Copertina Legge e libert+á

Presentazione tratta dalla recensione presente sulla rivista Zetesis http://www.rivistazetesis.it/Libri.htm

Edda Ducci (1929-2007) è stata una delle più originali e interessanti filosofe-pedagogiste italiane del Novecento, del tutto controcorrente rispetto ad alcune tendenze culturali del secolo scorso, in larga parte focalizzate su temi, autori e testi contemporanei, su ciò che si presenta come «nuovo» o «aggiornato», mentre non di raro, di fatto, è solamente «di moda». Quest’Autrice, che ha insegnato discipline pedagogiche e filosofiche per quasi cinquant’anni nelle Università italiane (Bari, Roma-«Lumsa», Roma-«Lateranense», Roma-Tre, Roma-«La Sapienza»), ha sempre parlato ai suoi contemporanei degli antichi e ha sempre risposto alle domande dell’oggi (che, a ben vedere, sono le domande di sempre) con gli antichi. I suoi più amati auctores sono sempre stati Aristotele, Sofocle e soprattutto Platone; con l’insegnamento, le pubblicazioni e con la sua stessa vita ha saputo mostrare come questi antichi abbiano saputo approcciarsi alle grandi domande esistenziali dell’uomo con una sapienza intemporale e inattuale, cioè tale da superare le distanze del tempo e le contingenze della storia.
La tesi dottorale che ce la presenta, frutto del lavoro di tre anni di lavoro sui testi ducciani, su quelli delle sue fonti e sulla relativa letteratura critica, si compone di circa quattrocento pagine, di cui circa cento di apparati (glossario dei termini-chiave, bibliografia critica).

Nell’Introduzione, di una quindicina di pagine (pp. 2-15), vengono precisate le motivazioni del lavoro (principalmente la constatazione che ad oggi non è stato pubblicato niente su questa interessante filosofa), alcune definizioni essenziali dell’ambito della ricerca (la «legge» e la «libertà»), i metodi e le finalità seguiti (non primariamente storico-storiografici né teoretici, quanto piuttosto esistenziali, educativi, edificanti) e la struttura del testo (la suddivisione in capitoli e un cenno ai relativi contenuti).
Una lunga e impegnativa Nota biografica, di una trentina di pagine (pp. 16-44), ricostruisce, sulla base di fonti d’archivio e di testimonianze dirette di alcuni familiari, studenti e colleghi della Ducci, la sua biografia dalle origini familiari alla morte, soffermandosi anche sulla ricezione del suo pensiero da parte di alcuni allievi che se ne sono fatti interpreti e continuatori attraverso sia la docenza universitaria che le pubblicazioni.

