruppi, Cantina Club e The Strange Connections, ed ho pubblicato cinque cd: Coffee Shock – Reazione Kimica (2011), Nomadama – Shine (2012), Salto Nel Buio – Il Desiderio Non Espresso (2012), The Strange Connections – The Strange Connections (2012), Cantina Club – EP 2013 (2013).

Sono tutti gruppi di genere diverso, con quelli attuali suoniamo Acoustic Rock / Pop Rock per i Cantina Club ed Instrumental Post Rock / Post Prog per i The Strange Connections.

Con i gruppi passati ho suonato: Pop Punk, Punk Rock, Grunge, Alternative, Hard Rock.

  Quale delle due passioni prevale in te, la scrittura o la musica?

Sicuramente la musica è quella che mi rappresenta di più e quella che mi permette di comunicare in maniera più diretta.

Vedo la scrittura come una sorta di scomposizione: l’energia che si vuol trasmettere deve essere scomposta in lettere che poi dovranno essere ricomposte in energia dal lettore. La musica, invece, è una traduzione da energia ad una forma di energia diversa, quindi trasmette in modo forte e preciso.

  Parliamo ora del tuo libro, “Demoni in soffitta”. Di cosa parla questa storia?

6)      “Demoni in soffitta” è una raccolta di racconti di vario genere, che tocca tematiche politico-sociali per poi arrivare ad una parte più introspettiva. È stata scritta dal 2010 al 2012.

    Come ti è arrivata l’ispirazione per questo libro?

Più che all’ispirazione credo al desiderio di comunicare legato alla quotidianità.

  Hai un genere che preferisci maggiormente leggere o scrivere? Se è sì, qual è?

Sia nella lettura sia nella scrittura prediligo i racconti.

   Qual è il genere musicale che più ti piace?

Il rock è il genere che mi ha fatto entrare nel mondo nella musica, anzi mi ci ha catapultata, ed è quello che mi dà più emozioni. Da adolescente ero più estremista e difficilmente ascoltavo cose al di fuori del genere. Adesso mi piacciono quasi tutti i generi musicali.

 Qual è il tuo sogno più grande?

Come le colonne sonore, i sogni cambiano a seconda dei momenti. In questo momento vorrei fare una gita in tenda come ai “vecchi tempi”.

 Progetti futuri legati alla scrittura?

Dopo l’uscita del mio secondo libro mi sono dedicata esclusivamente alla musica perché sentivo il bisogno di suonare e di scrivere canzoni focalizzandomi solamente su quello.

Il 2012 è stato un anno molto intenso, soprattutto dal punto di vista musicale, percui mi sto prendendo un po’ di pausa da tutto, anche per riorganizzare le idee.

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