Per quanto si possa rinnegare un sogno esso tornerà ad impossessarsi, prepotentemente, dello spazio che merita. Questo è quello che è successo a Vincenzo Monfregola durante la stesura della sua ultima silloge “Follia”. La poesia, come i sogni, vive nell’animo del poeta e in esso si insinua come linfa vitale. Il poeta è come l’edera, egli si nutre delle emozioni, le cattura e, come petali di rosa, le lascia ricadere sul foglio bianco. Chi legge può avere la possibilità di rivivere le stesse emozioni, oppure lasciare che si trasformino in altre più sentite. Sì, perché chi legge una poesia la fa sua, la vive per quel che essa gli ha trasmesso. È stato impossibile per Vincenzo Monfregola rinnegare il potente richiamo che la poesia e i suoi versi gli hanno imposto.
“Voci/nell’anima/cantano/melodie di voli/ che scivolano/nell’aria.”
Parole semplici, quelle utilizzate dell’autore, che per alcuni potranno essere considerate soltanto carezze lievi. (Maria Capone)

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