Diamo il nostro benvenuto allo scrittore e poeta  Francesco Paolo Dellaquila  nel blog Espressione Libri.

Raccontaci la tua esperienza di scrittore, di cosa ti occupavi in precedenza?

Uno scrittore non nasce con la stessa predisposizione di altri artisti, come musicisti, pittori, scultori. Non c’è, a parere mio, chi nasce col talento di scrittore. Scrittore si diventa attraverso lo studio, attraverso la comprensione di meccanismi atti alla realizzazione di quelle opere che saranno consegnate alla letteratura. Lo scrittore nel suo romanzo trasforma le realtà del disordine, in realtà di grande ordine, organizza la vita dell’essere umano che possa dare sicurezza, certezze e libertà. La mia esperienza di scrivere nasce sin dai banchi di scuola quando i miei insegnati di lettere mi rimproveravano di essere troppo complicato nei temi in classe. Ero convinto, e lo sono tuttora, che la scuola affronta la letteratura in modo troppo schematico e con poca capacità critica. Spesso mi veniva marcato in rosso di andare fuori tema, d’aver parlato di tutt’altro. Quando poi ho vinto un concorso interno, indetto dall’Istituto stesso, ho forse capito che ero nel giusto.
Mi viene chiesto di cosa mi occupassi in precedenza, rispondo dicendo di non considerarmi affatto uno scrittore, la mia è solo passione e non anche un’attività.

 “Semplicemente l’amore” è il tuo ultimo lavoro letterario, come ti sei avvicinato alla poesia e quanto è importante per te?

“Semplicemente l’amore” nasce dall’idea di unire, in un’unica raccolta, una parte di tutte quelle poesie che parlano di questo universale e nobile sentimento.
Esporre quanto sia per me importante la poesia non è semplice. Posso dire che spesse volte, quando comincio a sentire una sensazione interna e profonda indescrivibile, un insieme di percezioni, di pensieri, di voci, so che sta accadendo qualcosa ed è un qualcosa che non è possibile conservare a lungo. Quando mi sono avvicinato alla poesia non lo ricordo, certamente non dovevo essere tanto adulto se scrivevo banalità mentre guardavo il cielo stellato o il mare in burrasca.
Non c’è modo di poter esporre in modo chiaro quanto sia importante per me la poesia. Posso dire che dal momento in cui comincio a scrivere e fino alla sua composizione, provo delle sensazioni ‘lenitive’ dell’anima ineguagliabili, oltre ad un senso di compiacimento che sfocia, in un secondo momento, verso quel particolare senso di desiderio di portarla “fuori dal cassetto”. Non voglio, però, asserire che la poesia nasce solo nel momento in cui c’è un male dell’anima, perché potrebbe anche ‘germinare’ in uno stato particolare che non sia necessariamente di dolore, ma anche di gioia, di piacere e, spesse volte, anche e solo per valutare le proprie capacità tecniche acquisite. Per me la poesia è la forma più difficile della comunicazione osando inoculare, nei modi e nelle forme più svariate, parti di realtà invisibili o crearne, volta per volta, anche delle nuove. Se comunicazione significa legare, mettere in comune, questo è ciò che avviene nel rapporto d’unione che si realizza tra il pensiero del poeta e la ‘reattività’ prodotta nel lettore indipendentemente se di verità differenti! Per me il poeta non è da subito “poeta”, è l’uomo che conserva ciò che scrive attraverso la propria visione delle cose, in silenzio, al buio e per un lungo periodo di tempo. È colui che se ne sta in disparte, quasi si vergognasse d’aver avuto l’intuito d’arrivare dove altri, forse, non sono stati in grado di fare. Quando decide di portare le sue poesia alla luce, allora diventa poeta.

E l’amore invece? Potresti esporci una tua personale concezione di questo sentimento e il modo in cui permea la tua silloge?

