Leggendo codesta  silloge poetica l’autore sembra donare a chi legge, l’impressione non tradita dalla reale oggettività di aver voluto percorrere un’esperienza poetica totale, affidando alla metafora tutta la responsabilità di un viaggio dentro l’anima del mondo, un tuffo nel corpo e nel sangue, passando poi per la testa. Il suo modo di interpretare il suo rapporto con l’universo femminile, è l’esperienza con gli altri, è il male e il bene che nutriamo costantemente ogni giorno. Il lavoro artistico, è una sorta di poesia civile, in cui lo svelarsi dentro ai suoi occhi, degli occhi di lei, comunicano linee d’amore nel mescolarsi del fumo, dello zucchero e della cioccolata, scoprendo avanti a se, gemme di luce più intensa come emerge dalla poesia dal titolo “Conversazione”. Il poeta canta l’amore e la passione, scivolando con maestria dall’adorazione platonica per la donna come si può osservare e valutare dalla poesia “ Sogno”, i cui versi sono emblematici, di un sapiente assaggio prelibato, il cui paniere magico portato a mano dall’autore, serve a  raccogliere le stelle, ovvero i sogni della sua donna, per offrirglieli al suo risveglio, fino a toccare l’aspetto più carnale senza scendere in volgarità ma mantenendosi sui livelli dell’eleganza e raffinatezza. Si tratta di una raccolta poetica intensa, da godersi appieno; uno spaccato di vita personale, ricolmo di entusiasmo, dal bel ritmo, semplice nella struttura metrica, libero nello svolgimento, un costante riferirsi, al sole, alle stelle, alla dolcezza non mielosa ma infinitamente abbondante della donna, dell’amore; l’esperienza amorosa paragonata ad una barca in tempesta con le sue alte e basse maree, la cui riva, il cui approdo, è lo sguardo della sua amata, è la riva nel suo sguardo, nei suoi occhi luccicanti, per gridare finalmente “terra!”. La donna dell’autore, è terra e mare allo stesso tempo e cielo e spazio, è tempo e quiete, è tormento e riposo, è vita, perciò chiede di essere salvato, dal naufragio, dei sentimenti e del tempo che trascorre a cui però l’artista non dedica tormento, pessimismo bensì l’aria immensa che toglie il respiro, il fiato, quell’aria di cui l’aurora si riempirà e all’unisono con la sua anima amante, la sua musa ispiratrice, spazzeranno via le tenebre, rendendo la notte così lontana come il riposo così dolce e sazio di bellezza fino a sgranare aria fresca, soffice, mite, intatta da qualunque vortice d’aria che ruota in senso contrario. (Tiziana Coppola)

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