Benvenuta Elisabeth nel Blog Espressione Libri
Parlaci brevemente di te, cosa studi o fai di lavoro e perché fai uso in campo artistico di uno pseudonimo?
Grazie a te Roberta per questa intervista! Io attualmente sono una delle tante giovani in cerca di un lavoro fisso e mi arrangio per tanto come posso. Faccio la baby-sitter a tempo pieno e do una mano ai miei nell’azienda di famiglia (un oleificio). Ne “La Stirpe di Agortos” utilizzo uno pseudonimo perché in realtà questo libro è la ripubblicazione di un’opera già edita nel 2009 dal titolo “Un solo destino”. Quindi cambiando casa editrice, copertina ed alcuni contenuti, assieme all’attuale editore ho ritenuto opportuno cambiare anche il mio nome. E per la pubblicazione di questa saga continuerò a utilizzare questo pseudonimo.
Ti occupi di scrittura da tanto. Com’è nata la tua passione per questo tipo di arte?

La scrittura nasce letteralmente con me. In vita mia ho dipinto, cantato, suonato uno strumento. Ma ciò che mi regala la scrittura è incomparabile. Da bambina amavo leggere e riscrivevo a modo mio le avventure dei personaggi protagonisti dei libri in cui mi perdevo. Poi ho iniziato a sentire il bisogno di scrivere storie tutte mie. E non ho più smesso. La scrittura mi gratifica e mi rende felice. Le delusioni ci sono state ovviamente, ma le piccole soddisfazioni stanno ripagando tutti i miei sforzi.
 

Ho letto che hai scritto una raccolta di poesie, puoi parlarne al pubblico?

Ho esordito con la raccolta poetica “Brevi monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento” ispirata all’antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Oggi purtroppo questo libro non è più in commercio anche se spero di piazzarlo sul mercato di amazon. Vorrei davvero dare una seconda opportunità a questa mia opera dove forse in più di tutte ho messo il cuore e l’anima. E’ stato scritto in un periodo non molto facile della mia esistenza e rispecchia molti dei miei pensieri. Spero davvero un giorno di dare la possibilità ai lettori di poter rileggere questa mia operetta con la quale mi sono fatta conoscere.

Ora ti sei presentata con un nuovo romanzo, “La Stirpe di Agortos”, in cui inizia un ciclo di fantasy imperniato sul rapporto mistico tra l’uomo e la natura.
Perché hai scelto il genere fantasy?

Perché, paranormal e gotico a parte, è uno dei miei generi preferiti. Il fantasy permette di parlare attraverso metafore di situazioni umane, di paure, di gioie e sentimenti. Inoltre ho costruito il mondo dell’Egucron (che è la realtà dove i personaggi della Stirpe si muovono) perché il lettore si perda in questa Natura incontaminata, in un mondo che non c’è più, in una sorta di Eden. L’elemento fantastico dà quel pizzico in più alla storia che senza non avrebbe ragione di esistere.

Sei affascinata dalla magia e dalla natura? Che rapporto hai con loro?

Sono affascinata dalla prima, cioè dalla magia, nel senso che è un elemento che condisce e sprona la mia immaginazione da sempre. Nel libro si parla di Magia del mondo perché la Natura ha degli elementi magici che l’uomo potrebbe scoprire. Quindi in un certo senso Magia e Natura nel mio libro si equivalgono. Per la natura ho un profondo rispetto e forse anche un po’ di rimpianto. Io sono cresciuta in un paesino di collina circondato da campagne e da monti, quindi sono stata fortemente influenzata da ciò nella scrittura. E parlo di rimpianto perché purtroppo anche da me le aree verdi stanno sparendo lentamente, e spero davvero un giorno di non dover rinunciare alle mie passeggiate durante le quali spesso l’ispirazione mi coglie.

Emblematica questa frase, potresti spiegarla? “La Fede degli uomini è fragile ed effimera poiché la maggior parte di noi viene sedotta dall’inerzia e dal tedio, e l’uomo cessa di vivere nell’istante in cui si prosciuga in lui anche solo una misera goccia del suo entusiasmo.”

Questa frase è pronunciata da Agortos nel prologo del libro. Qui Agortos denuncia tutti i suoi contemporanei perché li vede poco curiosi e molto superficiali, più dediti alla ricerca dei bei materiali che di quelli “spirituali”. Quando questo entusiasmo, cioè la volontà e il desiderio di conoscere ciò che ci circonda, di capire perché siamo al mondo, di dare soprattutto uno scopo alla nostra esistenza, svanisce nell’uomo allora questo entra in una sorta di tedio, di noia quasi mortale e si concentra di più sull’aspetto esteriore della vita. Insomma Agortos denuncia tutti coloro che trascorrono la loro vita ad aspettare la sua fine senza nemmeno fare uno sforzo per capirne il senso.

Quali sono state le fonti ispirative del romanzo?

Tolkien indubbiamente. Tutto nasce da Il Signore degli Anelli. Anche se la saga delle generazioni ha naturalmente poco a che fare con un’opera monumentale simile. Anziché scrivere della classica lotta tra bene contro male ho inserito degli elementi fantastici innovativi, cioè appunto il rapporto tra l’uomo e la natura magica. Inoltre mi affascina molto il tema del destino e della predestinazione. Agortos in fondo è un predestinato. Questo pensiero mi ha ispirato moltissimo…
8)Quali sono le tue letture preferite? Hai un libro che non ti stancheresti mai di leggere?
Cime tempestose. Non sono una scrittrice di romance, ma Cime tempestose è il libro che avrei voluto scrivere perché i suoi personaggi sono immortali e lo scenario è magnifico. I sentimenti umani, soprattutto quelli come la rabbia o la vendetta, non sono semplici da descrivere. La Bronte invece l’ha immortalati nella sua opera.

Quali sono state le tue esperienze con l’editoria italiana?

Ho cambiato spesso editore (sono partita da Il Filo poi sono approdata alla 0111 Edizioni, poi ancora alla Edizioni Rei e infine alla Butterfly Edizioni). Questo perché volevo sondare il terreno e provare esperienze diverse. Ho sempre contattato editori piccoli o medio piccoli. Le grandi le vedo un po’ distanti a essere sincera, quello è un mondo che non immagino nemmeno come sia composto. Per ora sto facendo gavetta con le piccole e mi trovo bene. Certo, non disprezzerei un contratto con le Big…ma per quelle ci vuole anche una buona dose di fortuna.

Ti senti di dare consigli utili agli autori esordienti e giovani come te che si affacciano nel mondo della scrittura?

Questo è un mondo variegato, complicato e dalle mille sfaccettature. Guardatevi da chi vuole prendersi gioco dei vostri sogni e non demordete mai. Le sconfitte e le disillusioni sono molte, a volte anche io penso di mollare tutto. Ma è giusto un attimo, poi passa. Serve molta determinazione. Non soffermatevi inoltre a contattare solo le Big, ma provate a farvi le ossa con le piccole. La gavetta serve a prendere padronanza di noi stessi e delle nostre capacità. Divertitevi, perché la scrittura alla fine è questo. Se iniziate a sentirla come un peso e come un’ossessione della serie “devo diventare famoso a tutti i costi” lasciate perdere in partenza. Ok puntare in alto ma con modestia e moderazione. Se davvero è il vostro sogno e non volete fare altro, allora sognate e scrivete.

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