Ciao, ti ringrazio per aver scelto Espressione Libri per raccontare la brutta esperienza editoriale che hai vissuto, dandoci così modo di denunciare e mettere in guardia circa questo malcostume che sta prendendo piede nel settore e contro il quale sarebbe opportuno combattere! (Stiamo parlando delle proposte contrattuali con richiesta di contributo all’autore).

Innanzitutto, ci vuoi dire cosa significa per te, la scrittura?
Per me la scrittura è condividere la mia anima e i miei pensieri sperando di far arrivare al lettore ciò che sono attraverso i racconti che scrivo. Fin da piccola sono sempre stata una persona piuttosto taciturna e introversa ho sempre avuto la tendenza a tenermi tutto dentro, in età adolescenziale ho sviluppato l’amore per la scrittura riuscendo così a trovare un modo di esprimermi, purtroppo nella vita ho affrontato molte situazioni spiacevoli già dall’infanzia e lo scrivere per me è un po’ il mio rifugio, il poter dar vita al “mio mondo” dove posso decidere il destino dei protagonisti, cosa che nella vita reale non si può fare, mi fa stare bene.

Quando hai pensato che fosse giunto il momento per provare a pubblicare?
A dire il vero non ci ho mai pensato però un giorno mentre parlavo con un amica le ho confidato il mio amore per la scrittura e lei mi ha suggerito di provare a pubblicare,  è stata lì che mi è entrata la pulce nell’orecchio.

Come sei arrivata ad inviare il tuo manoscritto all’editore del quale siamo qui a parlare e spiegheremo fra un po’, per quale motivo?
Credo (purtroppo) come fanno la maggior parte degli scrittori senza esperienza e conoscenze nel campo dell’editoria, alle prese con l’idea di voler pubblicare il loro primo libro, ho acceso il portatile ed ho fatto delle ricerche su internet, inizialmente ho trovato degli articoli che dicevano che il solo avere il manoscritto salvato su un documento word con la data di creazione messa automaticamente dal pc bastava come tutela dei diritti d’autore e che ai tempi nostri non era più indispensabile pagare per far riconoscere come proprio un manoscritto come si faceva quando gli scrittori ancora scrivevano con la macchina da scrivere oppure a mano, così incoraggiata da questa cosa ho cercato gli indirizzi mail delle case editrici per inviare il mio manoscritto, ne ho trovate più o meno una decina e l’ho inviato a tutte quasi convinta che nessuna mi ricontattasse, invece, con mia grande sorpresa (e per mia sfortuna) mi hanno ricontattato tutte con le loro proposte editoriali ed io naturalmente ho accettato quella che mi sembrava più vantaggiosa.

Quale tipo di proposta contrattuale, quindi, ti è stata fatta?
La maggior parte delle proposte erano tutte uguali, mi chiedevano cifre che andavano dai 2000 ai 3000 euro per stampare circa 200 copie delle quali 100 le avrei dovute comprare io, loro oltre la stampa e l’assegnazione del codice ibsn non offrivano praticamente niente,  quindi, non ci ho messo molto a scartarle ma,  tra queste, c’era un editore con una proposta contrattuale incredibile il quale prometteva distribuzione e promozione come se il mio libro fosse stato scritto da un autrice famosa.

Distribuzione e promozione del romanzo… cosa ti prometteva, il contratto che ti è stato proposto?
Per la cifra di 2000 euro mi offrivano una stampa di 800 copie, pubblicità a livello nazionale tramite tutti i canali tradizionali come possono essere riviste, recensioni o quotidiani e alternativi come blog, siti ecc… la distribuzione sempre a livello nazionale tramite il loro distributore attraverso le mille librerie che collaborano con loro, un servizio di consulenza pre e post stampa, supporto per sviluppare una strategia pubblicitaria da definire insieme come la partecipazione a fiere ed eventi letterari e naturalmente durante la fase di sviluppo un servizio di editing e collaborazione con il grafico per decidere la copertina del libro.  E non è tutto…  dopo la vendita di 500 copie mi avrebbero ridato l’intera somma che gli avevo versato, compresa del mio royalty.

Cosa è stato, soprattutto, a convincerti che fosse una vantaggiosa offerta?
Quando ho letto tutte queste cose inizialmente sono stata presa dall’euforia ma,  subito dopo, ho avuto dei sospetti. Mi sembrava che offrissero veramente troppo e mi sembrava strano che la loro proposta fosse così ricca e diversa dalle altre così sono andata su un famoso social network sperando che avessero una loro pagina sul quale indagare un po’ e (sfortunatamente) l’avevano.  La pagina in questione era ricca di post con recensioni, interviste su riviste, quotidiani e addirittura TV locali, partecipazione a fiere e in pratica tutto quello che loro mi avevano accennato riguardo alla distribuzione. Ho pensato: “cavolo questi qui allora parlano sul serio! Pubblicizzano veramente i loro autori come promesso, con una tale pubblicità e diffusione in tutta Italia e con due anni di contratto allora posso sperare di riuscire a vendere 500 copie”.  Quella è stata la cosa che mi ha convinta,  inoltre non l’avevano detto solo a parole, era  tutto scritto nero su bianco e firmato.
Solo in seguito ho scoperto che quei post non erano frutto del loro lavoro ma degli autori stessi che gli inviavano il materiale.  L’editore si limitava a condividere nella sua pagina, e sottolineo nella sua pagina,   non condivideva  nemmeno in altri gruppi o pagine dedicate alla lettura.

