Ilaria GoffredoOggi voglio presentarvi Ilaria Goffredo, una ragazza dinamica e solare,  una scrittrice che insegue con persistenza il suo sogno. 

 Ciao Ilaria, parlaci  un po’ di te, fatti conoscere.

Ciao a tutti e grazie per l’ospitalità. Ho 26 anni, sono sposata e ho due figli, quindi sono mamma di giorno e scrittrice/lettrice di notte. Ma prima di questo ho viaggiato molto in Europa lavorando nel settore turistico. Nel 2005 sono partita in missione di volontariato per Malindi, in Kenya. È stata l’esperienza più bella della mia vita a cui ho anche dedicato la mia tesi in Pedagogia della devianza e della marginalità, nel 2010.

 Quando inizia il tuo amore per la scrittura?

Non c’è stato un momento preciso. Da piccola amavo scrivere storie illustrate che poi interpretavo durante i giochi con una vicina di casa. A scuola invece scrivevo temi così lunghi di cui i professori, in fase di correzione, si lamentavano. Tuttavia ho cominciato a considerare più “seriamente” la scrittura quando, al ritorno dal viaggio di volontariato in Kenya, ho sentito il bisogno spirituale di raccontare a tutti ciò che ho visto e sentito.

 Nel 2012 hai pubblicato ben tre libri, direi che è stato un esordio straordinario. Parliamo del primo, Amore e Guerra. Di cosa parla e come hai avuto l’ispirazione per questa storia?

Una delle cose che mi ha maggiormente colpita durante il viaggio in Africa è stato il potere che ancora oggi, a distanza di decenni dalla fine del colonialismo, i bianchi detengono sulla popolazione autoctona nonché la loro responsabilità in certi eventi che hanno fatto la differenza nella storia africana, come per esempio il genocidio rwandese. Non tutti sanno che in realtà la guerra civile tra hutu e tutsi non è stata un “semplice” conflitto scaturito dalle differenze etniche, quanto piuttosto il lascito delle politiche di governo belga in quel territorio che hanno sfruttato gli hutu servendosi dei tutsi. Quando i belgi hanno abbandonato il Paese le basi dell’odio erano già state ben fomentate. Per non parlare poi dei governi occidentali che, anziché sedare il conflitto, vendevano armi alle fazioni in guerra. Ecco, in “Amore e guerra” ho voluto in un certo senso ricordare al mondo questa ingiustizia e ciò che ne è derivato in termini di morti, il tutto visto dagli occhi di una giovane educatrice italiana che prestava servizio a Kigali come volontaria.

 

  Il secondo libro è Il cavaliere d’Africa. Parla della storia di Selene che si trasferisce in Kenya per lavorare come volontaria. So che anche tu hai avuto la stessa esperienza, è quindi un libro autobiografico?

Ne “Il cavaliere d’Africa” sono reali l’ambientazione, le escursioni che i protagonisti fanno, ciò che vedono e ciò che sentono, le loro reazioni davanti alla povertà indicibile, perché sì, tutto questo l’ho vissuto in prima persona. La storia d’amore tra Selene ed Edward è invece inventata: l’ho inserita per mettere in luce le differenze tra loro culture di appartenenza ma in senso positivo, come arricchimento e completamento, nonché per lanciare il messaggio che l’amore può travalicare ogni genere di “difficoltà” dovuta all’incomprensione sociale.

 

  Cosa ti ha lasciato dentro il viaggio in Africa?

Tantissime cose. Innanzitutto mi ha migliorata come persona: paradossalmente, vedere qualcuno che vive in condizioni peggiori delle nostre spinge a considerare straordinario ciò che prima si considerava semplicemente “normale”, quotidiano, una certezza. Inoltre ho in un certo senso aperto gli occhi sul mondo, su quanto esso sia variegato e ricco, ma anche profondamente ingiusto e spesso guidato solo dal denaro che in continenti come l’Africa ha portato troppa distruzione e povertà. Le persone che ho conosciuto mi hanno insegnato il valore, il senso, della vita, mi hanno trasmesso un vero e proprio amore per la natura, per le cose semplici ed essenziali, mi hanno cambiata profondamente. Non ho mai conosciuto persone migliori. E poi posso affermarlo senza riserve: il mal d’Africa esiste davvero.

 Il terzo romanzo è Tregua nell’ambra, un romanzo storico, ambientato in Puglia nel periodo della seconda guerra mondiale. Come ti è venuta l’ispirazione per scrivere questo tipo di storia?

Ho sempre amato la mia terra, la Puglia, nonché la storia, in special modo quella del primo Novecento. Inoltre da grande lettrice di romanzi storici ho notato come nella maggior parte dei libri ambientati ad esempio negli anni Quaranta le vicende si svolgano perlopiù in grandi città come Roma, Napoli, Parigi, Londra, ecc. Tuttavia anche nei piccoli centri ci sono stati drammi e ingiustizie, vite spezzate dalla dittatura e dalla guerra ed eroi di cui nessuno serba memoria. “Tregua nell’ambra” è appunto ambientato a Martina Franca, la mia città. Gli eventi sono narrati dal punto di vista ingenuo di una ragazza di diciotto anni, la cui vita verrà sconvolta dalla guerra e da un amore impossibile.

C’è uno dei tuoi libri a cui tieni di più? Se sì, quale e perché?

I libri sull’Africa mi stanno molto a cuore, giacché in essi ho cercato di imprimere il mio amore per l’Africa appunto. Ma tengo molto anche a “Tregua nell’ambra”, romanzo per il quale l’ impegno è stato decisamente maggiore dal punto di vista della documentazione che ha preceduto la stesura. Inoltre in esso ho molto migliorato il mio stile, prima più “acerbo” e inesperto. Ma si sa, più si fa qualcosa più ci si migliora.

Tra tutti i personaggi dei tuoi romanzi c’è uno che ti assomiglia di più?

Ogni scrittore quando scrive porta inevitabilmente con sé ciò che è, ciò in cui crede, sebbene cerchi, a seconda della trama e dei personaggi, di distaccarsi dal proprio “io” per diventare “loro”. In tutte le protagoniste dei miei libri c’è senz’altro una parte di me, a volte piccola, a volte più importante; tuttavia dopo aver creato queste nuove “vite” sono loro a distaccarsi da me per guidare le proprie azioni. È un procedimento talmente affascinante e naturale che alle volte mi fa pensare di essere un po’ folle, ma se in questo senso ben venga.

   Qual è il genere che preferisci leggere e scrivere?

Per quanto riguarda scrivere sono ultimamente propensa al genere storico/sentimentale. Anche nella lettura prediligo i romanzi storici, seppur a volte mi dedichi a letture più “leggere” come qualche paranormal romance originale e ben scritto.

 Progetti futuri?

In questo periodo sto ultimando di scrivere il seguito di “Tregua nell’ambra”. Poi ho già in mente un paio di trame di romanzi storici. Uno sarà un prequel di “Tregua nell’ambra” ambientato durante la prima guerra mondiale che ha come protagonisti i genitori di Alec, il personaggio maschile protagonista di “Tregua nell’ambra”. L’altro romanzo invece racconterà la storia di una ragazzina pugliese che parte per la Libia in qualità di domestica presso la residenza di un ufficiale del regio esercito.

Grazie per l’ospitalità. Invito tutti a visitare il blog di “Tregua nell’ambra” da cui potete scaricare gratis l’intero romanzo: http://treguanellambra.blogspot.it/

 

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