L’amore è vita, non può esserci vita senza amore! Anche chi dice di non aver mai amato avrà, almeno una volta, socchiuso gli occhi e raccolto una voce che gli sussurrava qualcosa che forse da subito non capiva, ma che era il sintomo dell’amor proprio o verso gli altri.
Nella prefazione del mio libro affermo che l’amore, quello vero, non può essere spiegato perché, oltre ad essere un sentimento complicato, è anche sin troppo trascendente e immanente nello stesso tempo. È come se si volesse dipingere o realizzare una scultura che rappresenti l’anima! Si potrebbe forse, immaginarla, averne l’idea, descriverla, ma mai concretizzarla, edificarla, toccarla con mano per decifrarne ogni sfaccettatura.
La mia silloge, tenta di scardinare, attraverso l’uso della parola in versi, l’accesso inviolabile e misterioso di questo sentimento che si manifesta in noi, in modo incomprensibile, nel momento in cui incontra l’amore, quello inteso nella sua più sublime espressione. Come dice il mio amico poeta Paolo Polvani nella sua recensione, “…è poesia nel dono dell’amore che riflette compiutamente il sentimento amoroso”.

Nella raccolta si riscontra un sentimento amoroso maturo e dal sentire profondo, è legato a qualche esperienza del tuo vissuto? Forse un amore che ti ha fatto e fa ancora battere il cuore? Ti va di parlarcene?

Non potrebbe mai essere possibile scrivere solo per fantasia. La maturazione poetica avviene ‘aggiustando’ anche le vicende umane proprie ma anche altrui, siano esse dolorose e non, attraverso una fantasia che non è più confine ultimo di un desiderio reale, ma è artefice di creazione di realtà parallele. L’amore, di per se, ha la particolarità intrinseca di “far battere il cuore”, come dite voi, e non solo in quei momenti di intimità particolare. Credo che con il passare degli anni, proprio quando questa condizione di battito del cuore va inesorabilmente verso il declino, si sente maggiormente il bisogno che riprenda la sua azione come una forza che trasmette vitalità. Senza amore si è ‘immobili’ e l’immobilità rappresenta l’apertura prossima alla fine.

“Il mistero del bacio nell’alone rosso di una rosa” è il tuo secondo libro. E’ un’opera che ancora una volta esalta l’amore, e che ci parla di un “percorso” , puoi descriverlo brevemente e spiegarci qual è il messaggio che vuoi trasmettere con questo romanzo?

La preparazione di questo libro è stata lunga, laboriosa e meticolosa. L’esaltazione dell’amore avviene attraverso un collage di un numero corposo di vere e proprie lettere d’amore, scritte per lo più in età giovanile, e che conservo ancora, il più delle volte indirizzate a figure femminili e mai consegnate. Il percorso del libro si basa essenzialmente su questo scambio epistolare seguito, volta per volta, da considerazioni, analisi e approfondimenti, che non potevano essere espressi se non adesso con la mia età attuale. Il messaggio che si coglie con la lettura dell’intero libro, è quello universale dell’amore, della sua capacità di scolpire l’uomo avvicinandolo il più possibile alla volontà del suo Creatore.
Riporto uno stralcio dei tanti commenti per meglio precisarne il contenuto:

Senti, sono ancora talmente presa da quel libro che non posso confondere le idee. Lo leggo e rileggo e continuo a chiedermi come hai fatto a scriverlo, ad esternare tutte le sfaccettature dell’amore senza cadere nemmeno per un nulla nel volgare. Cos’altro avremo noi da dire oltre quello che tu hai già detto? Complimenti veramente, sei grande. Ada Jacono.

Alla sua uscita, il libro ha ottenuto il primo posto settimanale di vendite nel sito, attualmente occupa il 180° posto in classifica su un numero di 32.000 libri pubblicati!

“L’altro senso” invece, è un libro di narrativa onirica, il cui intento è quello di svelare i misteri che affliggono l’esistenza. Cosa pensi in proposito? Credi che sia possibile comprendere i dubbi, le paure umane? E dare una risposta a tutte le domande?

