Delitti nei Musei – Volume II
Di Fabrizio Ago
Pp. 254 – 2012 – Edizione de: Il Mio Libro – ISBN 9788891013354
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Quella di un furto di opere d’arte in un museo non è certamente una novità di questi ultimi anni. Anche letteratura e cinema ci hanno riportato belle, ed a volte affascinanti pagine in tal senso, dalle vicende di Arsenio Lupin, ai film hollywoodiani degli anni ’50 e ’60 e poi giù fino a “Cold Case” ed alle avventure di Ben Stiller. Il museo veniva però sempre rappresentato come un’istituzione austera e distaccata. Un furto vi era possibile, ma certamente non un certo altro tipo di delitto. L’autorità del museo rendeva praticamente impensabile, ad esempio, che vi si commettesse uno stupro o vi si facesse spaccio di droga.
Negli ultimi anni però qualcosa è cambiato. Il museo ha iniziato a svolgere molte altre funzioni oltre a quella originaria. Si è in un certo senso umanizzato ed è entrato a gran forza nel nostro quotidiano e nel nostro immaginario. Quanto più le città si assomigliano o sono diventate invivibili per chi le abita, e per chi le percorre, tanto più il museo, cioè il passato di un luogo, ha assunto centralità nell’immaginario collettivo. In un mondo che crede di aver visto tutto, è rimasto paradossalmente come uno degli ultimi luoghi nei quali si va alla ricerca della meraviglia o del diverso.

Non stupisce più quindi che un museo possa divenire teatro di un delitto, anche efferato come un omicidio od un attentato ispirato da odio razziale, come possono esserlo un albergo, una stazione ferroviaria, una scuola, un mercato generale. Può quindi valere la pena andare ad esaminare quali tipi di crimini vadano oggi compiendosi all’interno di questa, che era, ma che amiamo dire che è tuttora, una prestigiosa istituzione.
Di fronte al dilagare di reportages, palinsesti televisivi con tanto di esibizione di plastici, interviste ad esperti su fatti di cronaca nera, quando però questi investono il museo, sembra che persista ancora qualche tabù a descriverli, a ricercarne le motivazioni. Disponiamo quindi generalmente solo di semplici e stringati trafiletti, che invece varrebbe la pena di sviluppare. E non certo nella convinzione che tutto sia finto, tutto sia fiction.

Gli atti delittuosi riportati nel testo sono tutti assolutamente veri, anche se ovviamente la ricostruzione ne è offerta romanzata. Solo gli eventi più significativi sono desunti da cronache, articoli di giornali o pagine internet. Per il resto le situazioni citate nei vari brani sono frutto di pura fantasia.
Nel Volume I si erano riportati brani riferiti a dodici tipi di delitti commessi in altrettanti musei, dallo stupro, all’incendio doloso, all’intimidazione di tipo camorristico, all’atto vandalico. In questo Volume II si prosegue sulla stessa linea, con ulteriori dodici tipi di delitti, questa volta dall’omicidio, all’attentato di matrice politica, al traffico di droga, al mobbing, ad un atto sessuale (tra persona consenzienti) compiuto all’interno di un museo.

Altri dettagli e recensioni nella pagina web: http://fabrizioago.altervista.org.

 BIOGRAFIA di FABRIZIO AGO

Nato a Torino, nel 1942.
Da alcuni anni vive in Canada, a Toronto.

Già Esperto presso il Ministero Affari Esteri, responsabile del Settore patrimonio Culturale (da lui ideato) della Cooperazione internazionale allo Sviluppo. Programmi di valorizzazione e creazione di distretti culturali, musei e biblioteche, azioni mirate relative al dialogo interculturale, nei paesi del Medio Oriente, Yemen ed Iran, nei Paesi della ex Jugoslavia, nella Repubblica Popolare Cinese, nonché in alcuni paesi Africani e Latino-Americani.

Professore incaricato di “Architetture vernacolari” al Corso per borsisti del Terzo Mondo a Firenze. Corsi di “Museologia e museografia” presso le Università del Cairo e di Skopje. Visiting professor su temi dell’economia della cultura, presso l’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro – Torino) ed altre Università sia in Italia, che all’estero.

Relatore in numerosi Convegni internazionali sempre sulle tematiche del patrimonio culturale e della sua valorizzazione.

Autore di numerose pubblicazioni sul Patrimonio, monografie su specifici Musei, Manuali per la progettazione museale. Di recente, autore di pubblicazioni a carattere maggiormente divulgativo, come: L’idea di Museo nella letteratura contemporanea, o: Delitti nei Musei (due volumi).

Mediatore Unesco-WIPO per le dispute internazionali tra Musei ed Amministrazioni sui temi del patrimonio e della restituzione di opere d’arte illecitamente acquisite. Già membro del Collegio dei Probi viri di ICOM-Italia (Consiglio internazionale dei Musei) e presidente di ICOM-Lazio. Attualmente membro di ICOM-Canada e di ICAMT (Comitato internazionale per l’architettura dei musei).

Maggiori informazioni sull’attività professionale nel sito: http://fabrizioprof.altervista.org
Maggiori informazioni sulle sue recenti pubblicazioni nel sito: http://fabrizioago.altrevista.org

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