Mauro CorticelliDiamo il nostro benvenuto allo scrittore Mauro Corticelli nel Blog Espressione Libri

Parlaci brevemente di te, raccontaci un episodio significativo della tua vita e in particolare se questo abbia potuto segnare l’inizio del tuo narrare.
Buongiorno amici di Espressione Libri! Grazie per questa intervista!
Mi chiamo Mauro Corticelli ho 39 anni e sono di Bologna. Come dico sempre, si capisce subito perchè al posto della Z pronuncio una S sibilante. Da qualche anno mi sono trasferito a vivere in provincia, nella nostra meravigliosa campagna, anche per avvicinarmi al lavoro. Sono impiegato in un’azienda commerciale, lavoro all’ufficio acquisti. Le mie grandi passioni sono la pallacanestro, ne approfitto per salutare i miei compagni di squadra dell’Audace Bologna, la musica leggera e i viaggi.
Ho scoperto il piacere e il divertimento di scrivere per un puro, semplicissimo caso, proprio con il mio romanzo d’esordio, Nescafè Frappé
Colpa dei miei amati libri gialli! Li ho dimenticati a casa partendo per una vacanza estiva, ovviamente destinazione Cefalonia, dove parte della storia è ambientata.
Così, veramente per caso, per passare il meraviglioso tempo ozioso sulle spiaggie, ho iniziato a scrivere quello che è stato l’embrione di Nescafè Frappé.

Nescafè Frappé è il tuo romanzo d’esordio, svelaci in breve la trama e il motivo di questo titolo.
Nescafè Frappè racconta la storia di 4 uomini e 4 donne le cui vite, nell’arco di 3 mesi , si incontrano e si scontrano, e danno vita ad emozioni, speranze e delusioni, fino ad arrivare ad un finale a sorpresa.
L’argomento principale attorno a cui ruota il romanzo sono le insoddisfazioni dei 30-40enni e ho cercato di esplorarle avvicinando mondi e vite comuni di impiegati, liberi professionisti e artisti alle prime armi, tutti personaggi che cercano nei sentimenti e nel sesso la medicina per curare e riempire i propri vuoti.
Il personaggio principale, Cesare, è un giocatore professionista costretto a scendere tra i dilettanti a causa di un problema cardiaco. La pallacanestro, come detto, è una delle mie grandi passioni. Avevo voglia di rendere omaggio a questo sport che mi ha dato tanto. Per questo motivo anche il microcosmo dello spogliatoio di una squadra di basket diventa protagonista della narrazione insieme ad una rievocazione dello scudetto 2005 della Fortitudo, la mia squadra del cuore, purtroppo caduta in disgrazia negli ultimi anni. Sul finire del romanzo, due partite di finale, quella per lo scudetto e quella dilettantistica, diventeranno passaggi fondamentali della trama e dell’evoluzione della storia.
Passando per Città del Capo, Lucera, il Pireo e Vancouver, il romanzo si snoda tra i panorami mediterranei di Cefalonia e soprattutto le vie di Bologna, cercando di raccontarne le atmosfere e le contraddizioni di una città sempre meno bolognese e sempre più complicata, in cui i personaggi sembrano smarrirsi.
Il motivo per la scelta del titolo è presto detto. Il Nescafè Frappé è un caffè shakerato che in Grecia, durante l’estate, si beve ovunque e ad ogni ora, una specie di bevanda nazionale estiva. L’ho scelta come titolo perchè racchiude l’idea principale del romanzo, cioè il mescolarsi frenetico delle vite degli otto personaggi della storia, proprio come gli ingredienti di un frappé.

Lo stile è moderno, il linguaggio schietto e diretto. Per i tuoi prossimi romanzi pensi di continuare con lo stesso genere e quanto ritieni sia necessario oggi essere sinceri?
Mi piace raccontare la realtà intorno a me e farlo in modo credibile. Per questo ho cercato di adeguare anche lo stile e il linguaggio, a volte colorito. Sto continuando anche nel nuovo romanzo, in scrittura, un nuovo neorealismo
Sulla sincerità bisognerebbe fare un’intervista a parte. Quando la sincerità fa male o danneggia qualcuno, purtroppo prende una connotazione negativa. Forse non siamo più educati alla sincerità, in questa società, la sincerità e la verità non sembrano più essere dei valori. A tal proposito, se me lo permettete mi autocito:
«Mi sembra che ci siano sempre meno verità intorno a noi. La maggior
parte delle cose che la gente fa, sono fatte con secondi fini. Non sono
più vere le cose che dicono in televisione, quelle che scrivono sui giornali,
quelle che proclamano i politici, forse anche quelle che predicano i
vescovi. Non è più vero niente! Il sapore delle cose che mangiamo,
l’acqua che beviamo. È probabile che non sia vero che gli americani
siano sbarcati sulla luna, che sia stato un terrorista a mettere la bomba
alla stazione di Bologna o che ci sia Al Queda dietro all’11 settembre.
Forse non è più vero neanche il campionato di calcio.
In un mondo dove sembra tutto falso, è possibile vivere un amore vero?»

Il romanzo è suddiviso in scene dal ritmo cinematografico. Quando scrivi immagini tali scene o la tua è semplicemente una passione per la cinematografia?
L’una e l’altra cosa. Mi piacciono molto i film, adoro le commedie inglesi (Hugh Grant dove sei finito?) e il nuovo cinema italiano che negli ultimi dieci-quindici anni è ritornato ad un buon livello.
Scrivendo Nescafè Frappè è venuto naturale immaginare le scene come in un film. Tra i lettori c’è chi sostiene sarebbe già pronto per una sceneggiatura sia per il ritmo che per i dialoghi, un po’ alla Muccino. Torniamo al neorealismo citato prima. Se però potessi scegliere un regista, non avrei dubbi, i Manetti Brothers che hanno creato una meravigliosa Bologna Dark nei telefilm della serie l’Ispettore Coliandro.

Tu che lettore sei? Quali sono i tuoi autori preferiti? E quali quelli che butteresti dal burrone?
Non butterei nessun autore dal burrone. Entrare nel mondo dell’editoria da esordiente per una piccola casa editrice è piuttosto frustrante. Non c’è spazio, promuoversi è difficile se non impossibile. In Italia si legge poco e spesso si leggono solo i grandi nomi o chi ha visibilità televisiva. La poca educazione alla lettura è uno dei tanti difetti della nostra società, ma non è colpa degli autori. Se, per fare un esempio, Flavia Vento scrive un libro di poesie e c’è chi lo compra, non è colpa di Flavia Vento.
Per quello che riguarda le mie letture, un libro su due è un giallo, anche se è un genere che non c’entra niente con il mio romanzo e con quello che mi piace scrivere. Sono cresciuto con i classici, Agatha Christie e Conan Doyle, mentre negli anni più maturi mi sono affezionato a Vazquez Montalban, Camilleri, Carlo Lucarelli e al mio autore preferito, Loriano Macchiavelli, padre del bolognesissimo sergente Sarti Antonio.

Grazie Mauro Corticelli.

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