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Titolo: Notte al Museo di Castelvecchio
Autore: Fabrizio Ago
Collana: Narrativa
Data di uscita: Dicembre 2012
Pagine: 284 Immagini: 36
ISBN: 978-88-6751-885-2
Edizione: YouCanPrint

Si può leggere un’anteprima del libro, andando al sito:
http://fabrizioago.altervista.org/news.html
Lo si può poi acquistare online, andando al sito:
http://www.ibs.it/code/9788867518852/ago-fabrizio/notte-museo-castelvecchio.html

La trama: 

La Sala Reggia del Museo di Castelvecchio a Verona fu ristrutturata ed allestita da Carlo Scarpa agli inizi degli anni ’60 e da allora non venne mai modificata. Ospita 30 opere d’ar-te, del XV secolo, tra cui quadri, pale e polittici, due crocifissi stazionali, 6 statue originaria-mente policrome, un piccolo altorilievo e due frammenti di affresco. Mentre di giorno si mostrano impeccabili ai visitatori, la notte appena i custodi chiudono tutto, le opere d’arte generalmente si animano. Iniziano a pensare, a ricordare dei tempi in cui le figure rappresentate furono uomini, dei tempi in cui vennero dipinte o scolpite. Iniziano a dialogare tra loro, ad avere anche dotte dissertazioni. Le opere si sono date dei soprannomi e sono questi che vengono riportati nel testo. Ovviamente nell’anteprima viene fornita una scheda per ognuna delle opere, con indicazione dell’artista, denominazione, periodo di riferimento, dimensioni, tecnica pittorica, numero d’inventario. Scorci della sala ed immagini delle opere sono poi inserite nel testo.  Il romanzo è suddiviso in 9 capitoli. La vicenda si svolge in un’unica notte di finemarzo e sempre rigorosamente all’interno della Sala Reggia. Il tono varia, a seconda delle situa-zioni, dal serio al quasi scherzoso. Le opere che parlano adottano in genere un linguaggio un po’ desueto e forbito. Quattro statue usano fare commenti e pettegolezzi in versi. Non vi è una particolare trama. Tra i racconti assumono rilevanza quello del Cristo sul periodo non menzionato dai Vangeli canonici, di quando si recò in Tibet. Vi sono poi ricordi e casi di temporanea amnesia di alcune opere. Vi sono infine le espressioni di ramma-rico per come determinati fatti storici vennero falsati dalla memoria degli umani. Vi è una dotta dissertazione sulla forma del Museo, con ipotesi di tipo scientifico, basate su elaborazioni matematiche. Ve ne è una su come le opere d’arte si sentono guardate da custodi e visitatori.Vi sono poi considerazioni varie sulle differenze tra umani ed opere d’arte, ad esempio sul modo di ricordare, sul senso di reciproco rispetto. Ma vi sono anche altri avvenimenti, tra cui la fine della storia d’amore, per come può determinarsi tra una pala ed una statua, con le grandi pene di quest’ultima. Vi è poi il forte desiderio di un’opera che vorrebbe fuggire, che si addormenta e sogna tale sua fuga. Vi è infine un curioso ritrovamento che creerà qualche scompiglio all’interno della Sala. Poi la notte finisce e le opere si preparano ad esser nuovamente ispezionate dai custodi prima dell’apertura. Nell’ultimcapitolo protagonisti non sono più le opere d’arte, bensì i custodi, che in quella specifica mattinata dovranno confrontarsi con un’inquietante scoperta.

 

FabrizioAgo-FotoBREVE NOTA BIOGRAFICA di FABRIZIO AGO

Nato a Torino, nel 1942.
Da alcuni anni vive in Canada, a Toronto.

Già Esperto presso il Ministero Affari Esteri, responsabile del Settore patrimonio Culturale (da lui ideato) della Cooperazione internazionale allo Sviluppo. Programmi di valorizzazione e creazione di distretti culturali, musei e biblioteche, azioni mirate relative al dialogo interculturale, nei paesi del Medio Oriente, Yemen ed Iran, nei Paesi della ex Jugoslavia, nella Repubblica Popolare Cinese, nonché in alcuni paesi Africani e Latino-Americani.

Professore incaricato di “Architetture vernacolari” al Corso per borsisti del Terzo Mondo a Firenze. Corsi di “Museologia e museografia” presso le Università del Cairo e di Skopje. Visiting professor su temi dell’economia della cultura, presso l’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro – Torino) ed altre Università sia in Italia, che all’estero.

Relatore in numerosi Convegni internazionali sempre sulle tematiche del patrimonio culturale e della sua valorizzazione.

Autore di numerose pubblicazioni sul Patrimonio, monografie su specifici Musei, Manuali per la progettazione museale. Di recente, autore di pubblicazioni a carattere maggiormente divulgativo, come: L’idea di Museo nella letteratura contemporanea, o: Delitti nei Musei (due volumi).

Mediatore Unesco-WIPO per le dispute internazionali tra Musei ed Amministrazioni sui temi del patrimonio e della restituzione di opere d’arte illecitamente acquisite. Già membro del Collegio dei Probi viri di ICOM-Italia (Consiglio internazionale dei Musei) e presidente di ICOM-Lazio. Attualmente membro di ICOM-Canada e di ICAMT (Comitato internazionale per l’architettura dei musei).

Maggiori informazioni sull’attività professionale nel sito: http://fabrizioprof.altervista.org
Maggiori informazioni sulle sue recenti pubblicazioni nel sito: http://fabrizioago.altrevista.org

 

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