foto di alessandro Bagnato 1Oggi ospitiamo nel nostro blog un giovane e promettente scrittore. Conosciamo assieme Alessandro Bagnato.

 Ciao Alessandro. Parlaci un po’ di te. Cosa fai nella vita?

Ciao e ti ringrazio per avermi dato la possibilità di far sentire la mia voce.

Parlare di sé è sempre complicato e si rischia di cadere nel banale. Nonostante questo, cerco di rispondere alla tua legittima domanda. Sono un umile ragazzo di 29 anni che porta con se ancora i sogni di quando era un bambino. Quei sogni che alimentano ogni giorno la mia vita. La mia vita è molto semplice, anche se mi occupo di tantissime cose. Ora chiedo “Venia”, concedetemi di non elencare le mie abitudini perché andrei contro il mio costume.

Quando è nata dentro di te la vocazione per la scrittura?

Non credo che si debba parlare di vocazione della scrittura. Credo che si debba parlare di “passione” per la scrittura. Il termine vocazione significa letteralmente: «una particolare predisposizione per un certo stile di vita». Mentre la passione è: «un’azione incondizionata che l’uomo compie». Insomma, le passioni sono le chiavi della nostra vita. In questo momento mi viene in mente la celebre locuzione di Spinoza “Dio è natura”. Io direi che potremmo similare la stessa in “ La passione è natura”. Siamo guidati da questo istinto che ha il subconscio, comanda e a volte non ci rendiamo neanche conto delle strade che affrontiamo. Nel mio caso, la passione per la scrittura mi ha guidato sin dalla mia genesi. Appena potevo, prendevo una penna e un foglio e buttavo giù qualcosa. Ancora oggi è così e fa in modo che io sia un “diesel” sempre. La scrittura tra l’altro libera la mia mente da quelle che sono i disagi di una vita reale che ti sbatte la sua verità dinanzi gli occhi. Allora tramite la scrittura mi costruisco un guscio come le tartarughe di modo che mi possa riparare dai nefasti che ogni giorno si vivono.

   Il tuo grande sogno è quello di poter diventare un giorno un grande filosofo. Cosa ti da la filosofia a livello emotivo?

Il mio sogno non è quello di essere un giorno un “grande filosofo”, non vivo per la gloria, ma vivo per me stesso. Tutto ciò che faccio, è sinonimo di questo. Quello che voglio e che la filosofia mi aiuti come sta facendo a essere ogni giorno un uomo migliore. Tra l’altro non mi sento neanche un filosofo. Credo che tra me e le persone più comuni, non ci sia nessuna differenza. Credo altresì che siamo molto simili ma con una sola connotazione. Io riesco a mettere su carta ciò che loro pensano.

Detto questo, mi chiedi che cosa mi dia la filosofia a livello emotivo? Per me la filosofia è tutto.  La filosofia è la verità e non altro che la verità. Essa mi dona emozioni ogni giorno e mi permette di studiare quello che è alla fine il mio campo di ricerca, ossia, lo studio del comportamento dell’uomo moderno. Credo che i pensatori siano quelle persone che si emozionano di più e soprattutto vivono male nel loro tempo.  Un filosofo o un pensatore vede una società che non gli appartiene e cerca di trovare una chiave di lettura in essa per risolvere il problema che si pone, ma sa già che egli non troverà fine al suo lamento.

Quali sono le tue fonti d’ispirazione? Di cosa hai bisogno per scrivere?

La mia fonte d’ispirazione sono le “Agorà”, le “Piazze”. Durante la mia quotidianità ritrovo lo spunto di riflessione per elaborare i miei scritti che il più delle volte sono disposti secondo una posizione filosofica.  Tecnicamente mi basta questo. Basta che mi muovo e grazie all’aiuto di chi osservo, inizio a elaborare quello che è spesso un libro. Sento un legame profondo tra me le persone che incontro perché ognuno di loro, anche senza saperlo, sono i reali protagonisti dei miei libri. Colgo l’occasione per ringraziarli tutti.

 Nel 2009 esce il tuo primo libro d’esordio “Tra etica e morale”, puoi parlarcene? Cosa troveranno al suo interno i lettori?

