Sabrina Longari

 

Sabrina LongariSabrina Longari

Sono nata un pomeriggio del Maggio 1973, mia madre ricorda che era già caldo. Avevo tutti i capelli e ho riso invece di piangere. Spesso penso che per me valga la regola dei contrari: sono nata ridendo e vivo nella malinconia.

Sì, perché la malinconia mi ha accompagnato dal secondo giorno in cui ho respirato aria e ancora non si stanca di me.
Scuole elementari, medie, superiori, qualche anno di ‘lettere’ all’Università, poi di nuovo la vita ha deciso per me. Problemi, lavoro, lavoro, problemi, ed eccomi qua. Trentanove anni che sembrano cento, a volte, e quell’unico giorno di risa che ancora mi accompagna.
E’ tutta qua la mia vita, se non fosse che scrivere è come quel giorno.
Un vagito dell’anima. Un sorriso del corpo. Una necessità che continuamente tento di ritrovare nelle persone che amo, nell’amore, nel dolore, in me stessa.
Ora sono una donna solida, credo in valori importanti come la famiglia, l’onestà, il rispetto, l’integrità morale e intellettuale, il tutto condito da molti difetti e debolezze che fanno di me un territorio sempre nuovo da scoprire.
So amare. Non di quell’amore che si vende per strada, non di quell’amore che sembra così di moda, so amare come amava la mia adorata Sibilla, come amavano le donne di una volta, come le donne della mia famiglia. Con furore e passione.
E così scrivo. Senza forma.
Ho occhi per piangere tutte le brutture del mondo e tutte le gioie che questo comunque sa dare. Da bambina credevo che le persone, quelle alte, più alte di me, ‘i grandi’, avessero sempre ragione. Oggi so che non è così, per questo ora, da ‘grande’, preferisco agire col cuore. Magari mi sbaglio, ma almeno non faccio la figura della stupida.
Inseguo i miei sogni, qualcuno forse a occhi troppo aperti, eppure: come farei a starne senza?
M’imbatto spesso in persone complicate, sarà che ci si annusa a vicenda..e mi piacciono le persone complicate. Adoro l’umana imperfezione, perché solo da quella si può imparare e crescere.
Nell’amore, forse, e dico ‘forse’, non ci credo più. Ho faticato parecchio a costruirmi un sacco di muri in difesa di che poi, ancora non  so.
Tuttavia aspetto, aspetto che qualcuno abbia il coraggio d’amarmi per come sono. Dimenticavo, ho un carattere terribile e sono anche cocciuta, ma scrivendo ogni volta m’invento .
E ho trascurato di sicuro qualche dettaglio.

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