Il primo capitolo, di una quarantina di pagine, Il pensiero della Ducci: temi, contesti e fonti (pp. 45-88), contestualizza la filosofia dell’Autrice all’interno di differenti prospettive (dei sistemi educativi e scolatici italiani ed europei, delle pedagogie e delle filosofie dell’educazione, delle filosofie tout court).
Il secondo capitolo, di un’ottantina di pagine, Le fonti antiche: Sofocle, Aristotele, Platone (pp. 89-170), che insieme al terzo dovrebbe essere il più importante di tutta la tesi, espone il contributo della Ducci allo studio di questi autori, approfondendo la sua proposta interpretativa in modo molto analitico, valutandone la validità opera per opera ed anzi passo per passo, conducendo lo studio in un costante confronto diretto con i testi originali greci nelle edizioni critiche oggi più accreditate; della mediazione ducciana vengono indicati non solo i pregi, ma anche i limiti.
Il terzo capitolo, di una settantina di pagine, Le fonti moderne: Corallo, Tincani, Rossano e Fabro (pp. 171-237), approfondisce il rapporto del pensiero ducciano con quello dei suoi principali interlocutori contemporanei, sottolineandone i tratti di continuità e di discontinuità, i motivi di convergenza e quelli di originalità. Una tesi di fondo che viene sostenuta è che la Ducci rilegge e filtra Platone e tutti i testi filosofici antichi e moderni attraverso le categorie spirituali di Santa Caterina da Siena, e che alle fonti cateriniane attinge attraverso l’importante mediazione della Tincani.
Seguono il quarto capitolo, Filosofia dell’educazione vs scienza dell’educazione (pp. 238-275), e il quinto, Orientamento filosofico della Ducci: difficoltà di definizione (pp. 276-291), che in una cinquantina di pagine approfondiscono quanto già presentato nei precedenti capitoli lasciando sullo sfondo i rapporti di derivazione-rielaborazione per farne emergere in primo piano alcuni concetti essenziali.
La lunga e densa Conclusione (pp. 292-320) in una trentina di pagine riepiloga per linee essenziali la filosofia della Ducci e, valutandone la coerenza interna, dal suo stesso interno individua dieci punti di forza ed altrettanti punti deboli, mettendo a confronto potenzialità e limiti della sua proposta filosofica. Viene sostenuto che i pregi (in particolare una ben fondata e ben orientata difesa della libertà umana, della bellezza interiore dell’anima, dell’amore trascendente e misterioso radicato nel cuore di ciascuno, ed un’apprezzabilissima proposta dell’educazione dell’interiorità e della dialogicità o relazionalità umana più autentica) superano largamente le pur chiaramente ammesse riserve, tra cui ad esempio una scelta di registro linguistico forse eccessivamente oscuro ed allusivo, una tendenza ad assolutizzare l’interiorità e a negare al di fuori dal platonismo un significativo apporto o una reale novità di altre filosofie, culture, espressioni del pensiero e realtà umane o divine (ad esempio, nella tesi si evidenzia che dalle pubblicazioni della Ducci non emerge chiaramente la radicale novità del cristianesimo, anzi per certi aspetti potrebbe sembrare risolvibile e riconducibile al platonismo in termini di progressive assimilazioni o rielaborazioni inessenziali, a meno di ipotizzare anacronistiche anticipazioni del cristianesimo da parte degli autori pagani).
Un ampio Glossario dei termini-chiave, che si estende per una trentina di pagine (pp. 321-350), mette in ordine con chiarezza e precisione di riferimenti bibliografici alcuni dei più importanti concetti ducciani (tra cui: amore, anima, ascesi, bello, benessere, Dio, grazia, libertà, mistero, sacro, scienza, storia, tecnica, uomo).
Una Bibliografia di una quarantina di pagine (pp. 351-386) riporta in ordine cronologico le pubblicazioni della Ducci, suddivise per tipologia (monografie – curatele – articoli in volume – articoli in rivista – traduzioni – saggi ad uso interno), nonché, uno ad uno, gli autori-fonti (Sofocle, Aristotele, Platone, Corallo, Tincani, Rossano, Fabro, Kierkegaard, Ebner, S. Caterina da Siena) e la relativa letteratura critica consultata.
Un Indice molto dettagliato si colloca nelle ultime pagine del volume (pp. 387-391).
Il centro concettuale della filosofia ducciana, nell’interpretazione proposta dalla tesi, è da individuare nei temi platonici dell’anthropine sophia, dell’homoiosis theo e della methexis, sui quali l’Autrice innesta una filosofia della philia e dell’eros mutuata prevalentemente dalle Etiche di Aristotele e una filosofia educativa o edificante della tragicità della condizione esistenziale umana riproposta attraverso alcuni testi di Sofocle, in particolare l’Antigone.

Link per l’acquisto: http://www.ibs.it/code/9788895881911/muni-andrea/legge-liberta-filosofia.html

Biografia autore: Andrea Muni (Udine 1978) ha conseguito con lode la Laurea Magistrale in Filosofia a Trieste con una tesi su Tucidide e il Dottorato in Filosofia a Roma all’Università «Antonianum» con una tesi su Edda Ducci (1929-2007), una delle più interessanti interpreti di Platone, Aristotele e Sofocle, ma anche di autori quali s. Caterina da Siena, Ebner e Kierkegaard. Dal 2001 è professore di ruolo nelle scuole statali italiane. È stato docente tutor di insegnanti neo-immessi in ruolo e di studenti tirocinanti in Scienze della Formazione (Università di Udine). È stato relatore in convegni di carattere filosofico-pedagogico sia in Italia che all’Estero. Ha pubblicato numerosi libri, saggi e articoli di carattere filosofico-pedagogico.

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