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“Il bacio di vetro”
Adrena (pseudonimo di Maria Capone è nata a Taranto nel 1961 e risiede a Brindisi. Precedenti pubblicazioni: curatrice dell’antologia Briciole di senso, Montedit, Melegnano (Mi), 2005 – La ferroviera, Montedit, Melegnano, (Mi) 2005 – Realfiabe, Montedit, Melegnano (Mi) 2006 – Briciole di Senso 2006, Montedit , Melegnano (Mi, 2007).

BRINDISI – Numerosi i racconti presenti in antologie contemporanee e raccolte: Prove d’autore in terra di Brindisi curata dal Prof. Massimo Guastella, 2007 – Antologia contemporanea 2008, Antitesi, Mentano (Roma, 2008 – Vuoti a rendere, Italgrafica Edizioni, Oria (Br), 2010. Una donna come tante, http://www.ilmiolibro.kataweb.it, 2011. Risulta essere tra i finalisti in numerosi concorsi letterari: Jaques Prevert 2006, romanzo Il bacio di vetro scritto a due mani con l’amico scrittore Oliviero Angelo Fuina. Fonda l’associazione culturale Espressione Libera nel novembre del 2007 (www.espressionelibera.it).
Brindisi – Oggi, vi presentiamo l’intervista realizzata a Maria Capone, una donna in gamba, sempre in movimento, una persona straordinaria, l’autrice del bellissimo libro “Il bacio di vetro”. Conosciamola meglio…

