Bentornata Alice“Bentornata Alice” è un’autobiografia, non è una cronaca di fatti che si susseguono, ma non è neanche romanzata. E’ un viaggio nel profondo. E’ un viaggio nell’inferno della follia, nel purgatorio della psicoterapia, non nel paradiso ma nella raggiunta consapevolezza di sé. “Bentornata Alice” è anche una commedia, cioè un racconto che termina a buon fine, perché proprio come Alice nel paese delle meraviglie, la protagonista incontra e rincorre il Bianconiglio, ossia lo Sconosciuto. Lo Sconosciuto è un essere umano, ma è anche il Demone in carne e ossa, è l’Altro da sé che la conduce nel mondo della fantasia, del desiderio, nel passato, o, meglio, nel presente che diventa passato. La protagonista come la più famosa Alice è una ragazza bizzarra e curiosa, curiosa di se stessa, del mondo, del non conosciuto, curiosa dell’altro. E tra tradimenti, desiderio, divieti interiori e sensi di colpa vede l’Altro prima nello Sconosciuto, ma poi senza effettuare il distacco, nei vari personaggi, nei vari uomini che si susseguono, con i quali crede di tradire ma in realtà rappresentano la triade mamma papà bambino, senza uscire dal grande letto.
A un certo punto il passato ritorna attraverso metafore fino al mondo del neonatale, fino alla visione schizo-paranoide della realtà: ecco la psicosi e la incapacità di elaborare i contenuti inconsci, l’inconscio che attivo e rigonfio prende il sopravvento sulla coscienza non abbastanza salda. Alice vive così nel mondo oscuro della fantasia fino a vedere nella propria casa il corpo della propria madre e la finestra il mezzo per nascere. Il parto. Il tuffo oltre la finestra come desiderio di vita, la paraplegia come possibilità di elaborare il lutto, cosa che la protagonista è stata incapace di elaborare con lo Sconosciuto. Lo Sconosciuto con la psicoterapia comincia a diventare noto, Alice impara a distaccarsi dall’altro, da tutti gli uomini che in un certo senso ha amato, a distaccarsi dall’immagine del proprio terapeuta, a comprendere la separazione. E l’oggetto del desiderio svanisce, riportandola all’autonomia, alla rinata dignità di se stessa, alla consapevolezza della sua unicità. Alice rinasce nel momento in cui svanisce, nel momento in cui la protagonista comincia a dire il suo nome in psicoterapia, si riconosce addirittura biologicamente. Sì perché era arrivata al rifiuto totale di se stessa, della sua storia, del suo passato, della sua famiglia. E invece nel momento in cui ritrova l’immagine di suo padre dentro se stessa si riconosce e si ritrova. Bentornata Tiziana (Tiziana Santarsiero).

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TizianaTiziana Santarsiero nasce il 12 maggio 1967 a S. Maria di Castellabate (SA) dove attualmente vive. Spirito inquieto e introverso passa l’infanzia e l’adolescenza nel mostrare poco amore verso se stessa, anche spinta dalla forte tensione emotiva vissuta nella famiglia. Consegue la licenza classica e si iscrive alla facoltà di Economia e Commercio di Salerno. In questo periodo nasce l’amore, che vive in modo remissivo, sentendosi come in tutta l’esistenza “diversa”. Dopo poco profitto a Economia e Commercio si iscrive a Lettere moderne. La crisi interiore esplode viva nel 1991 nella constatazione di una vita inautentica, di un desiderio di verità e coerenza verso se stessa, nel nome dell’amore verso se stessi. La ribellione, in nuce in tutta la sua esistenza, esplode ma purtroppo fino allo sconvolgimento psichico, con una tendenza all’autodistruzione che la porterà prima alla psicosi e durante una crisi psicotica a un volo dalla finestra, la cui conseguenza sarà la paraplegia, la carrozzina. Abbandona definitivamente l’università dopo un’ultimo tentativo e continua gli studi da autodidatta, coltiva la scrittura e la pittura. Nel 2011 viene pubblicato dalla Guida il suo primo racconto, autobiografico, “Bentornata Alice”.

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