Al momento dell’uscita del tuo libro, da chi sei stata contattata e cosa ti è stato chiesto di fare?
Sono stata contattata dall’ufficio stampa del loro distributore che mi ha assegnato un referente, come da contratto per il servizio di consulenza post stampa, questo consulente mi ha scritto che era fondamentale che io non me ne restassi seduta sul divano senza far niente e di contattare, al più presto,  l’assessore alla cultura del mio comune ed informarlo dell’uscita del libro proponendogli di acquistare delle copie per la biblioteca, scuole ecc… Mi ha detto anche di stampare dei volantini da affiggere nei bar, panetterie e tutti quei luoghi più frequentati, di condividere l’evento tramite i social network, di proporre alle librerie del mio paese il mio libro, e indirizzare tutti i parenti e amici in un’unica libreria in modo che il libraio a forza di sentirsi chiedere sempre lo stesso titolo decidesse di esporlo in vetrina.  Io ho eseguito alla lettera tutto questo.

Bene. E quando hai messo in atto ciò che ti era stato espressamente richiesto… che cosa è accaduto?
E’ accaduto che gli amici non riuscivano a reperire il libro, i librai purtroppo sono spesso troppo pigri e per una copia non si prendono il disturbo di inoltrare un ordine così rispondevano che non sapevano dove reperirlo. Le librerie on line danno tempi di attesa di 4 settimane scoraggiando una persona interessata,  perché diciamocelo chiaro un amico o un parente lo può anche fare di sbattersi per cercare di averlo,  ma un possibile acquirente che ha magari letto una recensione su un blog o sito appena si rende conto che per averlo deve perdere del tempo lascia stare.

Dopo un paio di mesi, senza i risultati che avresti dovuto ottenere su suggerimento dell’editore, come ti sei sentita?
Il primo mese ho provato a consolarmi dicendomi che magari era perché il libro era appena entrato in stampa e che dovevo dar tempo al distributore di distribuirlo e pubblicizzarlo, al secondo mese dopo che avevo contattato mille blog e siti in cerca di interviste e recensioni mi sono naturalmente demoralizzata, in più mi sono anche chiesta se il mio libro fosse veramente valido dato che dal momento in cui ho firmato il contratto mi è capitato di conoscere molti scrittori esordienti e mi sono resa conto che queste case editrici in pratica pubblicano tutto e tutti.  Ti viene spontaneo farti delle domande. Sono davvero capace a scrivere? Se lo avessi mandato ad una casa editrice free (che solo in seguito ho scoperto la loro esistenza) lo avrebbero pubblicato? Insomma ti fanno sentire come uno scrittore fallito ancor prima di averci provato veramente.

E cosa hai fatto? Hai provato a contattare l’editore e a chiedere spiegazioni?
Ho contattato il mio referente e gli ho spiegato le varie  difficoltà nel reperire il libro,  gli ho chiesto se poteva darmi una lista di librerie che avessero fisicamente il libro in modo tale da comunicarlo alle persone  interessate.  Mi ha risposto così: ho una lista di 600 librerie che hanno il tuo libro dovresti dirmi tu la città che ti interessa, così rincuorata da questa fantomatica lista di 600 librerie gli ho detto 6 città che mi interessavano, lui tempestivamente mi ha dato il nome di una decina di librerie alcune anche prestigiose che io ho immediatamente comunicato,  peccato che  queste mi abbiano detto che nessuna delle librerie da me indicate aveva realmente il libro e che solo alcune si erano offerte di ordinarlo. A quel punto mi sono proprio arrabbiata,  mi sono sentita presa in giro ed ho iniziato a chiedermi se realmente il libro fosse stato stampato e distribuito secondo le modalità del contratto,  oppure se loro stampassero una copia alla volta per gli amici e parenti che lo ordinavano.  Così,  ho contattato nuovamente il referente esponendogli i miei dubbi sul loro adempimento  alle clausole contrattuali riguardanti la distribuzione e la promozione.  Gli ho chiesto di inviarmi la lista di tutte le librerie in cui il libro era stato diffuso e che non mi importava se fosse una lista di 600, 1000, o 10.000 librerie,  io volevo quella lista e inoltre volevo anche i link, e tutto il materiale dove il libro era stato promosso.   Avevo bisogno di verificare che svolgessero realmente il loro lavoro. Lui  mi rispose che io non dovevo star seduta sul divano a promuoverlo e che avere il libro fisicamente in mille librerie non valeva nulla se le persone non lo conoscevano.  Scusate, ma forse sono io stupida e non ci arrivo?  Però secondo me avere un libro esposto sugli scaffali di una libreria è sempre meglio che avere un libro esposto in nessuna parte del mondo, perché è vero che ci sono i lettori occasionali che si affidano ai tormentoni estivi o natalizi pubblicizzati in TV,  però, ci sono anche i lettori che comprano un libro solo perché amano leggere, e che,  senza un’idea precisa,  si recano in libreria guardare tra gli scaffali,  osservano le copertine, leggono la trama in cerca di quello che per qualche sera diventerà il loro amico da tenere sul comodino. Dopo quell’ultima mail mi arrivò una mail dell’editore che mi diceva di non cercarli più se non in casi eccezionali, quando proprio non ne potevo fare a meno, e di farlo tramite raccomandata. A seguito di questa mail  ne arrivò una anche da parte del referente che mi comunicava che l’editore gli aveva vietato di rispondere alle mie richieste,  sottraendosi così dalla clausola contrattuale che li obbliga a offrirmi un servizio post stampa.

