Marianna Novara

“Non c’è spazio per il male di vivere, il tempo scorre e devo raggiungerlo, come una luce che insegue la sua ombra”.

Sì , non c’è tempo per pensare al male ma solo per vivere la vita.

Ed è la vita il vero protagonista di questa raccolta di poesie che, vuole essere un canto sereno , di chi ha attraversato una via impervia , inciampando in buche terribili (  come è il tumore ) ma , prova a vedere oltre , a rialzarsi , ad amare ,ad assaporare la vita.

Un passo dopo l’altro tra amarezze e risalite, si va avanti , verso l’orizzonte avvolto da un meraviglioso arcobaleno di colori , tra la vita che urla e reclama di essere vissuta. Echeggia in ogni pagina , in ogni verso, in ogni parola , con estrema spontaneità ,  la storia di una vita di donna , tutta immersa nel suo dolore , nelle sue sensazioni intensamente provate e narrate , attraverso le note di un canto non disperato.

Questa è la confessione di una donna che , si mette a nudo  e che , con estrema sincerità cerca di sciogliere i nodi del dolore che segna la sua vita per far emergere tutta la gioia di vivere e di amare che lei possiede.

Il cancro, la malattia che evoca le angosce più profonde,  perché infligge dolore e si attacca (proprio come i granchi) alla sua vittima per divorarla e distruggerla può e deve essere estirpato , combattuto e battuto dalla vita , dai colori del vivere.

Tra un terremoto interiore che squassa la nostra vita ecco l’azzurro del cielo , il rosa delle nuvole , il giallo del sole.

Eccolo! Tutto un arcobaleno improvviso di colori che vive intorno a noi ma , della cui bellezza ci si accorge solo quando si sta male; che bello aprire il cuore e comprendere che tutto ha un volto nuovo.

È meraviglioso provare brividi nuovi di vita di fronte a colori già visti.

Colori e poi colori e sempre colori , anche tra il nero di una notte buia,  che infondono la speranza di vita immensa.

“Uno squarcio di sole  ,  un arcobaleno improvviso saranno la tua forza “.

Il colore può essere il mezzo per la ricerca permanente di une forza che produce  vita, volontà, bagliori di esistenza.

È vero, anche il dolore è sorgente di poesia ma , da questo si può e si deve rinascere attraverso nuove sensazioni: annientandosi negli odori, i profumi, i colori, i rumori del vivere quotidiano si può rivivere, ripercorrendo i sentieri di intimità che proiettano verso futuri abbracci esistenziali.

Profumi, odori e poi ancora colori, a segnare di sospiri, sentimenti ( ahimè) umanissimi di paura, personali sensazioni di sgomento che schiaffeggiano il razionale per stuzzicarlo a sorridere o a piangere.

Sì , bisogna ricavare da un forte dolore una bella storia di vita .

Vita, vita e sempre vita, è l’attore principale, non semplice comparsa, di una tragedia che è il cancro, da cui si può prendere le distanze e s , si riesce, diventare spettatori di se stessi.

Confrontandosi con il male si afferma la volontà di vivere, di cogliere l’attimo ( Carpe diem ) nella gioia tra  i sapori forti della quotidianità.

Vivere è meraviglioso, sprofondare nel mondo dell’amore è inebriante, immergersi “nella patria del cuore” permette a tutte le difficoltà di appianarsi e di apprezzare la vita.

Una vita che, pur oscillando, come un pendolo tra dolore, gioia e sofferenza, non deve fermarsi mai.

La vita va vissuta non resistendo ad essa ma , in essa, con essa, per essa.

Prof.ssa Franca Inghilleri

 

 

 

 

 

 

Premessa

In una realtà ultra tecnologica dove regna la perfezione e l’edonismo, il miraggio di corpi perfetti, dalle prestazioni eccezionali, dell’enfasi  e del virtuale, esiste una  umanità che tende a nascondersi in un sottobosco di  pregiudizi e tabù. Cosa accade quando un corpo si inceppa? non impazziscono solo le cellule, ma tutto il cerchio familiare che gira attorno si squassa, trema alle fondamenta, rimane attonito dal dolore e dalla mancanza di strumenti per interagire e trovare un nuovo equilibrio che porti ad una soluzione positiva. Nascondersi non serve, le cifre esponenziali di malattie tumorali  sono ormai una montagna che sovrasta, non un incidente di percorso, non c’è famiglia che non abbia almeno un caso, che non entri nel tunnel del dolore, delle giornate scandite da terapie, speranze e precipizi di disperazione. E quello che fa più male è sentire quel senso di omertà addosso, come se chi ti guarda faccia gli scongiuri e pensi “a me non succederà mai”.

