Andrea Leonelli

Benvenuto Andrea nel Blog Espressione Libri. 

Parlaci brevemente di te e di come hai scoperto il tuo amore per la poesia.

Da poco over 40, almeno anagraficamente, separato e padre di due bimbi splendidi. Infermiere da oltre vent’anni e da più di dieci in rianimazione. Ho scoperto di amare la poesia tardi dico la verità, dopo che a scuola mi avevano insegnato a NON amarla. Ho iniziato a scrivere più per esternare il mio disagio e i miei sentimenti. Successivamente ho scoperto, pare, di essere portato a scrivere in questa forma. Leggendo e scrivendo sto affinando il mio stile e continuo nella mia ricerca di soluzioni di scrittura che possano soddisfare sia il mio senso di creatività che la sensibilità del lettore.
La tua raccolta racconta di poesie eterogenee, ma soprattutto di attimi di vita, spesso di eventi dolorosi. Qual è la tua visione di vita?

Non ho una visione stazionaria della vita e nemmeno un unico punto di vista su tutto quanto fluisce nel tempo. Se devo proprio inquadrarmi posso dire che sono tendenzialmente realista, ma ho una vena pessimistica che cerco di stemperare con l’ironia e l’autoironia. A volte divento cinico e sarcastico, ma solo perché mi piace ridere anche sulle cose diciamo più dolorose. Piangere troppo sugli eventi diventa un’inutile perdita di tempo nel contesto di una vita che può essere fin troppo breve. Nelle poesie evito l’umorismo che riservo alla vita comune, per cui in esse troverete facilmente pena, dolore e solitudine. Ma io non sono così, almeno non sempre. Non scrivo della gioia perché quella preferisco viverla.

 Quale il tuo rapporto con la religione e la fede?

Intesa nel senso classico, non ho fede, quantomeno non credo nella chiesa. Non ho un orientamento religioso e nutro fede nelle possibilità dell’uomo, specificatamente del singolo. Rispetto la fede degli altri, soprattutto se non cercano di impormela, ma non accetto dogmi né assolutismi. Restringono le possibilità, riducono gli orizzonti. Non credo nel paradiso e nemmeno nell’inferno. Credo nella vita e nelle sue possibilità, negli incontri e nell’apprendimento, nella fantasia e nella creatività personale, nell’impegno quotidiano e nel rispetto di quanto ci sta attorno…

Di cosa ti occupi al di là della tua vena artistica?

Delle vene degli altri… A parte gli scherzi, ho già detto che faccio l’infermiere quindi, posso aggiungere che mi occupo comunque delle vene artistiche degli altri in quanto, nel mio piccolo faccio promozione ai libri di altri autori emergenti nel mio blog, dove propongo anche concorsi e recensioni.

In un mondo tanto difficile, quale futuro per i giovani scrittori? Ti senti di dare loro dei consigli?

Di trovarsi un lavoro per mangiare e di coltivare il talento letterario come passione, ma non come fonte primaria di reddito. Di non smettere mai di leggere, e di imparare a scrivere sempre meglio, di mantenersi attivi e quanto più versatili possibile. Di non scoraggiarsi di fronte alle critiche e ai rifiuti. E di valutare obbiettivamente le proposte che vengono loro fatte.
Grazie Andrea per essere stato con noi!

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