Alessandra PallancaAlessandra è una donna forte. Affronta il grande dolore di una perdita molto importante, significativa e come se non bastasse tutto va contro di lei, ma per questo non si lascia abbattere. Trova nella scrittura un modo per rinascere. Conosciamola insieme.

 Parlaci di te, chi è Alessandra oggi?

Oggi mi accorgo con gratitudine di essere la persona che sognavo di diventare quando nel 2004 ho scritto “Diario di un risveglio “. Vivo la vita che sognavo allora di creare, in qualche modo ci sono riuscita. All’epoca avevo perso mio marito da poco, tutti nostri beni erano all’asta, mi ero ammalata di una grave forma di depressione e non ero in grado di lavorare, la mia bimba era piccola e avevo molta paura di non riuscire a crescerla. Oggi sono una persona in gran parte risolta, la malattia è un ricordo lontano. Mia figlia è una bella adolescente, ho un nuovo compagno, una casa che adoro in mezzo alla natura, un lavoro appagante e … anche il sogno della scrittura è diventato realtà.

 

Il tuo libro, Diario di un risveglio, parla di te, della tua vita, del tuo dolore e della tua rinascita. Com’è stato scrivere questa autobiografia?

Scrivere il mio primo libro è stata una folle full immersion in uno stato di coscienza nuovo e totalmente coinvolgente. Una fuga dal mondo, totale, assoluta, rigenerante. Ho pianto, ho riso da sola, mi sono sentita canale di una musa sconosciuta, che ho percepito come sacra, irresistibile e risanatrice. A lei mi sono affidata, consegnandole completamente me stessa.

 

  Come ti sei sentita quando hai riletto la tua vita fra le pagine di un libro?

Rileggere la mia vita è stato emozionante, lo confesso. Mi sono accorta di amarla, comprese le pagine buie. Ne amo l’intensità e la magia. Gli insegnamenti e le debolezze. Attraverso il mio libro ho imparato ad amare me stessa . Ho imparato l’amore, il perdono, la gratitudine, il valore di mettermi a servizio degli altri. E ho trovato lo scopo della mia vita.

 

Vuoi dare un consiglio o regalare parole di conforto alle persone che come te in questo momento stanno affrontando il dolore del lutto?

Posso dire come ho fatto io per sopravvivere: imparando a vivere giorno per giorno. Al presente, cercando di fare nell’attimo presente qualcosa di buono e utile. Fosse anche stirare qualcosa. O accendere una candela e fare una preghiera. O lavare i capelli a mia figlia. Ho iniziato di nuovo dalle piccole cose, senza pormi obiettivi grandi. Era già una conquista arrivare a sera, avendo fatto qualcosa di buono. Piccole cose semplici, facili, ma utili . E poi ringraziando di tutto, da una boccata d’aria fresca che si può respirare dalla finestra ad un sorso di caffè caldo. Ecco, dall’esercizio della gratitudine ho imparato ad apprezzare tutto, a partire dalle piccole cose che troppo spesso avevo dato per scontate. Nulla era più scontato, ogni cosa buona era diventata un dono. Arrivare a sera era un dono. Come svegliarsi al mattino e avere il dono di un’altra giornata. Come spesso accade, abbiamo bisogno di perdere qualcosa per scoprirne il valore. E abbiamo bisogno del dolore per fermarci, guardarci dentro con sincerità e trovare la fede. Con la fede si acquisisce una visione più ampia, che ci rende consapevoli che in ogni incontro, in ogni prova, in ogni separazione c’è un disegno più grande. Questo può essere di grande aiuto.

 Progetti futuri?

Nella mia mente ci sono altri due libri : uno sulla gratitudine e uno sulle vite passate.
Il primo è un tributo ad un sentimento a volte poco considerato, che secondo me può aiutare moltissimo. L’altro è un progetto ambizioso e stimolante, che mi fa anche un po’ paura ma mi affascina . Anche perché il messaggio che voglio donare, della continuità della nostra anima di vita in vita, è profondo e rasserenante, ma bisogna che io questa “passeggiata” prima di scriverla la faccia … ! Ho delle idee, naturalmente, una predisposizione naturale, esperienze spontanee in curriculum e … un numero di telefono che non ho ancora trovato il coraggio di comporre per iniziare ! Ma, se Dio vuole, lo farò.

Dicono che per essere dei bravi scrittori si deve prima di tutto essere dei bravi lettori. Leggi molto? Se sì, quali generi preferisci?

Sono stata una divoratrice di libri. Nei libri ho sempre cercato e trovato sostegno e risposte. Ho spaziato parecchio, affascinata dal mistero dell’esistenza e alla ricerca della bramata serenità interiore. Oggi che sono più tranquilla amo molto leggere qualche poesia.

 

Gestisci un club per single. Come ci si sente a trovar l’amore per gli altri? E’ una bella soddisfazione?

Essere un tramite per l’amore è bellissimo, impegnativo, coinvolgente , a volte molto faticoso ma sempre nuovo e stimolante. Non si smette mai di imparare, è una crescita e una grande esperienza. E’ un mestiere che al momento cambierei solo con il mestiere di scrittrice !

 

Preferisci più scrivere oppure aiutare le persone a trovare l’amore giusto?

Le due cose hanno la stessa radice : impegnare il mio tempo in qualcosa che possa essere d’aiuto al prossimo, espandere l’amore, che è davvero l’unica cura, per me. Ma alla domanda ho già risposto … la scrittura è ciò che fa parte di me fin da bambina. Appena ho imparato a scrivere e a disegnare confezionavo dei libricini artigianali, con storie e personaggi. Ho scritto fiumi di diari che ho bruciato in un falò davanti casa, insieme ai documenti del passato, quando ho finito di scrivere il mio primo libro : perché lui era la sintesi di quel lungo viaggio. Adesso iniziava la seconda parte della mia vita, e così è stato.

 

Da dove nasce la tua ispirazione?

La mia ispirazione nasce dalla mia anima che si apre come un canale verso dimensioni più sottili e molto potenti. E’ forte, quasi incontrollabile, sento che non posso sciuparla. E’ un po’ folle, come ti dicevo, entro in uno stato di coscienza diverso, alterato, dove non esiste tempo, popolato da emozioni fortissime. Non posso fare altro che scrivere. Le parole scorrono e non voglio perderle, il mio compito è fermarle. Poi la cosa mi sembra troppo pesante e pretenziosa, così ci metto un po’ di parolacce e una buona dose di autoironia per renderla più terrena e divertente.

 

Qual è il libro che hai letto e che porti nel cuore?

Mi viene difficile la scelta tra due, così li cito entrambi : 365 MEDITAZIONI CELESTI – Terry Lynn Taylor e PUOI GUARIRE LA TUA VITA – Louise Hay

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