Lo stimolo predominante che mi ha portato a scrivere “L’altro Senso” è stato quello di poter dare risposte ai tanti quesiti che affliggono l’uomo sin dalla sua nascita. L’impresa tanto ambiziosa, però, poneva dei limiti: come avrei potuto io, comune mortale, addossarmi questa responsabilità? E con quali risultati se, né i grandi filosofi, né le varie religioni (per chi non crede) hanno saputo ben definire? Ci ho riflettuto a lungo senza mai trovare una soluzione che mi sembrasse adeguata. Sapevo quali erano le domande e come avrei sviluppato i vari temi, ma non le risposte. Stavo abbandonando il progetto, anche se avevo cominciato a scrivere qualcosa. Poi arrivò l’idea, arrivò durante un sogno. Sì, fu proprio un sogno a svelarmi il ‘segreto’ di come avrei aggirato l’ostacolo per consentirmi di dare delle risposte che potessero apparire veritiere. Probabilmente ‘segreto’ che salì alla mia mente dal subconscio costantemente sollecitato dal desiderio di portare a termine il libro. Qual era questo modo? Semplicemente avrei dovuto trovarmi nella storia del libro così come era accaduto nella realtà: sognando! Attraverso lo stato di quasi incoscienza avrei potuto osare tutto, avrei anche trovato risposte insensate ma che sarebbero apparse veritiere. Mi si chiederebbe come procedevo nella stesura dei vari capitoli. Ho un segreto che posso svelare adesso e solo per voi. Quando in certi momenti la mia scrittura si bloccava e non riuscivo più ad andare avanti, mi affidavo ai momenti del quasi sonno per proseguire. In pratica, così come era nata l’idea iniziale allo stesso modo era stato possibile procedere alla stesura delle varie storie del libro. Prima di addormentarmi completamente mi giungevano le visioni dei fatti, i personaggi, le loro gesta e soprattutto trovavo risposte ai quesiti che io stesso mi ponevo. Chi legge il libro non troverà certo tutte le risposte che affliggono l’uomo, ma sicuramente in parte sarà liberato dai molti dubbi e soprattutto da quella paura dell’ignoto che è causa del timore innato della morte.

Di queste tre opere, quale ti rispecchia di più e perché?

Non è possibile definire in quale dei tre libri possa rispecchiarmi, sono da considerarsi parte di me stesso anche se i temi sono due, l’amore e il mistero della vita. L’amore è vita ed io non posso che rispecchiarmi in entrambi i due temi.

Hai qualche altro lavoro nel cassetto? In caso positivo, puoi darci qualche anticipazione?

È già fuori dal cassetto, infatti, il mio prossimo libro si chiama “Racconti dal cassetto” ed altro non è che una raccolta di una parte dei miei racconti brevi.

Vuoi consigliare la tua silloge ad uno specifico tipo di pubblico?

Credo che quando si scrive d’amore non si può stabilire quale possa essere il pubblico più adatto se non quello degli innamorati, dei romantici, ma anche dei nostalgici o di chi semplicemente ama la poesia come lettura.
Se dovessi scegliere una lirica per i lettori di Espressione Libri, quale ci proporresti?

Anche questa è una domanda che non trova risposta facile considerando il volume e la varietà dei temi dei miei scritti. Sono propenso, però, a proporvi una prosa tratta da “Il mistero del bacio nell’alone rosso di una rosa”e una poesia

“Il sole è già alto, devo lasciati amore mio e tornare con la mente al comune, al consueto, alla logorante normalità, ma saprò vivere di questa felicità che solo tu hai saputo darmi e che solo tu mi darai per sempre. Verranno ancora giorni tutti per noi, verranno ancora quei momenti in cui la vita sfugge alla sensazione greve del reale per vagheggiare sublime oltre ogni confine. Oh, quanta gente mi passa accanto e mi sfiora, vorrebbe parlarmi, guardarmi negli occhi, capire tutta la mia commozione che traspare anche dal mio volto. Ma nessuno potrà mai sapere, nessuno potrà mai scoprire la via che conduce a noi, no, nessuno!”

Eterna passione
Eterna passione la mia
è conoscerti
capire il luccichio
che mi giunge da tanto
lontano
è sostare in passato e presente
dinanzi al mio sogno.
L’ora è silente
in questo luogo viaggiare
porta l’impronta
della parola nel tempo
di un sogno di pietra
come l’eterna lettura
della mia mano
a seguire
il tuo stesso cammino.
(Francesco Paolo Dellaquila)

Francesca Coppola https://espressionelibri.wordpress.com/2012/11/10/francesca-coppola-coopera-con-noi-per-il-blog-e-la-rivista-espressione-libri/

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