Flavia Cantini

Intervista a Flavia Cantini a cura di Ilaria Militello

La sua passione per la scrittura nasce da piccolina e cresce assieme a lei da sempre. Flavia Cantini è l’autrice di “Notti senza luna”, il primo volume della sua trilogia fantasy.

Sei giovane e la tua passione per la scrittura nasce dentro di te già all’età di sei anni, in pratica da quando hai iniziato a scrivere. Com’è cambiato il tuo modo di scrivere da allora?

Sì, che io ricordi la passione per la scrittura e la lettura hanno sempre fatto parte di me. All’inizio scrivevo favole, semplici storielle adatte alla mia età di bambina. Poi, scoprendo anche il forte e viscerale interesse per il cinema e l’audiovisivo cominciai a elaborare storie che potessero essere usate come sceneggiature e filmate. Nell’adolescenza mi dedicai completamente alla Poesia, era quello il mio modo di esprimermi, di “tirare fuori” le miei sensazioni e i miei sentimenti in un periodo non certo facile della mia vita. Decisi di “uscire allo scoperto” nel mondo della scrittura proprio con la poesia e partecipai a due concorsi organizzati da un’ Associazione culturale ligure (CaArteiv) e vinsi il secondo e primo premio. Verso i diciotto anni, abbandonai la Poesia e capii che il mio vero modo di esprimermi nella scrittura era la Narrativa e scrissi il mio primo romanzo, rimasto incompiuto. Nello stesso tempo iniziai a scrivere racconti brevi e, a oggi, ho pubblicato tre romanzi, ne ho uno ancora inedito ma pronto per la pubblicazione e un altro in stesura.

Parlaci un po’ di te, chi è Flavia nella vita di tutti i giorni?

Senz’altro non sono una persona ordinaria. Sono una sognatrice, con la “testa tra le nuvole”, creativa, artista, animalista e ambientalista. Unisco la passione e l’impegno nel mondo della scrittura a quello nel mondo audiovisivo e, a oggi, ho girato due cortometraggi. Mi interesso del mondo magico, di leggende, mitologia, letteratura, ho un grande amore per i Celti e l’Irlanda. Sono riflessiva, introspettiva, amo passeggiare in solitudine nei boschi soprattutto al crepuscolo, so sognare ad occhi aperti, fatico a sopportare la grigia routine. Cammino per le strade, faccio la spesa e intanto immagino quale può essere un nuovo personaggio, una nuova storia da scrivere per narrativa o video. Mi sento un po’ “elfo”, ho a volte un rapporto conflittuale con la realtà di tutti i giorni perché la mia mente vola sempre a mille e in mille mondi diversi.

Raccontaci brevemente la trama del tuo libro – Notti senza luna.
“Notti senza luna” è il primo volume di una trilogia fantasy ambientata ai giorni nostri.
Selene, la giovane e solitaria protagonista, è da sempre osteggiata e isolata dal resto del paese e non sa spiegarsi il perché fino a quando, compiuti i dodici anni, si trova dinnanzi a qualcosa di soprannaturale, di terribile che la porrà di fronte a una realtà ben diversa da quella conosciuta.
Coloro che la odiano e hanno persino tentato di ucciderla non sono esseri umani bensì demoni che, piano piano, sono al lavoro per sottomettere l’intero pianeta.
Ma perché hanno in odio soltanto lei tra tutti gli altri umani e per quale motivo si sono mostrati proprio a lei, ragazzina dodicenne?
Un anziano prozio, eremita e esperto di paranormale, le svelerà non pochi segreti e la vita di Selene cambierà per sempre sotto il peso di una Missione.
E se il Capo dei demoni non fosse così ripugnante come sembra?

In quale personaggio da te descritto ti ritrovi?
Selene, senza dubbio. La protagonista della trilogia ha molto di me, ho molto di lei. Attraverso lei e le sue vicende ho rielaborato aspetti del passato che non trovo per nulla gradevoli, le ho dato i miei dubbi, la forza che ho avuto e che vorrei avere, mi rivedo in lei, la sento vicina.

Quali sono le tue fonti d’ispirazione?
L’ispirazione quando chiama, chiama. E’ come un flash, arriva all’improvviso quando meno me l’aspetto, può essere un nome, i tratti di un personaggio, l’abbozzo di una storia che sarebbe bello narrare. E’ quasi un processo automatico, una storia chiede proprio a me di darle vita, di narrarla. Poi, comunque, la natura, il silenzio dei boschi sono per me luoghi stupendi in cui ritrovarmi a immaginare.

Hai progetti futuri?
Certo. Terminare la trilogia di Notti senza luna pubblicando e promuovendo anche il terzo volume. Poi ho in cantiere l’idea di un nuovo romanzo, questa volta drammatico e volume unico. Poi vorrei far arrivare alla pubblicazione l’altro mio romanzo fantasy, volume unico, ancora inedito. Insomma, diciamo continuare a scrivere, farmi conoscere nel mondo della scrittura e inserirmi nel “dietro le quinte” del mondo audiovisivo (regia soprattutto) che amo davvero tantissimo.

