Orazio Andrea Santagati

L'amico del Fuhrer

Sig. Santagati, sono molto colpita dal fatto che lei abbia voluto affrontare un tema tanto difficile. Lei ha volutamente rievocato il terribile scenario della Germania nazista al fine di fornirne una nuova ed ulteriore interpretazione filtrata, se possibile, attraverso gli occhi di un “amico” del Führer. É corretto quanto sto dicendo?

Non esistono in arte argomenti facili o difficili. È l’approccio che fa la differenza. C’è chi insegue la leggerezza e chi la responsabilità, chi si esprime nei confini dell’opera rassicurante e chi ama complicarsi la vita o immergersi in territori bui, talvolta pericolosi, con la speranza di cavarne senso o bellezza. Sono entrambe vie valide ed esteticamente rispettabili. Alla base dell’ispirazione non c’è sempre una scelta oculata, una poetica prestabilita. Data la mia passione per gli avvenimenti storici del Novecento ho escogitato il modo per interagire creativamente con uomini e vicende di cui si parla molto ma che mancano spesso di umanità, vita, prospettiva reale. Così ho immaginato un personaggio a cui è data la terribile e stimolante possibilità di tornare indietro nel tempo per affiancare, fermare, il giovane Adolf Hitler.

Togliamoci ora il dente, tanto prima o dopo questa domanda dovevo fargliela:  questo “amico” ha qualcosa a che vedere con lei o con la sua vita personale? O meglio, a lei piacerebbe che fosse così? Se lo ritiene possiamo passare subito alla prossima domanda…

Da brava dentista lei è alla ricerca del dente marcio! L’Amico del Führer è un titolo forte che suscita perplessità, curiosità… Ne sono pienamente cosciente. Per quanto mi riguarda Hitler è il simbolo assoluto del male, la figura più esecrabile e insopportabile della storia contemporanea e non mi piacerebbe affatto essere suo amico. Molte persone hanno purtroppo un legame personale con Hitler. Mi riferisco alle vittime dell’olocausto e a chiunque si ritenga offeso dalla idee promulgate dal nazionalsocialismo. Il mio legame personale col dittatore tedesco ha nome e cognome, Cesare Menasci, zio di mia moglie, morto nel campo di concentramento di Auschwitz.

Siamo soliti pensare che l’oscurità non abbia senso senza la luce e viceversa: c’è secondo lei un possibile barlume di luce in tutta l’epopea nazista?

Il romanzo contiene molteplici riferimenti a dottrine esoteriche dualiste dove bene e male, luce e tenebre, vengono considerate complementari, principi uguali e necessari per la vita del cosmo. Il protagonista vuole redimere l’anima corrotta di Hitler cercando una scintilla di bene nel suo cuore. Ci prova con la solidarietà, l’amicizia, l’amore… E così come il bene prova a compensare il male, il male è sempre alla ricerca di un barlume o un’apparenza di bontà per consolidarsi, trovare equilibrio formale. Storicamente non è però possibile trovare nel nazismo alcunché di positivo. Revisionisti e negazionisti sono elementi pericolosi che basano i propri giudizi unicamente sulla superficialità.

Mi racconta in poche righe la storia di questo personaggio che lei colloca nella vita di Hitler come suo amico?

Andrea è un giovane militare sconvolto da esperienze paranormali. La sua vita è misteriosamente legata a fatti antichi, relativi all’Olocausto e alla più grande minaccia che l’umanità abbia mai conosciuto, Adolf Hitler. Un soldato austriaco della prima Guerra Mondiale gli appare iniziandolo a un viaggio spirituale che lo conduce sino ad Adolf Hitler. Un Hitler ancora giovane e sprovveduto, che sbarca il lunario improvvisandosi pittore per le strade di Vienna… Andrea, reincarnato nel corpo di un giovane bavarese, affianca Hitler nella sua ascesa politica sino alla presa del potere e ai fatti sconcertanti della Seconda Guerra Mondiale…

Perché Hitler secondo lei dovrebbe aver bisogno di un amico particolare? Inoltre, in via del tutto teorica, lei pensa che sarebbe stato davvero possibile interferire con le linee della storia e del destino, incontrando un Hitler giovane e guidandolo verso percorsi differenti attraverso l’amicizia?

