recensione a cura di Maria Capone (Adrena)

Ad ogni persona, nel percorso della propria esistenza, dovrebbe essere concessa una seconda opportunità.

Soltanto alcuni, però, possiedono il dono di riconoscerla e di lottare affinché questa non scivoli nuovamente nel baratro della rassegnazione.

Forse, per meglio dire, potrei affermare che ad ogni persona è concessa ma, mentre taluni sanno riconoscerla e credono con tutte le forze e le energie possibili di poter cambiare i corso degli eventi, tali altri se la lasciano sfuggire ritenendola un ennesimo ed effimero sogno. Nel secondo caso, queste persone, non soltanto non intraprendendo il cammino della speranza e della lotta per il raggiungimento di un obiettivo, ma sopravvivono vegetando in una vita che non gli apparterrà mai.

Greta, la protagonista del libro di Sabrina Grementieri, “Una seconda occasione”, è una giovane donna forte e determinata.

Una donna che se non avesse potuto avere una seconda possibilità, sicuramente, se la sarebbe creata.

E’ lei stessa la seconda possibilità per Ian, l’uomo conosciuto in ospedale che poi frequenterà, e del quale si innamorerà; lo è per Kevin, il figlio di Ian, chiuso nei suoi silenzi; lo è per suo padre che ritroverà finalmente la voglia e la capacità di ricostruire un rapporto migliore con la figlia; lo è per Max che riconoscerà quanto possa essere importante una vera amicizia; lo è per il burbero Hayden, il suocero di Ian, che finalmente riconoscerà il suo cambiamento,e di quanto lui possa essere diventato un buon padre e lo è, infine, per se stessa.
In questo romanzo, gli accadimenti spiacevoli di Greta passano tutti in secondo piano, durante la lettura ci si predispone alla riflessione e alla ricerca della personale seconda possibilità.

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