Carola foto rivista01

Siamo lieti di ospitare nel nostro blog la scrittrice Carola Orciani. Innanzitutto parlaci di te, riusciresti a descriverti utilizzando tre aggettivi?

 Ecclettica, ironica, vulcanica.

Puoi dirci come hai scoperto la tua passione per la scrittura?


In realtà è la scrittura che ha cercato me. Dalle mie dita uscivano lettere che formulavano i pensieri i quali accompagnavano il respiro ed infine, il respiro, spingeva i miei passi. Un impulso inspiegabile, dovevo assolutamente scrivere!

Carola Orciani copertinaIn questo libro racconti la storia di un viaggio che non è stato fatto per motivi religiosi, ma per una tua spinta interiore. Puoi chiarirci questo punto? Che cosa ti è successo alla soglia dei tuoi primi quarant’anni?

Una donna ha diversi cicli che segnano la sua esistenza. Passaggi indispensabili per la propria crescita interiore. Passaggi fisici e passaggi mentali, il tutto deve avere l’armonia giusta ed è per questo che sono partita: dovevo riequilibrare l’armonia del mio corpo, mente e anima. Sentivo la voglia di mettere un punto e ripartire.
Cosa ti ha portato a scegliere come meta proprio Santiago De Compostela?

Tutto ciò che ruota attorno a questo mio cammino è un qualcosa di misterioso, ancor oggi mi chiedo come sia apparso il pensiero di fare un pellegrinaggio a Santiago de Compostela, non riesco proprio a ricordare. Questo spazio temporale pre-cammino è stato sempre buio.
Hai definito il personaggio di Monica come il “tuo angelo”. Per quale motivo? Cosa rappresenta per te?

Le donne di cui parlo in questo libro, sono definite Angeli perché sono apparse nella mia vita all’improvviso per accompagnarmi e farmi luce lungo il Cammino. Siamo tutte unite da una forza speciale e da un grande cuore. Con Monica, ho condiviso il passo, l’andare e l’attendersi. Uno scambio affettivo immerso nella natura. Monica ha rappresentato “il mio bordone”.

 

Ci potresti dire quali sono i momenti più difficili che avete superato insieme nonostante la diversità del vostro carattere?

Il nostro rapporto di amicizia continua e si rafforza ogni giorno di più. Di momenti difficili ne abbiamo passati diversi, non c’è il momento più difficile o quello meno, c’è la certezza di sapere che nel momento del bisogno saremo sempre pronte a correrci in aiuto e che la diversità del nostro carattere è la compensazione l’una dell’altra.
Che ruolo ha avuto il terzo personaggio nel vostro viaggio?

Monica* è il terzo personaggio del viaggio. La giovane che corre e non si ferma, che deve comunque andare avanti. Senza di lei questo libro non sarebbe stato pubblicato ed è quindi la Donna che chiude il cerchio, il cerchio di questo mio raccontare.

Avendo intrapreso questa esperienza sei diventata consapevole della Solitudine. La solitudine è un’emozione che spaventa molte persone e spesso le allontana da quello che vorrebbero essere o da quello che vorrebbero fare. Puoi raccontarci la tua visione riguardo questo aspetto, come l’hai superata?

In questi tempi così difficili del vivere, dove si è sempre in affanno per tutto, entrare nella solitudine diventa quasi una cura per lo spirito. Nel mio camminare, solitamente in solitudine, entro in realtà dentro di me, mi ascolto, respiro ed ogni mia cellula riacquista energia. Cercare la solitudine è un cercarsi il proprio spazio di silenzio dove la mente possa lasciarsi andare al pensiero.

Cosa diresti ora, in base al risultato della tua esperienza sia fisica che interiore, a coloro che sono dediti a lasciare tutto per seguire un proprio sogno e una nuova strada?

A tutti coloro che vogliono intraprendere il Cammino, qualunque esso sia, posso soltanto suggerire di seguire quei segni che indicano sempre la via e di colorare il proprio cuore di azzurro.

 

 

Annunci