La tua biografia è molto ricca di dettagli che raccontano della tua vita privata e lascia che ti dica che un po’, mi ci sono riconosciuta!

Detto questo, vuoi raccontare anche ai nostri lettori qual è stato il percorso umano grazie a cui sei giunta a scrivere un diario che, nel 2007, è divenuto un libro dal titolo “Vademecum Metropolitano”?

Caratterialmente sono una persona che ha difficoltà a dialogare rispondendo a tono, o forse dovrei dire per le rime, così per evitare di subire la prepotenza altrui ho iniziato a scrivere per analizzare il quotidiano con la finalità di trovarmi preparata al momento del bisogno. Inoltre, l’epoca in cui sono stata adolescente, i mitici anni ’70, fu un decennio ricco di fermenti, di idee, di innovazione, di ricerca culturale, ecc.
Rileggendo le pagine del mio diario a distanza di anni, le ho trovate interessanti soprattutto perché emanavano una straordinaria esigenza di analizzare, classificare e catalogare i sentimenti attraverso la freschezza di un rigoroso linguaggio pseudo scientifico. Con pochi ritocchi ne è nato un piccolo saggio ironico Vademecum metropolitano, Manuale di sopravvivenza cittadina.

Hai pubblicato anche “L’amico di nessuno” e “La casa di cartone”, editi sull’antologia “Realfiabe” e la raccolta di favole “I racconti del calamaio” (Editing Edizioni). Come mai, la scelta di scrivere per un pubblico di piccoli lettori?

I ragazzi sono il nostro futuro e la società consumistica in cui viviamo li bombarda di messaggi diseducativi propagandando egoismo, materialismo, arrivismo, sfiducia nelle istituzioni compresa la famiglia (e qui bisognerebbe aprire una lunga parentesi per spiegare come mai in una nazione come l’Italia dove lo stato sociale non esiste, si cerca di distruggere anche quelle istituzioni, come la famiglia, che potrebbero costituire dei palliativi.) In ogni caso, i giovani hanno bisogno di sentire messaggi positivi, di poter constatare come chi si comporta correttamente non è certo un perdente.
Da questa esigenza interiore, unita al fatto di amare molto i bambini, sono nati i racconti per ragazzi tra cui spicca Questione di naso finalista nel 2007 al Concorso Nazionale di Letteratura per Ragazzi “C’era una volta”, che non si trova tra le pubblicazioni citate.

All’inizio del 2006 cominci ad avventurarti sul web e crei il sito Budur – La forza dell’amore (http://www.budur.it). Ce ne parli?

Budur è il nome di una principessa protagonista di un racconto delle Mille e una notte. La giovane si innamora perdutamente di un principe conosciuto casualmente durante la notte per il capriccio di due ginn e intraprende un lungo viaggio, durato cinque anni, pur di ritrovare l’amato di cui non conosce neanche il nome. Per me la principessa sintetizza l’essenza della vita dove si riesce a realizzare tutto, anche ciò che apparentemente sembra impossibile, purché spinti dall’amore e dalla passione. Il parallelismo con la mia storia è immediato: non conoscendo nulla di internet, ma comprendendone l’utilità mediatica per chi come me ama scrivere ma non ha i mezzi per divulgare la propria produzione letteraria, ho imparato a utilizzarlo da autodidatta. Ad oggi sono proprietaria di diversi domini budur, del blog nonna-web racconta… (http://brunilde58.wordpress.com/), di un canale su YouTube (http://www.youtube.com/brunilde58), che mi consente di divulgare le presentazioni dei miei libri e le premiazioni o gli eventi culturali cui sono invitata, oltre alla pagina su facebook.

Nel 2007, non paga, crei un altro sito: Castelli d’Italia – Il magico modo delle pietre (http://www.budur.info). Ci racconti di cosa ti abbia indotto a questa particolare scelta?

Appartengo al genere di persone metodiche che amano collezionare di tutto; ho scelto di collezionare castelli, fortezze, rocche, torri, tutte emergenze architettoniche militari, non attratta dalla guerra, ma dalla cultura ad essi legata, dalla poesia, dalle leggende…
Ho iniziato con le cartoline, i francobolli, poi è arrivata la prima reflex (un’altra delle mie passioni) e le fotografie scattate durante le visite ai castelli, infine ho pensato: – perché non raccontare in modo romanticamente ottocentesco quanto visto? – È nato così Castelli d’Italia ed il premio letterario Castelli, magico mondo… che, purtroppo, ha visto solo tre edizioni. In questi giorni le pagine di Castelli d’Italia si sono arricchite con i racconti dei castelli dell’Alto Adige; vi invito a leggerli: solo così può essere compreso pienamente quanto mi anima.

Ci tieni a precisare che, dal 2009 a oggi, hai rifiutato la logica commerciale di pagare l’editore per pubblicare come autore emergente. (Anche su questo, sono così d’accordo…). Quali altre strade hai percorso, quindi, per condividere i tuoi racconti?

Ho selezionato attentamente i concorsi letterari cui partecipare, devo ringraziare AnonimaScrittori finché ha offerto uno spazio-palestra per gli autori emergenti e, in ultimo, ho curato attentamente Budur offrendo e-book da scaricare gratuitamente dal sito, un esempio per tutti La Poesia Zoppa scritto in collaborazione con altri autori emergenti conosciuti proprio sul web.

A febbraio del 2012 hai pubblicato la raccolta di racconti “Il rumore del mondo” (Editrice MonteCovello). Ce ne parli?

Non posso permettermi di vivere di rendita e, dovendo lavorare, riesco ad avere la concentrazione e il tempo necessario solo per scrivere racconti; se uniamo anche l’esigenza di partecipare ai premi letterari è presto spiegato come è nata questa raccolta. Narro le donne perché sono donna, spesso attingo dall’esperienza quotidiana e/o da episodi autobiografici, ma quanto scrivo ha un’ampia valenza e applicabilità.
Il rumore del mondo è nato casualmente come conseguenza della propaganda aggressiva della neonata Editrice MonteCovello; anche in questa occasione ho dovuto accettare compromessi, ma sono riconoscente verso la casa editrice perché mi ha offerto un’opportunità. Certo Il rumore del mondo ha sofferto della mancata pubblicità procurata dalle presentazioni al pubblico che non ho potuto effettuare per questioni legate al mio stato di salute. Inoltre, va considerato anche l’annoso problema legato alla distribuzione del prodotto libro, sebbene la MonteCovello abbia un’ottima presenza nelle web-librerie.

Progetti per il futuro, alla luce dei fatti? Consigli, suggerimenti…

Beh, che dire… mi aspetto, considerando la non più verde età, di poter finalmente raccogliere i frutti invece di essere costretta a continuare la semina!
Per ora mi sto impegnando a revisionare il mio primo romanzo ed ho già in mente altre trame che attendono solo di essere stese sulla carta, ehm, volevo dire sul monitor!
Grazie Roxie, grazie Espressione Libri.

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