VERSIONE WORD 

Antonio PrecipeIl bisogno di Antonio di dare voce alla sua anima, lo avvicina alla scrittura poetica. Il riuscire a entrare in empatia con il dolore che scorge intorno a sé trasforma le sue grida dell’anima in liriche struggenti. La giovane età e la mancanza di strumenti accademici rendono il suo lavoro ulteriormente interessante. Ciò che appare evidente è la ricerca di sé, attraverso accettazione e rifiuto. Ci ha reso spettatori del suo divenire, trasportati dalla melodia della parola, da lui sapientemente usata. “Ogni tanto vivo, ogni tanto muoio, ogni tanto divento inchiostro”, questi sono versi che ci danno la chiave di lettura di questo giovane, suo malgrado, poeta. La sua poesia, ai più, potrà sembrare confessionale, ma per chi ben lo conosce, sa che la sua voce ha radici emozionali ed empatiche, influenzate dal suo lungo percorso di vita, emotivo e alle volte un po’ folle, come anche lui ama proclamare. La sua scrittura a volte si può paragonare a un tatuaggio: rimane lì nelle pareti del cuore e non c’è niente, se non un sorriso o una lacrima di cielo, che possa scalfirla. Scrivere è il suo respiro, il suo bisogno di sentirsi vivo, di emozionare gli altri perché, guardandolo negli occhi, scopriamo la sua voglia di aiutare, di donarsi al mondo per sentirsi un po’ meno niente.

di Vincenza Prencipe

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