Anita

Diamo il nostro benvenuto alla scrittrice Anita Borriello nel blog Espressione Libri.

Parlaci brevemente di te, della tua passione per la scrittura.
Salve e grazie per avermi invitata in questo splendido Blog, è un onore per me poter rispondere alle vostre domande.
Mi chiamo Anita Borriello, ho 31 anni, lavoro come WebWriter e nel 2011 è uscito il mio primo romanzo intitolato Brûlant. La mia passione per la scrittura è nata quando avevo circa dieci anni e scrivevo storie fantastiche per il mio fratellino, con il tempo è cresciuta sempre di più diventando una vera e propria professione. La definisco una passione perché ogni giorno sento la necessità di scrivere, capita spesso che non sono davanti al computer e quindi ho sempre le borse piene di Moleskine dove poter annotare qualche pensiero.

Il tuo libro parla di magia, che rapporto hai con essa?
Sì,Brûlant parla di magia e le protagoniste sono delle spiritualiste che praticano riti ancestrali tramandandoli di madre in figlia. Per la loro visione del mondo potrebbero essere identificate con delle Wiccan.
Al contrario della congrega protagonista del romanzo io non sono una “praticante” ma mi affascina scoprire come viene percepitala magia nelle varie tradizioni iniziatiche. Sono anni che mi dedico a studi esoterici e la magia è una componente ricorrente in essi.

Pensi che si debba recuperare in un mondo tanto frenetico e cieco la bellezza della magia che è nascosta in ogni cosa?
Sì, esattamente. La magia non è soltanto quella che viene praticata con l’ausilio di un athame oppure con strofe in rima per ottenere qualcosa in cambio. Risiede in tutto ciò che ci circonda, basta solo fermarsi, osservare e apprezzare ciò che si ha.

Credi nelle superstizioni? Brûlant è una parola che hai coniato tu, o ti sei ispirata a qualcosa che è realmente esistito?
Cicerone nel suo De natura deorum diceva: “Coloro che trascorrevano le intere giornate a pregare e a far sacrifici perché i loro figli sopravvivessero, perché fossero cioè dei superstiti, furono detti superstiziosi”. Pertanto secondo i latini coloro che si opponevano al credo ufficiale venivano definiti superstiziosi; in questo senso – etimologico del termine – sì, credo in questo genere di superstizioni, non trovo nulla di male nel pregare le proprie divinitàe affidarsi a esse affinché aiutino i propri cari. Non credo nelle superstizioni popolari come il non rovesciare l’olio, non appoggiare il cappello sul letto, non aprire l’ombrello in casa e così via.
Brûlant non è una parola che ho coniato io ma è un termine francese che tradotto sarebbe Ardente, Bruciante. Ho scelto questo nome perché mi sembrava quello più adatto per una congrega nata in Francia ai tempi dell’Inquisizione e per ricordare tutte le donne che sono arse vive tacciate di stregoneria ed eresia nel corso dei secoli.

Cos’è per te l’amore? Tu lo definisci unico vincitore.
Nessun termine esistente può avvicinarsi a esprimere il vero significato della parola Amore, per me è il sentimento più sincero e complesso che si possa provare. L’ho definito nella sinossi del romanzo “l’unico vincitore” perché i protagonisti dovranno superare non pochi ostacoli, umani e divini, per poter stare assieme ma alla fine l’Amore trionferà.

Ti occupi anche di proteggere gli animali e l’ambiente, vuoi raccontarci di quali e quante battaglie sei stata protagonista?
Sono iscritta a diverse associazioni animaliste e cerco come posso di dare il mio contributo economico e non, firmando petizioni, divulgandole e partecipando attivamente alle manifestazioni che solitamente si svolgono a Roma, città in cui vivo. L’ultimo evento che ho organizzato, con l’aiuto di due bravissime educatrici cinofile romane, ha riscosso molto successo ed era a favore della comunicazione uomo-cane con la promozione dell’approccio cognitivo zooantropologico.

Grazie,
Anita Borriello.

Grazie Anita per la tua disponibilità.

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