So che hai discusso di quanto ti stava accadendo con un tuo collega autore, entrato a fare parte della scuderia del tuo editore. Puoi raccontarci cosa gli è accaduto, stranamente, poco tempo dopo?
Dato che siamo sulla stessa barca mi sono sentita di confidare a qualcuno quanto mi era successo e una persona che stava vivendo il mio stesso problema sembrava essere il più adatto.  Così, per far prima, gli ho inoltrato lo scambio di mail tra me e il distributore.  Purtroppo, per colpa mia,  ho inviato la risposta che avevo scritto sia al mio amico/autore, sia al referente.  L’editore ha mandato subito una mail a questo ragazzo comunicandogli che si avvaleva dell’art8 del contratto che ti cito testualmente: Estinzione anticipata, qualora l’editore comunichi che, per difficoltà di smercio dell’opera al prezzo fissato o comunque per difficoltà di ordine commerciale, intenda ritirare l’opera dal commercio o cederla in omaggio a prezzi ridotti, l’autore potrà acquistarla al prezzo calcolato su quello ricavato dalla vendita sottoprezzo o ad uso di macero. In questo caso il presente contratto di edizione si intenderà estinto. L’estinzione del contratto non da diritto a nessun indennizzo o compenso.

Hai per caso pensato o valutato di rivolgerti ad un legale? E se sì, che cosa ti è stato suggerito di fare?

Si ci ho pensato mi sono rivolta anche alla guardia di finanza e ad altri editori che ho conosciuto in questi mesi per un consiglio ed in pratica mi è stato suggerito di lasciar perdere perché l’unico modo che ho per far si che loro rispettino il contratto è affidarmi ad un legale ma le spese sarebbero così alte e non necessariamente fruttuose che non ne vale davvero la pena, inoltre con quella clausola a cui avevo dato poco peso loro in qualsiasi momento possono dire che non riescono a vendere il libro ed estinguere il contratto, quindi, anche se riuscissi a farli adempiere ai propri obblighi magari quando arrivano alla 499esima copia venduta possono avvalersi della clausola in questione e recedere dal contratto.

Alla luce dei fatti… che cosa ti senti di suggerire a chi decide di investire del denaro a un editore, per tentare di realizzare un grande sogno?
Di non farlo assolutamente questi editori vanno avanti con i soldi degli autori e di vendere i libri alla fine gli interessa poco, soprattutto in un contratto come il mio.  L’unica cosa che riescono a farti ottenere è la sfiducia nella tua opera.  La domanda:  ma il mio libro è veramente valido? non riuscirà a togliertela nessuno dalla testa.  Nei social network ci sono tanti gruppi dedicati agli autori emergenti e li si possono incontrare molti editori free che amano il loro lavoro, adottando ogni mezzo che hanno per promuovere i loro libri e facendo sentire i loro autori come parte di una famiglia.  A breve uscirà il mio secondo libro e,  anche se io ormai lo sento come il primo, dato che il primo lo sento come perso, però  in uno di  questi gruppi ho conosciuto un editore free che adoro nel vero senso della parola. Lui   fa sentire gli autori come amici usando toni anche informali e amichevoli al contrario dell’altro editore che ogni mail, anche per le comunicazioni più stupide del tipo dimmi a chi vuoi dedicare il libro,  usava sempre toni molti ingessati e blasonati.

Credi ancora che sia la soluzione migliore, pagare un qualsiasi contributo all’editore per pubblicare un libro?
No, anzi, sono convinta proprio del contrario perché se loro possono anche guadagnare 2000 euro facendoti firmare un pezzo di carta, che se vuoi fargli rispettare devi spenderne ancora di più in avvocati,  per quale motivo dovrebbero sbattersi a lavorare? Credo sia questa la domanda sul quale riflettere.

Grazie per essere stata con noi, a raccontarci questa esperienza deludente e soprattutto, per aver denunciato una delle tante brutte avventure in cui si rischia di incorrere, quando ci si lascia trasportare dal desiderio di diventare scrittori.
Un buon editore dovrebbe essere in grado di vendere sogni e non di calpestarli…
In bocca al lupo!
Roxie

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