Hai un libro che porti nel cuore, che ti ha colpito quando l’hai letto? Se sì, qual è? Leggi? Quali sono i tuoi autori preferiti?

Sono da sempre una lettrice accanita. Sono grande fan del Signore degli anelli, un romanzo epico che mi ha colpito come pochi altri. Tolkien è un maestro. Apprezzo le leggende, la mitologia e in particolare quella celtica e nordica, volumi sulle fate, Piccolo Popolo, Elfi, gnomi…
Apprezzo inoltre saggi sul cinema e sulla psicologia.

C’è una domanda che abbiamo dimenticato di farti o qualcosa che vorresti poter dire liberamente?
Illustrerei anche la trama del secondo volume della trilogia, pubblicato a Luglio 2012 e intitolato “Notti senza luna – Il Male e l’angelo” e la trama dell’ebook “Storia di un collegio” pubblicato a Novembre 2012 da Drops Edizioni.
“Notti senza luna – Il Male e l’angelo” è il secondo volume della trilogia.
Selene, giovane paladina del Bene, deve portare a termine la Missione che le è stata affidata: distruggere la razza demoniaca che infesta il suo paese natio.
Ma, l’imprevisto è in agguato: tra lei e il temibile ma affascinante Capo di demoni, Larck, nasce una passione proibita.
Dilemma: distruggere anche l’amante demoniaco o risparmiargli la vita, contravvenendo alla Missione?
Di fronte all’inevitabile scelta da compiere, Selene userà l’inganno e fingerà dinnanzi a Devin, “angelo” del Bene, di uccidere il nemico: invece, gli risparmierà la vita e continuerà la torbida relazione con lui.
Eppure, ben presto, nasceranno in lei dubbi e sensi di colpa, alimentati dal sospetto riguardante la fedeltà di Larck, dall’inspiegabile ostilità del prozio veggente (schierato dalla parte del Bene) e dall’addio di Devin.
Davvero Selene ha fatto la scelta giusta contravvenendo ai princìpi della Missione e ingannando il Bene per seguire la passione?
La ragazza, dopo un lungo travaglio interiore dovrà prendere la propria definitiva decisione.
Il Male o il Bene? E comunque, seguire il Bene, sarebbe davvero così semplice?

Storia di un collegio.
Nicola, studente al primo anno di Università, si trova di fronte al problema dell’alloggio: dopo aver compiuto una vana ricerca, ripiega infine su un collegio a conduzione religiosa, isolato in collina.
La rigidità delle regole, gli sguardi ambigui dei frati, i corridoi bui, la struttura imponente e solitaria… C’è qualcosa in quell’ambiente che, da subito, non convince Nicola.
L’amicizia con altri due ragazzi e le indagini improvvisate porteranno, piano piano, alla luce sospetti sempre più inquietanti e la serenità di Nicola sarà gravemente turbata ogni giorno di più.
Cosa nasconde il collegio/convento? Può la semplice permanenza in una struttura per studenti universitari trasformarsi in un incubo?
E, soprattutto, come mai soltanto Nicola, ormai adulto, può narrarci questa storia, premettendo però che non potrà mai più usare il suo vero nome?

Ci lasceresti qui uno stralcio del tuo libro che a tuo parere può ben rappresentarlo?

“Nel mondo, intorno a noi, non ci sono soltanto le cose tangibili che concretamente vediamo ma dimorano con noi, a stretto contatto, anche altre entità di un mondo invisibile, parallelo, il mondo occulto e paranormale. Ma queste cose credo che tu le sappia già. Quello che è importante e che devi conoscere ora è l’esistenza di una specie crudele e parassita: esseri colonizzatori che, nei loro piani, sostituiranno piano piano le persone e porranno fine al genere umano per diventare loro l’unica specie esistente”.
Lo zio fece una pausa e io trattenni il fiato: cosa intendeva dire con quel racconto?
“Vengono chiamati nei modi più svariati, c’è chi dice lemuri, chi demoni, chi li chiama in altri modi ancora. Quello che posso rivelarti io è che sono ovunque, in ogni paese, borgo e città del mondo e che prendono le sembianze di normali persone umane, per questo nessuno è in grado di riconoscerli e, avendo a che fare con loro, crede di relazionarsi con un negoziante, un vicino di casa, un amico, un collega… Insomma, con una persona. Sono pochi quelli che riescono a percepire il male intorno a quegli esseri e io sono uno di questi”.
Sobbalzai e, nella mia mente, rividi, con nitidezza, tutti gli sguardi crudeli delle persone che mi odiavano senza un perché e riconobbi di aver provato un profondo disagio dinnanzi a loro, come se avvertissi qualcosa di anomalo in quelle persone.”

Ringrazio Flavia per questa bella intervista. Molte delle sue risposte sarebbero state anche le mie. Ilaria. (https://espressionelibri.wordpress.com/2012/11/13/ilaria-militello-copera-con-noi-per-il-blog-espressione-libri/) 

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