Angelica Intersimone

E il Diavolo l’amò sotto una tenda di stelle…
“Anche il diavolo a volte si innamora”: è una frase interessante! Secondo lei questo particolare personaggio può’ essere osservato con accezioni anche positive? Voglio dire..con empatia?
Solo in un romanzo fantasy tutto ciò è possibile! Nella realtà ognuno di noi deve fare i conti con i propri demoni; in ogni caso il Re dei demoni rimane tale! E se un giorno avessi la sfortuna di incontrarlo sulla mia strada, le assicuro che non avrei nessuna accezione positiva nei suoi confronti.
L’ambientazione della vicenda nella città di Torino, immagino sia funzionale all’accoglienza esoterica di questa “presenza”. E’ corretto?
Su Torino esoterica se né parlato e scritto, scrittori famosi hanno affrontato tale argomentazione, ma a parer mio il demonio dimora in ogni città, come del resto “Dio”!
Il diavolo è un personaggio che le ispira tenerezza? Il tarocco numero quindici della giocosità, dello sperimentalismo curioso, della voglia di esplorare!
Ho voluto creare un diavolo anomalo, un diavolo che può far sorridere, ad esempio quando incontra la regina delle anguane (sirene d’acqua dolce) si fa abbindolare come un allocco, o quando si innamora di Nelli – è lei la manipolatrice.
Il monello che se la ride senza problemi..! E’ cosi’ che lei interpreta questa entità?
Nelli ben presto lascia le vesti da ragazzina per entrare in quelli da donna e grazie a lei Lucky ritornerà ad essere l’angelo magnifico di un tempo, e poi l’amore si sa, tutto può!

Mi parli un po’ del personaggio di Nelli! L’amore umano di Lucky che, alla fine è destinato a vincere la sorte avversa…devo dire che è molto romantico nonostante si stia parlando dell’amore tra una donna e il diavolo. Quali sono gli altri personaggi che popolano la storia? Puo’ farci una rapida carrellata?
Volentieri, anche se essere sintetica non fa parte delle mie virtù. Pietro riceverà una lettera che lo costringerà a ritornare a Gorgo al Monticano, rincontrerà Bea (che solo lui vede perchè è morta). Quindi Pietro lascia i suoi amici incontrati ai “Murazzi” punto di ritrovo della movida torinese lungo il Po’, Esmeralda che per l’anagrafe rimarrà sempre Esmeraldo, Ara, una medium un po’ strampalata, Josef che è lo accompagnerà nel suo viaggio… Li troveranno ad attenderli nonno Mario e le due sorelle di Pietro, Luigi l’amico d’infanzia e le anguane… e qui mi fermo senò rischio di raccontarle tutto il romanzo.
In Le Barche di Carta, affermare che Azalee sia un personaggio in parte autobiografico sarebbe eccessivo?
Azalee assomiglia a tutte le donne del mondo… è caparbia, coraggiosa e un po’ pazza, Azalee è tutto cio’ si dice donna!
“a volte riesce a vedere frammenti di futuro, a sentire l’energia delle anime trapassate e di quelle per cui non è ancora arrivato il tempo di andarsene”. Ancora si affaccia il tema esoterico e l’atmosfera da percezione sottile dei “veggenti”. Lei è molto vicina a questo tipo di percezione? Sente viva “l’altra dimensione” intorno a sè?
Tante persone sentono la presenza dei propri cari, ed io sono una di quelle, spesso mi è capitato di trovarmi in un luogo e di avere la netta sensazione di esserci già stata o di pensare: “ora accade questo” e ciò accade. La cosa più inaspettata che mi è accaduta e stato il giorno che morì mio padre, ero ospite da delle mie cugine e quella notte all’improvviso la tenda si alzò e scivolò su di me come una carezza, le imposte erano chiuse, fuori faceva freddo eravamo in Ottobre, sentii dentro la mia testa la voce di mio padre che mi diceva: “Ti proteggerò sempre!” Ancora adesso dopo trentuno anni dalla sua morte io e le mie cugine tentiamo di darci una risposta coerente… e per me è sempre la stessa: l’amore ha un grande potere!

La componente sensuale, passionale dei suoi libri rende noto di un’attenzione particolare anche verso l’amore terreno e l’importanza della sua manifestazione nell’amore di coppia. Lei non crede che oggi, nel nostro paese, e nel mondo in generale, questo prezioso strumento di comunicazione sia stato depauperato del suo valore piu’ profondo?
Diciamo che oggi giorno i programmi diseducativi che la TV spazzatura ci propina non ci sono d’aiuto… Ma chissà se scrivere e leggere d’amore non ci possa aiutare a capire che sentimento potente, rigenerante sia, chissà che si possa ritrovare la consapevolezza e la voglia di rimetterci tutti quanti in discussione e lottare perché duri il più a lungo possibile.
E’ corretto ravvisare in questo suo lavoro l’influenza del realismo magico tipico di autori sudamericani ben noti?
Direi di si, gli scrittori sudamericani hanno una marcia in più nel descrivere i loro racconti con passionalità… Ah! È cibo per l’anima.

Infine, amore,avventura, passione, paura ma anche magia, mistero,…sono grandezze, come dire..omogenee? Ingredienti alchemici di un’esistenza che può dirsi veramente tale..se li possiede tutti?
Sono ingredienti per un buon romanzo perché non annoiano il lettore, lo stimolano ad andare fino alla fine dell’ultimo capitolo.
Bè, se nella vita reale possedessi tutti queste emozioni in egual misura, sarei una dea non un essere umano!

 

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