Tra etica e morale” è un testo nato per caso. Tutto nacque mentre frequentavo il terzo anno del Corso di Laurea in Filosofia e Scienze Umane all’Università dove poi lo scorso anno mi sono laureato, ossia l’Unical. All’epoca stavo studiando il libro del filosofo italiano Eugenio Lecaldano dal titolo “Bioetica” è l’insegnamento era appunto la “Bioetica”. Mentre studiavo le sue teorie per conseguire l’esame mi ritroverai a scrivere quello che poi divenne il libro da me scritto e sopra già citato.

Il primo saggio è una critica alla società contemporanea che vive ogni giorno nel “mainstream” e ha perso la bussola della propria esistenza.

   Nel 2011, invece, il  secondo saggio, “Le finestre dei pensieri”. Perché la scelta di questo titolo, qual è il suo significato?

Le “finestre dei pensieri”, è un saggio edito dalla Booksprint che gravita intorno a ciò di cui oggi ci occupiamo poco vale a dire il “pensare”. Questo testo fa, a mio avviso, uno screening sulla coscienza dell’uomo e lo interroga su tutti i suoi aspetti. Per molti questo è un saggio che presenta uno “stream of consciousness”.  Un flusso di coscienza che si scontra contro il fenomeno del “mainstream” che ogni giorno si propaga nella società umana. Il suo proposito è di dare al lettore una possibile chiave di lettura, aiutandolo a riflettere su un tema che non è materialmente visibile e non è neanche acquistabile, ma fa parte della stessa sostanza cui è fatto l’uomo.

La scelta del titolo tuttavia è caduta su ciò che realmente mi sono immaginato. Una serie di finestre che si aprono nella nostra mente nell’atto anche di un solo secondo e queste sembrano essere “finestre” non toccabili e non visibili dagli occhi ma dalla nostra mente. Sono un po’ come le finestre delle nostre dimore. L’unica differenza che queste finestre sono dettate dal pensiero e quindi reali ma non tangibili.

  Un libro che hai letto che ti ha colpito e che ti è rimasto dentro?

Premesso che tutti i libri mi lasciano sempre qualcosa. Ogni cosa che leggo è un fedele custode che mi porterò sempre nella mia vita. C’è sempre da imparare leggendo un libro.

Un libro che amo sicuramente e che porto sempre come ed ha segnato la mia vita è: “Arcipelogo Gulag” di Alexander Solzenicyn. Un libro “un’inchiesta”, che ancora oggi mi fa venire i brividi per le profonde emozioni che mi ha lasciato. Lo lessi quando frequentavo il terzo superiore, ma è ancora parte integrante della mia vita. Ho letto tutti in tre volumi e ancora ricordo le emozioni che provavo mentre sfogliavo quelle pagine.

   Quando scrivi ascolti musica per aiutarti? Se sì, quale?

Certo, ascolto musica 24h su 24. Non ho un genere in particolare che ascolto. Credo che quelle che mi offrono più di tutte siano sia la “taranta” e sia la famosa “pizzica salentina”. Ogni volta che ascolto un sound del genere, la mia anima si rianima.

   Progetti futuri?

In questo momento ho iniziato a scrivere cosa che tra l’altro m’incuriosisce un romanzo. In più, sempre in tema di romanzi, e da qualche tempo che con l’autrice Tiziana Cazziero lavoriamo a un testo a quattro mani. Per quest’ultimo ti posso già indicare il titolo. Il titolo sarà: “La povertà è vita”. Ho quasi finito anche la mia prima silloge poetica che credo avrà la sua pubblicazione a breve.  Inoltre tra qualche giorno riparte la mia trasmissione “Ethos” su Radio Libera Web. Una trasmissione che ha come obiettivo primario quello di fare cultura a 360°. Per tutte le altre news e progetti ti invito e invito tutti a seguirmi sul mio contenitore ufficiale, vale a dire, www.alessandrobagnato.com

 Cosa ami di più?

Scrivere libri credo che sia il “fundum” della mia vita. Scrivere per aiutare a comprendere è questa la missione che mi sono prefissato per il mio campo di studio. Scrivere per la gente e con la gente.

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