Anna Maria BenoneOspitiamo oggi nel blog Anna Maria Benone, un’insegnante con la passione per la poesia e la scrittura.

 

 Benvenuta Anna Maria. Parlaci di te. Chi è Anna Maria?

Bella domanda… sono io 🙂

Non amo molto parlare di me poiché sono una persona riservata e abbastanza timida, pur essendo giocosa e goliardica con chi mi conosce bene. Preferisco lasciare “parlare” i miei scritti affinché il lettore possa, a poco a poco, avvicinarsi al mio mondo o ai miei mondi.

 Com’è iniziata la tua passione per la scrittura?

E’ nata spontaneamente, se vogliamo alle scuole elementari quando, all’interno della copertina del sussidiario scolastico, scrivevo le mie prime poesie, oppure mi divertivo a riscrivere pezzi di letture tratte da fiabe o da brani antologici. Ricordo la versione comica di Giulietta e Romeo, intitolata da me: Rometta e Giulieo.

Crescendo, ho continuato a scrivere in modo costante tra le pagine del mio moleskine. Così  ho capito che avevo bisogno di comunicare prima a me stessa e poi agli altri ciò che avevo dentro o ciò che vivevo attraverso gli occhi degli altri. Mi sono avvicinata prima alla poesia e successivamente alla narrativa.


Nella tua biografia si legge che scrivi per respirare meglio. Come ti senti quando scrivi, quali sono le tue emozioni?

Per me scrivere è un bisogno primario. Un modo di essere più io, un dire quello che io definisco il “non detto noi”, come ho citato in una mia lirica. Scrivere è esprimere, riflettere, emozionare, emozionarsi e rimanere fedeli a se stessi e al proprio sentire. La scrittura  mi  permette di essere “uno, nessuno e centomila” per citare uno dei miei autori preferiti (L. Pirandello); per ritornare ad essere “io”.


Parliamo del tuo libro “Il suono nel testo”. Raccontaci in breve di che cosa si tratta e il perché della scelta di questo titolo.

Si tratta di una raccolta di poesie. “Il suono nel testo” nasce da una ricerca interiore, dettata da un “io” singolare divenuto “noi” scisso in un nuovo “io”. Ricerco l’essenza della parola per andare oltre e trasformare l’azione in scrittura, in un testo che diventa suono: “il suono nel testo”.

Il titolo della raccolta, di cui si può leggere l’omonima poesia, nasce dal fatto che molte persone, leggendo diverse mie poesie precedenti, hanno detto che nelle mie liriche c’è musica.

In realtà è nato prima il titolo della raccolta, la mia idea, e poi la poesia. Mi spiego meglio: quando ho selezionato e scelto tra le mie poesie quelle che avrebbero fatto parte della raccolta, mi sono sentita ispirata e ho ripreso in mano una vecchia poesia a me cara, che non aveva titolo e che io stessa non reputavo ancora pronta per essere pubblicata, come se le mancasse qualcosa. Spinta da una forte emozione interiore, ho aggiunto gli ultimi versi e con essi è nato il titolo della poesia: Il suono nel testo.

Solo dopo mi sono accorta che il titolo della poesia era lo stesso che volevo dare al mio libro. In quel momento ho raccolto ciò che avevo seminato tempo prima.


Da dove attingi le principali idee di una storia? Ti ispiri a qualcosa o a qualcuno?

Sia per la poesia che per la prosa, attingo dalla vita.

Per me l’ispirazione è un soffio di vento; l’importante è coglierne il respiro.

Hai nuovi progetti letterari per il futuro?

Sto lavorando a una nuova raccolta di poesie e ho appena concluso un romanzo breve. Mi auguro di cuore,  di trovare un editore per entrambi i casi.

 Ascolti musica per trarne da essa ispirazione? Se sì, quale?

Ascolto spesso musica, da quella classica, alla new age, a quella  rock. Non potrei non ascoltare musica. Per me la musica libera l’anima, la poesia la completa, la sensibilità la riempie di vita…


Qual è per te il momento ideale della giornata per dedicarti alla scrittura?

Non c’è un momento preciso. Tutti i momenti possono essere quelli giusti, anche i momenti sbagliati. Ad esempio ho composto in auto molte poesie, certo ho dovuto accostare per scrivere la neonata poesia sul taccuino che è sempre con me. La narrativa invece fluisce dal mio silenzio, quando le mie idee sono pronte a divenire inchiostro.


Hai un libro che porti nel cuore, che hai letto? Se sì, qual è e perché?

Le notti bianche di F. Dostoevskij, perché  è romantico, struggente e incisivo.

Bisogna preservare i sogni e continuare a sognare…

Per quanto concerne la poesia, invece, amo in particolar modo, le liriche di Alda Merini e Pablo Neruda.

 

Grazie, Ilaria, per questa intervista e per avermi ospitata oggi all’interno di Espressione Libri. Per questo ringrazio anche Maria Capone.

 

Vorrei dedicare ai lettori di Espressione libri una mia lirica tratta da IL SUONO NEL TESTO ed. REI.

 

ISPIRATA di Anna Maria Benone

 

Aspettavi

dolcemente

sussurravi

l’incanto

del passato.

Attendevi ancora

vigile

sola

in penombra dell’alto cipresso

il ritorno,

giustizia inespressa.

Nel silenzio

il candore di una poesia

il sussurro del vento

una nuova vita da scrivere.

 

Per chi vuole seguirmi, questi sono i miei contatti:

 

http:twitter.com/AnnaBenone

Pagina facebook di Anna Maria Benone

 

 

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