D. Quando ha cominciato a scrivere? Cosa l’ha spinto a farlo?

R. Penso di aver iniziato con il solito diario personale, poi, la mia esigenza è cambiata. Non sono una persona che si accontenta di depositare i propri pensieri destinandoli a rimanere chiusi in un cassetto. Sinceramente, non c’è mai stato un motivo preciso che mi abbia spinto a farlo. Penso che la mia sia stata, e sia, un’esigenza biologica, necessaria e indispensabile quanto respirare.
D. Come giudica il suo stile narrativo?
R. Ho lavorato per nove lunghi anni in un ufficio statale del Ministero delle Finanze, ho avuto a che fare con leggi e decreti , ma, soprattutto, con le interpretazioni. Per questo motivo, forse, amo scrivere in maniera semplice, ma non semplicistica. Penso che sia necessario lasciare il giusto spazio alla riflessione, non all’interpretazione del pensiero; il lettore deve immedesimarsi nella storia, se rimanesse al di fuori di essa non avrà gli stimoli necessari per continuare la lettura.
D. Il luogo più strano in cui ha scritto?
R. Ripensandoci sorrido ancora, è stato nell’ascensore di un ospedale, ovviamente si trattava di pochi appunti. Preferisco comunque scrivere in un luogo aperto, d’estate, o, vicino al camino, d’inverno.
D. Che difficoltà ha incontrato prima di pubblicare i suoi lavori?
R. Le solite, nessuno investe sugli autori emergenti. Ho partecipato a centinaia di concorsi, ho pagato le mie copie, ne ho fatto omaggio ai parenti e mi sono lasciata adulare dai complimenti per qualcosa che, forse, non avevano nemmeno letto.
D. C’è un libro da lei ideato a cui è maggiormente legata? Perché?
R. Tutti gli autori ne hanno uno, è il proprio figlio. Si tratta di “Una donna come tante” una storia introspettiva e autobiografica che si intreccia con la storia di un grande libro di Oriana Fallaci “Lettera ad un bambino mai nato”.
D. Che rapporto ha con la critica?
R. Nel bene e nel male la accetto, guai se non ci fosse.
D. Da bimba qual è il primo libro che ha letto? Può svelarci un classico che ancora non ha letto?
R. I miei genitori non mi compravano libri da leggere, ricordo di aver trovato su una vecchia enciclopedia alcune pagine di racconti per ragazzi e di averle divorate. A scuola, invece,il libro Cuore e Piccole donne. Non ho letto Romeo e Giulietta di Shakespeare, lo farò presto.
D. C’è un libro che porterà sempre con sé? Il titolo di un romanzo che non leggerà mai?
R. Sceglierne soltanto uno è davvero difficile, ma, se proprio devo, porterò con me Aleph di Paulo Coelho.
Non prediligo il genere horror, ma mi hanno insegnato a leggere tutto e non soltanto ciò che piace. Diciamo che ci sono due parole che ho cancellato dal mio vocabolario: mai e sempre.
D. La sua citazione preferita è?
R. Benché abbia passato tutto quello che ho passato, non mi pento dei problemi che mi sono creato, perché mi hanno portato fin dove desideravo arrivare. Porto con me i segni e le cicatrici dei combattimenti: sono le testimonianze di ciò che ho vissuto e le ricompense per quello che ho conquistato. (ovviamente, Paulo Coelho)
D. Cosa la irritava da bambina e cosa la irrita oggi in chi la circonda?
R. Ciò che non sopportavo e continuo a non sopportare è chi si arroga il diritto di elargire consigli non richiesti. Penso che ognuno di noi debba cadere e farsi male se vuole imparare qualcosa. Non serve a niente evitare agli altri di commettere i propri errori. Ognuno di noi ha un preciso cammino da compiere e la vita, per dirla come la grande scrittrice Oriana Fallaci, non è un prato verde dove correre felici e a piedi scalzi.
D. Ha svolto una serie di attività…la sua biografia informa; ma in quale di queste diverse attività ha percepito maggiore verità?
R. L’interesse maggiore rimane per me quello della scrittura, però, dopo aver terminato un libro ho bisogno di ricaricarmi. E’ come se mi svuotassi e avessi bisogno nuovamente di riempire il mio animo. Giardinaggio e pittura sono i giusti mezzi.
D. Essere uno scrittore come lo è lei, svolgendo con serietà e passione le azioni di questa professione, oggi è ancora possibile in una nazione come in Italia? Qual è il rischio che si corre mettendo a nudo i propri pensieri?
R. Difficile, ma non impossibile. Il nomignolo attribuitomi è sempre stato quello di “sessantottista”; i miei pensieri saranno sempre messi a nudo, a prescindere dai rischi. Il rischi maggiori nei quali si può andare incontro sono quelli di essere fraintesi, di essere considerati cinici, di non essere approvati. Ho impiegato una vita, cinquanta lunghi anni, ma ho imparato ad amarmi per quella che sono e non per quello che gli altri si sono aspettati potessi essere.
D. Cosa consiglia agli scrittori esordienti che credono nel loro libro, ma non riescono a trovare un editore che lo pubblichi?
R. Ci sono moltissime case editrici online che fanno un ottimo lavoro. Ci sono siti internet che permettono l’auto pubblicazione e tanti altri che si evolvono con gli e-book . Bisogna capire quanto si creda nel proprio libro e quanto si sia disposti a investire in promozione, pubblicità e distribuzione.
D. Quando ci si espone, in qualunque campo, si è soggetti a critiche. Uno scrittore che è ancora alle prime pubblicazioni quale atteggiamento, a suo parere, deve assumere per non arrendersi?
R. Non penso che ci sia bisogno di assumere degli atteggiamenti particolari. Ognuno di noi, chi più, chi meno, ha degli ostacoli da superare. La scrittura per me è una sfida continua, un volermi mettere alla prova. Bisognerebbe chiedere a loro quanto siano disposti a farlo.
D. Se potesse scegliere, con quale scrittore del passato le piacerebbe collaborare? Per quale motivo?
R. Sicuramente Leopardi, sono troppo romantica.
D. C’è una cosa nella quale crede profondamente? Come mai?
R. Ho notato che le prime pubblicazioni sono quasi sempre autobiografiche, sono convinta che ogni autore abbia l’esigenza di liberarsi di quel groviglio che per troppo tempo sembra essere rimasto sullo stomaco. Dopo questa liberazione si inizia un percorso diverso, ci si lascia trasportare dai personaggi, si vivono vite diverse. A me capita spesso di vederli materializzarsi davanti ai miei occhi,in fondo sono loro i veri protagonisti.
D. Possiamo contare su un nuovo libro per il 2013?
Certamente, sarà un piacere presentarvelo.
Articolo del 26/07/2012 redatto da Ilaria Solazzo alle ore 21:35:04

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