Alla mia famiglia è successo,  e più di una volta, ma non ci si abitua mai al  dolore, ogni volta è un rimettersi in gioco e a nudo con i propri sentimenti e capire fin dove si può arrivare con la forza dell’amore. Io mi sono rimessa in gioco, smontando tutto quello in cui credevo e ricominciando da capo, credevo di aver dato tanto ormai, quasi tutto, ma mi sbagliavo, le forze nascoste erano tutte lì,  pronte a riemergere, per trovare un nuovo giorno, una nuova alba, nuovi colori, attraverso la fede profonda che ho riscoperto in corridoi intrisi di odore di disinfettante, dove una umanità sofferente e dignitosa rivela il volto di Cristo, dove un abbraccio e una carezza valgono più di tanti conti in banca ed un sorriso fa la differenza tra una giornata nera e una piena di sole. Ho riscoperto il mondo, con la lente d’ingrandimento del cuore, nelle cose semplici,  nello smantellamento della paura e dei pregiudizi, abbandonandomi ad un disegno che non comprendo ancora, e non ho più paura di dire ti amo mille molte e ancora di più, e godere di ogni giorno come un dono inaspettato e meraviglioso. Perché, nonostante tutti i problemi, le vicissitudini, l’angoscia che qualsiasi persona possa vivere e sentire, resta il fatto che la vita è una sola, unica e meravigliosa, e ce ne accorgiamo quando ci viene a mancare, e vorremmo dilatare ogni attimo all’infinito. Ho percorso le strade dell’arcobaleno, incredibile a dirsi, con infinita gioia e scoperta, perché dal dolore può scaturire la bellezza dell’anima che spera sempre, che non molla mai, che prende a morsi la vita fino all’ultima briciola.

 

Marianna NovaraNovara Marianna nata Mazara del Vallo cinquanta anni fa lavora nella pubblica amministrazione  e scrive poesie da quando ha imparato a scrivere, preferisce non definirsi, né catalogarsi, ma lascia al  lettore la scelta di scoprirla attraverso i  versi empatici, le simbologie e le metafore che usa, e sulla poesia ribadisce:

“Dove vanno a nascondersi i poeti? i loro versi sono finestre aperte al mondo, la loro sincerità straziante rasenta l’ingenuità talvolta e talvolta la follia (d’amore), e sanno anche che nessuno li comprenderà fino in fondo, che chiunque può fare scempio della loro anima e venderla per due soldi al mercatino dell’usato. Ma non si pongono nemmeno il problema, in quali mani finiranno i loro doni, perché la loro urgenza non è come spendere (bene) il capitale accumulato, ma far nascere fiori fino all’ultimo seme rimasto.”

Pubblicazioni :

Ricerca dell’Essere ILA PALMA 1992   Palermo

Nel Giardino Delle Cose Sospese -ILA PALMA 1993 Palermo

Sulle strade dell’Arcobaleno SD Edizioni Editoriali 2011

Mediterraneo casa Editrice URSO Avola 2012

Inserimento in alcune antologie

Cara Alda ti scrivo – Premio di poesia Alda Merini 2010  Ursini  Editore

Pensieri Stupendi La casa di Gould

 “DAL TRAMONTO ALL’ALBA”   ALBUS EDIZIONI.

“Canto di Maggio” SD collezioni editoriali

“Rose Sparse” ”  SD collezioni editoriali

“Il Profumo delle Rose” SD collezioni editoriali

Antologia ” Tuttinsieme”Rupe Mutevoli 2012

“L’orma del Poeta “Tracce nel Vento 2012 Palermo

La Biblioteca d’Oro 2012 Enna

Speciale Donna 2012 Roma

Antologia Premio VIVARIUM 2012 Catanzaro

Antologia Mille Voci per Alda 2013 Catanzaro

Nel tuo nome Tracce nel Vento 2012 Palermo

 

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