Monica

Oggi ad Espressione Libri sono lieta di presentare la scrittrice Monica Portiero

Monica, parlaci un po’ di te, che cosa fai nella vita? Da quando e come è nato in te l’amore per la scrittura?

Salve a tutti e grazie di avermi ospitato nel vostro blog.

Nella vita di tutti i giorni lavoro, faccio l’orafo e mi occupo poi di tutte le mansioni che di solito spettano alle donne,quindi si può dire che non mi fermo mai!

Scrivo da quando ero bambina; si può dire da sempre? Si,scrivo da quando ho imparato a farlo e non ho ancora smesso! Scrivere è una cosa che ho dentro, che fa parte di me e inoltre ho una fantasia notevole e da qualche parte devo pur incanalarla…

 La valle delle ombre è il titolo del tuo ultimo romanzo, già di per sé accattivante, ci racconti brevemente la trama?

E’  un libro western e come tale tratta un argomento “particolare “   per i giorni nostri.

I protagonisti della mia storia sono un cowboy e un indiano Lakota e le loro famiglie.

Derek Blackwood e Sei Lune sono i patriarchi di LA VALLE DELLE OMBRE.

Uno è un pistolero spietato,dal passato oscuro e l’altro un capo tribù dal brutto carattere,con il compito di proteggere la sua gente. Entrambi hanno due figli tredicenni che sono i veri protagonisti della mia storia.

C’è Cory Blackwood il figlio del “Bianco” che poi in realtà è una ragazza(ma questo se vorrete potete leggerlo da voi,se vi andrà di farlo …) e Piccolo Cervo ,Sioux Lakota molto sensibile che non riesce a rispettare gli usi e i costumi della sua gente: lui infatti  non vuole uccidere gli animali.

Cory inquieta suo padre perché è troppo brava con la pistola e si farà una reputazione terribile uccidendo uomini a sangue freddo e Piccolo Cervo dovrà combattere contro se stesso e diventare un vero Lakota.

I loro percorsi si uniranno e ….

I protagonisti del tuo libro sono Indiani d’America, quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto a raccontare questo tipo di storia? E soprattutto, quali ricerche hai dovuto fare?   

Io ho sempre amato gli Indiani d’America, mi piace tutto di loro.

Rispettavano la natura, possedevano una grande spiritualità e una grande semplicità d’animo;questo naturalmente prima che l’uomo Bianco intervenisse a distruggere la loro vita,la loro storia,tutto.

In realtà il mio testo però parla d’indiani ma molto di più di cowboy.

Di ricerche ne ho fatte tantissime e non è stato facile reperire le informazioni che mi servivano,dato che questo romanzo è stato scritto 20 anni fa,circa.

All’epoca la mia amica fotocopiò molte informazioni dalla biblioteca universitaria,in cui studiava abitualmente,ai giorni d’oggi Internet è una manna!E’ una miniera d’informazioni,anche se le maggiori che ho usato le ho prese in prestito dal libro “CAVALLO PAZZO”di Mary Sandoz.

 C’è anche un po’ di te in questo romanzo? Quali esperienze di vita e particolari sentimenti vissuti, o sognati,  sono riportati? 

A questo non so rispondere.

Cerco di scindermi molto da ciò che scrivo, quindi direi che non c’è molto di me. C’è molto della mia fantasia …

Per ogni libro che hai scritto, hai pubblicato con una diversa casa editrice, c’è in questo un particolare motivo?

Questa è una nota dolente. Quando ho iniziato a pubblicare avevo poche informazioni sulle case editrici e sono andata a casaccio, in un certo senso. Naturalmente, nessuna delle precedenti case editrici  mi ha lasciato la voglia di ripubblicare con loro; direi che è inutile spiegare gli ovvi motivi che mi hanno spinta a cambiare: zero distribuzione, problemi di vario genere e difficili da commentare, ci vorrebbero intere pagine!

Per carattere tendo a voler cambiare, ma con la Casa Editrice REI mi trovo molto bene. Questo testo è il primo di una trilogia e, se il mio super disponibile editore vorrà, continuerò a pubblicare con loro.

Se dovessi promuovere il tuo libro con un breve stralcio quale sceglieresti per i nostri lettori?

“ Piccolo Cervo era via dall’accampamento da venti sonni,ormai.

Non era ancora tornato e Sei Lune, anche se non voleva lasciarsi prendere dalla preoccupazione, si sentiva fiacco.

L’uomo Wichasha Wakan, lo sciamano aveva parlato. Piccolo Cervo stava per compiere il proprio destino.

Aveva detto:

“Il suo cammino sarà dominato dall’aquila e dal wasichu”.

Recherà Grande onore a te e al tuo tipì amico mio,ma quando tornerà da questo viaggio  egli non sarà più lo stesso. “

Poi Sei Lune aveva fumato con lui la pipa rituale, ma la preoccupazione gli aveva fatto increspare la fronte.

Se quello era il volere di “Wakan Tanka” lui chinava rispettosamente il capo.

Ma non avrebbe recato male né a lui né a se stesso, se avesse vegliato su di lui da lontano.”

 

Cory portò Tuono al passo.

La polvere sollevata dalla mandria ricopriva del tutto il bavaglio che le proteggeva il naso e mezza faccia e le permetteva a stento di respirare.  Il cappello le stava scivolando su un lato e da sotto la tesa si vedevano solo gli occhi strizzati a causa del sole.

Jake visibilissimo a causa di quel suo orribile pantalone amaranto fischiò ficcandosi due dita in bocca, fortissimo, nella sua direzione.

Era il segnale che attendeva.

Si fermavano per la notte.

Derek era in testa al gruppo.

Cory, trattenne Tuono tirando le redini e rallentò il passo fino a fermarsi. Il bellissimo figlio di Blue Star s’impennò e poi scalpitò nervosamente.

Era difficile tenerlo in riga.

Ci voleva una morsa d’acciaio per fargli capire gli ordini.

I muscoli delle sue gambe chiedevano pietà e aveva le punte delle dita dei piedi intorpidite per la posizione forzata cui era sottoposta.

Era esausta. Turbata. Inquieta.

Per il momento, aveva accantonato il pensiero di essere una ragazza con tutto quello che la cosa avrebbe potuto comportare, in favore di una preoccupazione molto più grande.”

Questa era l’ultima domanda Monica, grazie di essere stata con noi!

 

Grazie a voi per la gentilezza ^____^

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