IL FARO VERDE
storie di adolescenze e dintorni

Autore Pietro Loi ( alias: Leo Tiperi)
Genere Romanzo Psicologico: introspettivo – autobiografico
Periodo in cui é stato scritto 2011
Periodo in cui é stato ambientato anni cinquanta/sessanta

L’intreccio dell’opera si riduce a tre o quattro ore della vita del protagonista -autore – narratore : una lunga passeggiata nel porto della sua città e le sue riflessioni sulla coscienza, il tempo e la memoria. Durante la passeggiata sul lungomare del porto Sandro si rende conto che qualcosa che aveva scandito la sua adolescenza non esisteva più: il faro verde. Immediatamente Sandro, ormai sessantenne, rivive gli avvenimenti e rivede i personaggi che l’avevano accompagnato nel suo sviluppo adolescenziale, attraverso il flusso di ricordi legati a quell’oggetto. Un flusso di coscienza gli fa ripercorrere le varie tappe dei suoi primi vent’anni. I fatti e i personaggi si ripresentano in maniera nitida, ma non sempre cronologicamente ordinata e lineare. Riappaiono i luoghi e le persone con cui aveva condiviso la sua crescita in quella tenera età. Rivede le amicizie fondamentali e le figure parentali, principalmente quella materna, che avevano caratterizzato e determinato le fasi fondamentali della sua adolescenza. Il suo percorso interiore scandaglia la sua coscienza alla ricerca del passaggio dall’infanzia alla adolescenza prima e la sua evoluzione verso i suoi vent’anni poi. La sua più che una ricerca del vissuto si rivela una riscoperta involontaria di quella prima tappa basilare dell’individuo, riaccendendo i fari con una nuova luce su avvenimenti e persone che erano stati conservati nella sua memoria. Un nuovo focus determina il percorso delle sue esperienze e un diverso chiarore illumina i personaggi e le storie attraverso quelle luci filtrate dalla coscienza. I personaggi che ruotano intorno alla sua adolescenza e i fatti raccontati rivelano e dipingono anche uno sfondo di una parte di quella società degli anni sessanta che stava per essere sconquassata da quegli avvenimenti socio-politici e culturali, di cui ancora si parla e si discute. Il suo percorso di vita passa indenne attraverso un decennio che avrebbe bruciato poi una parte della gioventù di quell’epoca. I personaggi che partecipano al racconto della sua esistenza da adolescente vivono e crescono in un ambiente umile ma dignitoso, costituito da lavoratori onesti e integri ma in gran parte rassegnati a condurre un’esistenza rutinaria fatta di piccole cose quotidiane. Sandro e parte dei suoi amici, la cosiddetta banda del faro verde, non ci stanno a quello status quo e cercano di sfruttare le vie, principalmente quella dell’istruzione, per riscattare le proprie vite ed uscire da quell’ambiente che, seppur pulito e onesto, é sostanzialmente rinunciatario. La figura materna riappare in maniera imponente e preponderante. Il protagonismo della madre nel suo sviluppo si riconferma determinante per la sua crescita. Il flusso di coscienza si interrompe con il suo rientro a casa, dove vive con la moglie e i suoi due figli, e il racconto termina ai suoi vent’anni, con la partenza per il Servizio Militare, spartiacque tra la fine di un’età, l’adolescenza, e l’inizio della sua gioventù.

Lo stile narrativo è quello tipico del romanzo psicologico: attraverso il flusso di coscienza il narratore-protagonista segue i pensieri di Sandro senza un ordine preciso cronologico. Il monologo interiore del personaggio principale si sviluppa attraverso la diegesi del racconto. La storia di persone e avvenimenti della sua adolescenza sono interrotti dai momenti meta diegetici del tempo della narrazione, in cui l’autore – narratore- protagonista disserta sulla categoria del tempo esistenziale, interno ed esterno, sulla coscienza e sulla psiche umana. Il linguaggio é fondamentalmente colloquiale, quasi parlato, ad eccezione di qualche ricercatezza lessicale. La tecnica narrativa si avvale dell’uso di figure narrative tipiche del romanzo psicologico. All’interno del tempo della narrazione s’inseriscono analessi e prolessi che permettono il dispiegarsi della diegesi del racconto per narrare i primi vent’anni di vita del protagonista. Il narratore segue sempre lo stesso personaggio principale in quanto egli stesso è il protagonista della storia. La sua funzione nella diegesi del racconto diventa perciò anche auto diegetica.

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Biografia breve di Pietro Loi

Pietro LoiDocente di lingua e civiltà spagnola in istituti di insegnamento superiore in Italia e docente di lingua e civiltà Italiana presso l’Università di Salamanca (Spagna).
Nel corso dei trent’anni d’insegnamento, 23 in Italia in scuole superiori e 7 in Spagna, presso l’università di Salamanca, dove ha insegnato Italiano come Lingua straniera e la sua cultura, ha frequentato numerosissimi corsi di aggiornamento sulla didattica delle lingue e ha acquisito il titolo di Formatore di docenti per quanto riguarda la didattica della lingua spagnola. Si é occupato della alternanza scuola-lavoro. Ha fondato e diretto una associazione culturale. Si é dedicato agli studi di italianistica e ha pubblicato vari articoli e studi sulla didattica delle lingue e sulla lingua italiana e la sua cultura in riviste specialistiche e in atti di convegni.

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