Maturit+á - Fronte

E’ la condensazione di sentimenti ed emozioni forti e contrastanti. La fine del periodo adolescenziale è un momento molto duro per i ragazzi. “Uomini” e “donne” che non sanno ancora quale sia la loro vera natura, la propria identità, perché completamente immersi nelle mille e più cose da fare e da vivere ogni giorno.

Tentennano, dubitano, piangono, sorridono e si emozionano, “lottando” ogni giorno con una realtà che li costringe a crescere, a diventare adulti. Tutto è vissuto all’estremo, non c’è una via di mezzo, o è bianco o è nero, non ci sono scale di grigi, non ci sono sfumature. O si vive o si muore, perché gli adolescenti sono così, ogni emozione è come se fosse l’ultima, ogni sogno è il disperato tentativo di restare “bambini”, ogni battito del cuore è un pugno allo stomaco mai avvertito e ogni pausa, o attimo di solitudine, è un istante in cui il loro animo si “disintegra” e si lacera, fino a ricostruirsi e riformarsi sotto una “nuova” luce.

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Mario D'OnofrioD’Onofrio Mario, nato a Napoli il 5 giugno 1988. Tutta la sua infanzia e la successiva adolescenza l’ha vissuta a Scampia.

Proviene da una famiglia operaia: il padre è un impiegato postale, la madre ha lavorato per tanti anni per la famiglia Amodio, la prestigiosa cartolibreria di via Port’Alba.

Mamma Vincenza e papà Eduardo, fin dall’infanzia, hanno cercato d’inculcargli l’importanza dello studio e della scuola, sperando di aprirgli una strada diversa dalla loro, in un certo senso hanno aspirato ad una vera e propria scalata sociale.

Il liceo, quella è stata una scelta controcorrente. I genitori hanno voluto fortemente che s’iscrivesse all’ “I.T.I.S. Galileo Ferraris”, ma a Mario non gli sembra un percorso congeniale , ed è grazie a quella scelta che oggi si ritrova qui a mettere insieme qualche frase in italiano.

Ha optato per il “Liceo Polifunzionale di Scampia”, l’unico istituto in zona in cui c’è anche una sezione di scientifico.

Non ha importanza l’assenza del nome e tanto meno la mancanza di “prestigio” della scuola.

Sarebbe potuto andare all’ “I.S.S. Liceo Francesco Sbordone”, ma è sempre stato determinato a non abbandonare le sue radici, a non lasciare le origini, per scoprire l’età “clou” del suo quartiere.

Tutto è iniziato in 1^ L, in questa scuola senza nome. L’approccio non è stato dei migliori, e l’anno successivo non è andato meglio anzi. Insomma non è stato proprio uno studente modello.

Liberatosi del biennio e di professori che non ha sentito affini al proprio concetto di apprendimento, al triennio ha conosciuto la “sua” professoressa di italiano e latino, la docente Maria Laura Brandi.

E’ stato come vedere la luce, anche se è riuscita a comprenderlo solo in parte. Tant’è che al quinto anno, mentre la scuola acquisiva un nome “I.S.S. Liceo Elsa Morante”,  che sarebbe poi quello attuale, per il corso di giornalismo la professoressa Brandi ha selezionato tre elementi. Mario si è proposto ma la sua richiesta è stata “bocciata”, non è ritenuto all’altezza dei tre compagni di classe scelti.

Quello è stato un avvenimento che l’ha colpito molto nel rapporto con la scrittura. Da quel momento si è ripromesso che avrebbe fatto il possibile per scrivere meglio di chiunque, approfondendo al massimo lo studio della sintassi e della struttura della frase, ampliando molto il lessico.

Diplomatosi con un punteggio non eccelso, decide di mettere mano alla pagina bianca di Word e di scrivere, prendendo spunto da fatti autobiografici e non, per raccontare il meglio ed il “peggio” dell’età adolescenziale a Scampia, mostrando uno spaccato di vita normale.

“Maturità” l’ha scritto di getto, in tre mesi era già finito, ora andava solo rielaborato e “preparato” per divenire un testo letterario in tutti i sensi.

Ha svolto questo lavoro in quattro anni, in cui inevitabilmente hanno inciso le esperienze universitarie e personali.

Parallelamente, Mario ha ampliato le sue conoscenze prendendo parte alle lezioni dell’ “Università degli studi di Napoli Federico II”, iscrivendosi al corso di “Psicologia dei processi relazionali e dello sviluppo”.

Conseguentemente agli studi la sua scrittura è migliorata molto, arricchendosi di termini più tecnici ed adoperando una terminologia molto vasta, che gli ha consentito di “risolvere” tutte quelle costruzioni ripetitive, sintomatiche di un lessico scarno e privo di connessioni logiche.

Il 2 novembre 2012 è lieto di mettere nero su bianco, il suo primo contratto editoriale con la casa editrice “Edizioni DrawUp”, con la quale spera di raggiungere grandi successi.

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