Antonietta AgostiniDiamo il nostro benvenuto alla scrittrice Antonietta  Agostini

Parlaci brevemente di te, ti occupi della scrittura da quando?
Chi sono? Vediamo, allora… Mi chiamo Antonietta e ho trent’anni, sono nata e cresciuta a Centocelle, un quartiere di Roma. Amo la musica, il cinema e la letteratura. Ho una passione che scorre nelle mie vene sin da quando sono bambina, la scrittura, amo scrivere e ufficialmente lo faccio dal 2010. Ho un difetto o un pregio non so come definirlo, sono una lettrice compulsiva! Un libro per me non è un semplice libro e basta, per me e’ tutto, quando ne compro uno mi sento al settimo cielo, lo prendo, lo apro a metà e lo annuso, e’ normale secondo voi? Amo l’odore dei libri, la carta, la stampa, emanano un odore che mi fa impazzire. Leggo moltissimo, e ogni volta che inizio a leggere un romanzo, mi lascio travolgere da ogni singola parola.
Che tipo di romanzi scrivi? Com’è nata la tua passione per la scrittura?
Scrivo romanzi d’amore, sono una romanticona nata. Mi sto cimentando ultimamente in un Fantasy, vediamo cosa esce fuori! La mia passione per la scrittura nasce da quando ero piccola, sono sempre stata attratta dalla scrittura, quando tornavo da scuola infatti di nascosto invece di fare i compiti scrivevo.

Ho letto che hai già scritto due romanzi, da dove sono nate le idee per entrambi? Quali le fonti ispiratrici?
Inizialmente “L’amore…Che gran casino” era nato un po’ per gioco, volevo scrivere la mia storia con il mio compagno attuale, ma poi mi sono detta, perché spifferare ai quattro venti le miei cose personali? E così ho inventato questa storia che poi ha avuto un seguito.

In entrambi i romanzi tratti il tema amore in maniera un po’ pessimista, sono in parte delle opere autobiografiche?
Nei miei romanzi, credo di trattare l’amore con obbiettività, nel senso, io credo che il tradimento (tema principale dei miei romanzi) ormai è all’ordine del giorno, quindi tratto l’amore in modo realistico dove a volte non è tutto rose e fiori purtroppo. Non sono assolutamente autobiografici, di mio c’è solo il carattere delle protagonista, Marta.

In quale dei personaggi dei tuoi romanzi ti rispecchi maggiormente?
Come dicevo prima, in Marta, lei come me è una piccola sognatrice, crede nel destino, crede nelle amicizie e le difende anche a costo di prenderci delle bastonate assurde!

Ti sei mai cimentata in un altro genere letterario come la poesia?
La poesia no, giuro non credo di esserne capace, mi piace leggerle, ma non scriverle non so perché.

Perché vorresti trasferirti a Londra? Pensi che il tuo mondo ideale sia lontano dall’Italia?
Ho sempre desiderato andare a Londra, viverci addirittura, perché mi affascina moltissimo, mi immagino seduta su di una panchina del Regent’s Park tipo, a scrivere i miei romanzi!

La tua esperienza con l’editoria com’è stata?
Diciamo un vero e proprio disastro. Era meglio se il mio primo romanzo l’avessi pubblicato come ho fatto con il secondo.

Le due opere sono state pubblicate con case editrici differenti, perché?
Si, la prima pubblicazione è con l’Aletti Editore e la seconda con Youcanprint, ho fatto questa scelta perché della prima pubblicazione ne sono rimasta delusa, infatti in futuro penso di pubblicare le mie opere con Youcanprint che offre un ottimo servizio e mi piace anche la stampa.

Ti senti di dare consigli utili agli autori esordienti e giovani come te? Se sì, quali?
Io consiglio soprattutto a chi come me è esordiente, di non montarsi mai la testa, di essere sempre se stessi perché è la cosa migliore, e di non cadere nella trappola delle pubblicazioni a pagamento!

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