Fuoco Che Danza – Pi’ta Naku Owaci” –

“Fuoco Che Danza” nasce nella sua prima concezione nel 1996, dopo un viaggio negli Stati Uniti che mi ha dato la possibilità di vivere l’esperienza di conoscere i Nativi molto da vicino ed inte-grando così quelle che erano semplicemente conoscenze acquisite dai libri, in particolare da “Sep-pellite il mio cuore a Wounded Knee” di Dee Brown, impietosissima e obiettiva cronaca storica di quanto è stato perpetrato ai danni del Popolo del Grande Spirito.

Era quindi una sorta di “diario” in cui risiedevano le mie emozioni e le mie sensazioni trasposte su un personaggio in cui vive senza riserve l’indomito spirito dei Nativi.
Il titolo già rappresenta il rapporto perfetto che essi hanno con la Natura. Il protagonista, Shawnee Lee, tutto è tranne un carattere accondiscendente e, anzi, annulla ogni stereotipo di personaggio per-fetto.

E’ in realtà il contrasto tra essere e apparire, tra materialità e spiritualità; è un uomo che non esita a ricercare le proprie origini, le proprie radici e, con esse, le risposte di cui ha bisogno, riuscendo a non perdere mai di vista la propria provenienza per poter quindi affermare con forza ciò che è.
La conoscenza di sé e del suo mondo è infatti un elemento imprescindibile che fa parte di lui, carat-terizzandolo in ogni istante.

E’ anche per questo, per sottolineare quanto il protagonista senta forte il senso di appartenenza alla sua gente, che ci sono alcune piccole frasi in lingua Lakota, le cui traduzioni, al pari della grafica di copertina, sono opera di Stefano Bruni.

Dalla quarta di copertina:
“Non sempre le scelte di vita si dimostrano facili. Per Shawnee Lee Jackson,
giovane avvocato Sioux, lo sono ancor meno anche a causa del suo carattere poco
accondiscendente. Davanti alla prospettiva di una sfavillante carriera in
cambio di un compromesso, Shawnee decide di prendere tempo. Seguendo l’antica
tradizione della ricerca della “visione” e con l’aiuto del padre intraprenderà
un difficile cammino, troverà le risposte che cercava per decidere in piena
serenità d’animo quale via percorrere.”

link per l’acquisto http://www.ibs.it/code/9788867330171/funari-anna-m/fuoco-che-danza-pi-ta.html

Interviste e recensioni:

http://scrittura-mania.it/2012/05/16/intervista-ad-anna-maria-funari-autrice-
di-fuoco-che-danza/
http://animadicarta.blogspot.it/2012/06/fuoco-che-danza-faccia-faccia-con-il.
html
http://it.calameo.com/read/0012129789f1c2ffa25b6 (a pag. 20 una recensione)

 

Biografia Mi chiamo Anna Maria Funari, sono nata a Piacenza, il 10 maggio 1961, di origini marchigiane e romana di adozione, sono sposata e vivo a Cerveteri, un piccolo centro distante una cinquantina di chilometri da Roma. Sono diplomata in Ragioneria anche se i numeri non sono decisamente il mio mondo.

Ho cominciato a scrivere piccoli racconti nel 1985 e a partecipare ai concorsi letterari, cogliendo qualche primo, timido riscontro nel 1997 quando il racconto “Una notte per capire” viene premiato al Concorso Nazionale di Narrativa “Spazio Donna”.
Sono seguiti altri concorsi i cui risultati sono stati decisamente soddisfacenti.
Dal 1987 lavoro per quello che è l’attuale Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali occupandomi, tra le altre cose, anche di attività culturali.
Per un breve periodo ha collaborato con “L’Ortica”, periodico del litorale nord di Roma e con il periodico online “Roma Capitale Magazine”; al momento collaboro con le riviste “Il Gusto Italiano” e “Rivista MonteCovello”.
Un’esperienza fatta nel 1996, durante un viaggio negli Stati Uniti durante il quale ho la fortuna di vivere da vicino il mondo un po’ magico dei Nativi d’America, mi ha consentito di approfondire la conoscenza delle tradizioni e della cultura di questo popolo, acquisita leggendo testi relativi alla loro storia e le biografie di alcuni grandi Capi.
Nel 2010 ho pubblicato “L’isola dei graziati” – Linee Infinite Edizioni; concepito nella sua trama grezza nel 1998, ha trovato il suo primo riscontro nel 2003, risultando segnalato al concorso “Jacques Prevert”, mentre nel 2008 ha visto la stesura definitiva.
Nel 2012 ho invece pubblicato “Fuoco Che Danza – Pi’ta Naku Owaci” con la Società Editrice MonteCovello; è il primo libro di una trilogia dedicata ai Nativi d’America, doveroso e sentito omaggio ad un Popolo il cui fascino non è assolutamente in declino.
Sempre nel 2012, il mio racconto “L’ultimo ostacolo” è stato selezionato ed inserito nella raccolta “Donne Speciali – storie ordinarie di persone straordinarie” pubblicato dalla stessa Montecovello, mentre il racconto “Una notte per capire” è risultato tra i vincitori del concorso indetto da OperaUno e pubblicato in un’antologia disponibile online.

 

 

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