Ho ricostruito la personalità sfuggente di Hitler a partire dai pochi dati storici che ci parlano del suo carattere privato. Ne esce fuori un ragazzo insicuro, frustrato e fortemente ambizioso. Non uno sciocco ma neppure un’intelligenza vivida. Hitler è stato un abile oratore e un sagace uomo politico ma la sua mancanza di scrupoli, obiettività, ci spinge a giudicarlo irrazionale, troppo suscettibile a fascinazioni vacue e per questo pericolose. Il protagonista del libro prova ad allontanare Hitler dalla follia antisemita, dalle cattive frequentazioni politiche e intellettuali. Ma non ci riesce, il male è troppo potente, radicato.

Calando la conversazione nel contesto odierno: saprà certo meglio di me, in qualità di ex-tutore dell’ordine, quale terribile escalation abbia avuto in tutto il mondo l’estremo razzismo. Sono proprio di questi giorni le notizie relative al movimento Harian Brotherhood che negli Stati Uniti si muove già dagli anni ’60. E questo è solo un esempio. Qual è la sua posizione in merito?

La Fratellanza Ariana è solo la punta dell’iceberg. Le carceri e le strade americane sono purtroppo infestate da razzismo, cattiva ideologia e intolleranza. Fenomeni in costante ascesa, specie in periodi di crisi, insicurezza sociale e politica. Basti pensare cosa sta succedendo in Grecia con Alba Dorata… L’essere umano ha istinti violenti che solo la vera cultura può mediare. È facile trovare falsi presupposti politici, ideologici, che giustificano l’odio ma l’educazione civica, storica, morale, è l’unica e valida difesa da opporre a tali derive.

Il ritorno di un personaggio assimilabile a Hitler, secondo lei, è auspicabile? Voglio dire al di là delle terribili intenzioni genocide che il Führer manifestò durante la sua dittatura, ci sono aspetti del suo operato che a lei appaiono sensati e percorribili ai giorni nostri?

La storia politica di Hitler va comunque stigmatizzata. È assurdo auspicare il ritorno al totalitarismo e alla demagogia propagandistica del regime. La gravità delle azioni criminali messe in atto dal nazionalsocialismo condannano senza se e senza ma tutto l’operato politico del Führer. Sappiamo che Hitler è riuscito a risollevare la Germania dalla crisi economica e riorganizzare una nazione praticamente distrutta dalla guerra, ma dobbiamo comunque chiederci con quali mezzi e per quali ideali…

“La Germania si innamorò di Hitler” leggo nella prefazione al suo libro: come mai secondo lei?

La Germania è una nazione ricca di storia e gloria. Il trattato di Versailles umiliò profondamente lo Stato e Hitler riuscì a coinvolgere il popolo nel sogno di una rinascita. Indicò colpevoli e traditori della Patria, promise ricchezza e potenza, cavalcò idee che agitavano il sottobosco culturale tedesco come il pangermanesimo, l’antisemitismo… Si avvalse della Propaganda, un’efficiente macchina di consenso, e della retorica. Raccontò alla gente le favole che volevano sentire…

Sarebbe davvero stupendo pensare ad un universo parallelo in cui gli eventi devono ancora avere luogo; un universo su cui si può ancora intervenire per dare una chance all’umanità. Lei ha meditato su questo confortante “panorama” perché non riesce, nel suo cuore, ancora ad accettare che un abominio come l’Olocausto sia stata una tappa vera del nostro Paese?

Il popolo ebraico considera da sempre l’Olocausto con dolore e orgoglio. Il termine deriva dalla forma di sacrificio rituale veterotestamentaria attraverso cui si bruciavano vittime per entrare in contatto con il Padre, compire il volere divino. E con la Shoah il popolo ebraico ha immolato se stesso… Senza il tragico capitolo dell’Olocausto oggi non esisterebbe Israele e il mondo sarebbe meno cosciente del male. Con L’Amico del Führer non voglio assolutamente negare la storia, m’interessa soltanto riscoprirla, riviverla dal punto di vista morale, esistenziale. È difficile accettare il vergognoso Olocausto ma è pericoloso dimenticare. Ciò che è stato va negato ma pensato, analizzato, sino alla consapevolezza.

Qual è il messaggio più importante che lei lascerebbe ai suoi  sei figli se la sua vita fosse stata quella dell’amico del Führer?

Un messaggio identico a quello che cerco di trasmettergli ogni giorno… Siate onesti e attivi nonostante le difficoltà e le comodità della vita. Il bene e il male dipendono unicamente dalla nostra volontà.

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