Alessandro MoschiniOggi intervistiamo qui sul blog un bravissimo poeta con un passato “da grande” nel mondo del rock. Ecco a voi, Alessandro Moschini

Benvenuto Alessandro, è un piacere averti qui. Dalla tua biografia si legge che sei stato un importante icona nel mondo del hard rock. Hai voglia di raccontare ai nostri lettori questo tuo passato?

– Ciao Ilaria. Grazie infinite. Un caro saluto ai lettori. Dunque, ho iniziato a suonare il basso elettrico nel 1986. Nello stesso anno ho fondato insieme ad altri amici i G.L.A.S., gruppo hardrock storico della mia città. Nella nostra storia fatta di scioglimenti, reunion come tutte le band abbiamo pubblicato un mini lp dal titolo “Audax Vincit” che oggi ha una buona quotazione tra i collezionisti in quanto giudicato documento storico dell’hardrock italiano. Il disco fu pubblicato dalla Global Art System Records, casa discografica di proprietà di Daniele Trambusti, allora batterista dei Litfiba. Ebbe un buon riscontro tra le radio e le webzine in Italia ed all’estero. Proponevamo un hardrock americano riconducibile a gruppi come Kiss, Van Halen, Mötley Crüe ecc. Dopo quel disco abbiamo pubblicato altri 2 demo tape e 2 brani su altrettante compilation hardrock l’ultima delle quali nel 2007 per una label americana. Siamo stati attivi fino al 2009 a periodi alterni e con diverse formazioni. In un periodo di pausa dal 1994 al 1996 ho suonato negli H.A.R.E.M., street metal band lucchese capitanata da Freddy Delirio, tastierista dei Death SS qui in veste di cantante. Con loro ho pubblicato un demo molto ricercato dai collezionisti.

Chi è oggi Alessandro?

– Una persona molto più posata, più tranquilla e con i piedi per terra sebbene consapevole dei propri obiettivi e una gran voglia di raggiungerli. Negli anni ho maturato molta più sicurezza in me stesso rispetto a quando ero più giovane ma anche una grande voglia di mettermi in discussione più di prima. Amo la musica, amo suonare ed amo scrivere e non solo.

 Hai iniziato a scrivere poesie per motivi personali. Cosa ti ha trasmesso la poesia e quanto ti ha cambiato?

– La poesia mi ha trasmesso grandi emozioni, prima fra tutte l’amore della gente che mi segue. E’ stata per me una scoperta fatta in età piuttosto tarda ma che mi ha dato e mi da la possibilità di esprimere al 100% quello che ho dentro usando terminologie e pensieri prima mai sfiorati. E’ un mondo artistico che mi affascina e mi completa. Credo di essere cambiato tantissimo da quando ho iniziato a scrivere poesie. E’ una visione ed un’impostazione completamente diversa da quella musicale. Ci sono molte cose che ho dovuto imparare ed altre che ho dovuto adattare a questa nuova dimensione dove mi sento totalmente a mio agio.

 Le tue poesie hanno un grande successo e non solo in Italia, so che la scrittrice venezuelana Victoria De Stefano ha tradotto molte tue poesie in spagnolo. Come ti sei sentito quando hai ricevuto la sua proposta?

– Mi sono sentito molto felice ed onorato. In realtà non è che sia stata una vera e propria proposta. E’ stato un regalo che Victoria mi ha fatto e del quale non finirò mai di ringraziala. Tutto è nato quando sono arrivato in finale di un concorso con la poesia “Corpo di mille soli” tratta dal mio primo libro “Le corde di Eros”. La notizia è rimbalzata e Victoria mi ha fatto il regalo di tradurmela in spagnolo. Il resto è venuto da se.

Nel 2010 esce la tua prima silloge, Le corde di Eros. Dal titolo si può capire che i lettori troveranno poesie dedicate all’amore, ma non solo, le poesie sono d’amore ed erotiche. Come è venuta l’ispirazione per scrivere queste poesie?

– Le mie poesie sono spesso ispirate da foto di persone o da persone stesse con le quali per la maggior parte delle volte non c’è stato niente di fisico. Sono immagini che mi arrivano nella testa e che cerco di dipingere con le parole. Sono sensazioni, emozioni che provo anche soltanto osservando i gesti, i contorni, i particolari. Attorno a queste cose costruisco le parole.

   Ogni poeta di solito compone poesie su esperienze che sono a loro capitate o dedicandole a persone oppure luoghi cari. Anche nelle tue poesie c’è qualcosa di te?

– Nelle mie poesie ci sono io totalmente. Non potrebbe essere altrimenti. Non sarebbe arte diversamente ma sarebbe una cosa studiata a tavolino e quindi artefatta. Ogni volta che scrivo dono una parte di me a chi mi legge. Le mie poesie sono scritte di getto e questo perché l’emozione che provo arrivi nella sua interezza al lettore anche se poi su certe cose aggiusto il tiro per dare musicalità.

  Hai una poesia del tuo libro alla quale sei particolarmente legato? Se sì qual è e perché?

– Sono molto legato a “Rubami il cuore” sia perché con questa poesia sono arrivato al terzo posto nel primo concorso nazionale Tracce per la meta ed ho avuto altri riconoscimenti, sia perché l’ho scritta in un momento di grande trasporto emotivo.

    Quando componi le tue poesie ascolti musica? Se sì, quale? La musica rock ti accompagna ancora oppure ascolti qualcosa di un po’ più tranquillo?

– Dipende dalle situazioni. A volte compongo senza ascoltare niente. Quando compongo ascoltando musica generalmente succede quando sono in macchina. Ho preso l’abitudine di portarmi carta e penna e se arriva l’emozione e l’ispirazione mi fermo e scrivo. Ho provato a tenere dentro l’idea e a scriverla una volta arrivato a casa rimettendo la stessa musica ma non è la stessa cosa, ho sperimentato che non funziona. Non si può ricreare una situazione quando il momento emotivo è passato. Generalmente ascolto musica classica o new age ma posso ascoltare anche cose cantate. Generalmente tranquille.

  Nella tua biografia si legge che il 2011 è stato l’anno della tua consacrazione, perché?

– Nel 2011 ho vinto il concorso nazionale “Il Federiciano” organizzato da Aletti Editore, un concorso di poesia importantissimo, uno dei più importanti in Italia. E’ stata messa una stele di ceramica con i versi della mia poesia “I musicisti” nel paese della poesia Rocca Imperiale (CS) La mia stele è accanto a quella di Mario Luzi. E’ stato un evento mediatico grandissimo. I partecipanti erano 1700 e 5100 testi. C’è stata RAI 3 Calabria e mi sono stati dedicati speciali su La Nazione ed Il Tirreno, i due più importanti quotidiani toscani. E’ stata una grandissima emozione.

  I tuoi prossimi progetti?

– Al momento sono impegnato nella promozione del mio nuovo libro “Il pentagramma di Venere”. Si tratta di 81 poesie erotiche/d’amore divise in 9 capitoli come il totale dei righi e degli spazi del pentagramma. Sarò impegnato in diverse presentazioni. A settembre c’è il progetto di scrivere un libro di racconti erotici a metà con Carmine Valendino, presidente dell’Associazione Culturale LunaNera di cui sono membro fondatore.

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