Benvenuto Alfredo nel blog Espressione Libri .
Raccontaci un po’ di te, chi è Alfredo Betocchi nella vita?
Prima di tutto è doveroso che ringrazi il Blog che mi ospita e le squisite persone che lo gestiscono e che mi hanno dato la possibilità di parlare del mio racconto.
Alfredo è un signore già in pensione che vive a Firenze ed è simpatico, dotato di autoironia e cordiale.
E’ sposato e con un figlio grande che fa il Paleontologo. Si interessa di Storia, ama suonare il piano, gli piace disegnare e studiare le bandiere antiche e moderne, si diletta nel celebrare matrimoni nella Sala Rossa di Palazzo Vecchio, legge la fantascienza e la fantasy e soprattutto si dedica a scrivere.

Quando nasce in te la passione per la scrittura?
La passione ce l’ho sempre avuta, sin da giovane. Da studente scrivevo articoli per il giornalino della scuola, poi componevo pezzi appassionati di politica per il foglio che distribuivamo agli studenti, infine con la maturità e l’amore per lo studio delle bandiere, ho pubblicato articoli vessillo logici su periodici del settore.

“L’orologio della torre antica” è il tuo primo romanzo, ci racconti in breve la trama?
Certo. La storia è articolata in capitoli alternati, ambientati in un’epoca storica diversa. Una antica tragedia, occorsa ad una bellissima ragazza mora, alla fine del XIII secolo, la spingerà a trasformarsi, grazie ad una fattucchiera, in una crudele strega con lo scopo di vendicarsi di chi le ha fatto tanto male. Intanto alla fine degli anni ’50 del XX secolo, uno studente, un po’ svogliato, scopre che dentro alla torre con l’orologio che troneggia su una collina del suo paese, c’è un terribile spettro. Da questi due fatti iniziali, si dipanano una serie di avventure che coinvolgeranno altri personaggi in diversi periodi storici. Le Crociate, le guerre napoleoniche ed i primi decenni dell’unità d’Italia. Altre coppie di innamorati saranno travolti dalla furia vendicativa della tremenda strega, fino a che qualcuno non interromperà questo grande Male e rimetterà tutto a posto.

A che cosa ti sei ispirato ? A racconti o leggende particolari?
L’ispirazione mi è nata grazie ad un sogno fatto in una notte di metà luglio del 2010. Il ragazzo sulla torre che incontra lo spettro è stato l’inizio dell’idea, che si è successivamente sviluppata in un racconto così articolato nel tempo e nei luoghi. Ho cercato di creare qualcosa di originale che non assomigliasse a niente che fosse già stato pensato. I lettori giudicheranno se ho raggiunto l’obiettivo.

Nel tuo romanzo, vi sono tematiche, come ad esempio quella della stregoneria, le consideri “reali”?
La magia e la stregoneria sono argomenti affascinanti per l’orizzonte della fantasia che possono allargare.
Ho comprato dei libri di incantesimi e svariati libri che parlavano di streghe per documentarmi bene.
Ogni incantesimo descritto è realmente ripetibile, ovviamente per chi ci crede. Ho studiato il comportamento delle streghe, ma ho visto che non è dissimile da quello di tutte le altre donne.

Parlaci della fanciulla che diventa strega per vendicarsi di un grande dolore. Sarebbe giusto, a tuo parere, usare la magia in questo senso?
La fanciulla accetta di diventare una potente strega solo per vendicarsi. Sono sicuro che ogni donna ferita nel suo affetto più caro, se sollecitata, accetterebbe una tale soluzione. Di qui a dire che è giusto ce ne corre.
Al mondo esiste anche il perdono e comportamenti dettati da impulsi di fede, di qualunque fede. Non dimentichiamo che è un racconto di fantasia ed i personaggi esagerano sicuramente i loro comportamenti rispetto a quanto farebbero nella vita reale.

I “cavalieri crociati” e il “gatto nero sornione” che tipo di funzione ricoprono nella storia?
Mi è piaciuto ravvivare il racconto con avvenimenti storici autentici che coinvolgono alcuni personaggi di fantasia del racconto. Battaglie ed assedi faranno la felicità dei miei lettori, altre scene più romantiche o magiche, allieteranno le lettrici. Il gatto nero è il “mio” reale gatto, trasportato nella finzione romanzata. E’ stato l’amore sviscerato che nutro per lui a farlo un protagonista di alcune scene. Purtroppo la povera bestiola è morta realmente nell’agosto di quest’anno, con grande strazio di tutta la famiglia. Sono tuttavia contento di averne fatto un personaggio della storia: esso rimarrà così per sempre nel ricordo dei lettori.

I tuoi numerosi viaggi in che modo hanno influito sulla tua concezione della scrittura?
Nei miei viaggi ho potuto ammirare bellezze di molti paesi e imparare tradizioni e racconti esotici o classici. Tutto ha concorso a creare cultura buona per essere utilizzata nei miei lavori letterari, soprattutto gli articoli che pubblico periodicamente con il bimensile della mia città, con cui collaboro da anni.

Sei un appassionato di storia, e come diceva il saggio Cicerone :” Historia magistra vitae” sei d’accordo con questa locuzione?
Non del tutto. Lo studio della storia delle bandiere del mondo mi ha insegnato che gli uomini sono mossi da passioni più disparate e per esse sopportano sacrifici indicibili. Purtroppo l’Umanità tende a ripetere sempre gli stessi tragici errori, favorendo soluzioni violente e sanguinarie e dimenticando troppo spesso che il dialogo è la migliore via d’uscita per i suoi problemi.

Hai intenzione di scrivere un nuovo romanzo?
Si. Ho cominciato un nuovo romanzo, questa volta molto più lungo, che tratta della vita della fattucchiera che avvia la fanciulla mora all’arte della stregoneria. E’ una figura minore, ma determinante e decisiva nel finale del primo romanzo. La sua biografia, che avrà degli spunti molto originali ed è ovviamente ambientata anch’essa nel XIII secolo, sarà intervallata con un giallo; un misterioso omicidio che avviene dentro il Museo Etrusco di Arezzo. L’impianto è il medesimo del primo libro con ogni capitolo che s’interrompe in un momento culminante della storia, incollando il lettore fino alla fine del libro. Come il primo, ad aiutare il lettore nei salti temporali della trama, ogni capitolo avrà indicato luogo ed anno degli avvenimenti descritti.

A chi consiglieresti “L’orologio della torre antica” e perché ?
Il mio libro è adatto a partire da un’età di 12 anni in su. Quella mi sembra l’età in cui un ragazzo ha sufficienti cognizioni di Storia per inquadrare i fatti narrati. La trama è priva di volgarità o di violenza gratuita e il libro può essere letto serenamente da ogni giovane lettore. Il racconto dona un po’ d’evasione e libera la mente dalle preoccupazioni giornaliere. Consiglio, a chi intendesse acquistarlo, di contattarmi direttamente. Invierò il libro con una bella dedica ed un omaggio di 20 articoli divertenti, romantici e di varia cultura che pubblico per un bimensile fiorentino. Sarò come ricevere un altro libro in regalo.

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