Un fico e un mandorlo sono i principali protagonisti di questa meravigliosa favola che abbraccia, attraverso le metafore, due temi fondamentali e inscindibili l’uno dall’altro: la diversità e l’amore.
Sì, perché, se è vero che l’amore rende speciale ogni cosa e altrettanto vero che la diversità rende unici.
È una storia d’amore quella di “Ficuccio e Mandorlina” nati in una radura, tra una distesa di ulivi. Così vicini l’un l’altro da permettere ai propri rami di abbracciarsi, alle radici di accarezzarsi e nutrirsi della stessa terra. Due alberi così diversi tra loro… invidiati e scherniti dai possenti ulivi non soltanto per la loro diversità ma anche per la condizione di salute di Mandorlina. Saranno questi i motivi che spingeranno gli ulivi a separare Ficuccio da Mandorlina. Ma, grazie al loro amore, torneranno nuovamente insieme. Dal matrimonio nasceranno frutti dolcissimi, donati come soltanto l’amore sa fare, dai quali si potrà ricavare una prelibata leccornia – il fico maritato.
La morale della favola è di facile lettura: si può accettare la diversità soltanto se c’è amore.
E’ un libro che consiglio vivamente come lettura nelle scuole, andrebbe inserito come testo all’interno dei programmi scolastici dedicati alla diversità.

Tratto dalla post fazione “L’amore vero non conosce ostacoli, va oltre tutti i pregiudizi perché guarda il contenuto e non il contenitore”. (Anna Rita Mellone)

recensione a cura di Maria Capone (Adrena)

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