Benvenuta Rosa nel Blog Espressioni Libri.
Chi è Rosa Santoro?
‘Mi definisco NESS-uno perché definirsi qualc-uno è un peccato letterario. Il mio motto è: Non amo descrivermi. Mi schifo dentro.

Com’è cominciato il tuo percorso verso la scrittura poetica?
‘Non è mai iniziato, deve ancora incominciare. Questo è quello che penso; cioè mi spiego, se pensiamo all’inizio, siamo già perdenti. Bisognerebbe pensare solo a essere se stessi, perché il resto va da sé. Scrivere è un’esperienza spirituale, liberazione di tentazione, dolore e sofferenza. Scrivere è non guardarsi dietro ma progredire in avanti. Non è altro che un viaggio verso un altro viaggio, che considero ‘infinito o senza fermate’ e dove non è consentito il sogno perché sognare, è una sofferenza che pur vivendo non lo ascoltiamo, non la vediamo ma vive soprattutto nei soggetti addossati di dolore come mattoni su mattoni mai frantumati. Non puoi far nulla, né dir di smettere o tacere, parlerà sola anche senza disturbare. È un continuo star male, che ti nasce, si distrugge e ti tormenta.

Dalla sinossi della tua raccolta si legge ‘…la mia anima è un continuo lamento; come vivi questa condizione di ‘protesta’ perenne?
‘Vivo di enormi sacrifici d’anima, che mi consumano, che mi disturbano il sonno anche la notte, che mi avvisano prima di un accadere attraverso i colori accesi dei prati o i suoni intensi. È strano ma vivo come se morire e toccare oltre quel fondo che è la vita.

Potresti esporci la tua concezione di ‘animo come ispirazione sola, senza tempo’?
‘Non amo espormi, né starei male. E quando capita che qualcuno lo fa, non vivo per giorni, mi sento in bilico con l’anima.

Per la composizione delle liriche, ti sei ispirata a momenti che fanno parte del tuo vissuto reale?
‘Soltanto metà essendo un anima ‘sensibile e sofferente’.

Ho letto che hai da poco concluso un romanzo, puoi darci qualche anticipazione riguardo la trama e il titolo?
‘Scartare i regali prima di Natale o far nascere un figlio prematuro non è consono. Preferisco aspettare il momento giusto per farne una sorpresa a chi gradisce. Non sarà il solito ma qualcosa un po’ diverso, preso come esperienza nuova.

Preferisci scrivere in prosa o in versi?
‘Come capita. Lascio andare l’ispirazione sola e libera.

Qual è il messaggio preponderante della tua raccolta?
Non c’è un messaggio ma una liberazione dell’anima che è la ‘sofferenza’.

Se dovessi scegliere una lirica della tua silloge, quale ci leggeresti?
Sceglierei non una lirica ma me stessa che all’improvviso, dedica: La mia solitudine.

A volte, è come se morissi… forse, di solitudine.
E’ come se, il vento, ha scelto

di sbattere forte nella mia vita.
Perché, la solitudine?
Mi sento sempre morire, in un tormento,

cadere giù, come mattonelle di una cucina.

Mi chiedo: perché esisto? Per far felice, chi?

Non vivo.

A chi consiglieresti la tua opera e perché?
‘Certamente un pubblico adulto che capisca i valori quasi scomparsi nella generazione futura e che tra l’altro apprezzi anche il buon costume di scrivere.

Ringrazio Espressione Libri per l’ospitalità letteraria. Con stima, Rosa Santoro.

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