Voce raccoglie poemi dove si condensano esperienze personali di vita e di amore. Ogni poema trasforma e cristallizza momenti di un’esistenza quotidiana ed unica. Intreccio di parole che scorrono nel tempo e di istanti catturati, la poesia di Voce nasce dal risveglio dell’anima attraverso la purezza e la sobrietà dei versi.

Recensioni

Recensione di Voce di Elisabetta Bagli , a cura di Fernando Val Garijo

Credo di essere uno dei pochi fortunati che ha avuto l’occasione di leggere un libro breve di poesie, Voce, scritto nel 2011 da un’autrice esordiente, Elisabetta Bagli. Dopo una prima lettura, con frequenza, riprendo il libro in mano e ritorno a leggerlo per entrare di nuovo nelle sue pagine di vera poesia, per vivere il tempo catturato dai suoi poemi, con lo scopo di continuare a sentire la voce particolare della sua autrice, la quale parla al lettore con versi liberi, sobri ed essenziali.

Voce si struttura in tre parti: Vita, Amare Sguardi. Ognuna di esse è frutto di un diverso atteggiamento dell’autrice.

Nella prima parte, l’autrice realizza un percorso esistenzialista prendendo in consideranzione alcuni temi chiave del suo universo vitale, che rivelano il radicalismo dell’esperienza poetica (Non scrivere più è morire dentro,/ e tu non puoi). La preoccupazione esistenziale è evidente nel poema Chi sono?, ed ancor di più in Limiti, nel quale l’autrice parte da una confessione essenziale (Sono felice, ma non basta), per poi trovare il modo di trascendere i limiti a lei noti (liberi, rotti, non immortali,/ versi semplici,/ nei quali canto la mia vita). I temi in cui si parla dei momenti critici dell’esistenza personale si succedono in poemi come Bulimia, con la sua atmosfera fatta di angoscia amara, come 8.46, nella quale tratta l’esperienza della maternità, o come Occhi, che è un’evocazione dell’infanzia felice, del bimbo che gioca tranquillamente e piange e dorme, attraverso lo sguardo adulto che si ricrea negli occhi infantili. Questa prima parte del libro si chiude celebrando l’infanzia e la sua peculiare situazione vitale: orientata essenzialmente all’avvenire, però senza averne coscienza (Sei bambina e non sai che/ il vento del futuro spira nei tuoi capelli).

Nella seconda parte, Amare, la voce dell’autrice parla del tema inesauribile dell’amore, esprimendo intense esperienze di diversa natura. Ero bianca riflette l’apertura totale dell’amante innanzi all’amore che inizia, come se il cuore fosse una tabula rasa in ogni nuovo amore. Il tema dell’amore nuovo che trasforma, sorprendendolo, la vita dell’amante è presente anche in Mare nero, poema che enfatizza la visione dell’amore come un dono e come una fonte costante di rinnovamento vitale (Come una bambina avida/ho scartato il mio regalo./Ti scopro ogni giorno). Sebbene l’autrice non abbandoni mai del tutto la prospettiva esistenziale, questa parte del libro mostra una certa influenza romantica, evidente in alcuni temi e accenti: la tormenta come preludio all’amore carnale che trascina l’amante verso un’intensità vitale superiore, che, a sua volta, è fonte di conoscenza e pienezza (L’odore della tormenta); di nuovo la tormenta come metafora del disordine sentimentale per un amore che finisce (Briciole), nonostante la speranza che l’amore sempre alimenta, ristagna alla fine i sentimenti, facendo germogliare una luce serena (Il mio cuore è salvo). Di tono esistenziale, e nel contempo romantico, è la poesia Castelli di sabbia, metafora dell’amore come illusione che, in ogni caso, lascia sempre impronte nella memoria, nonostante le forze contrarie del disamore e dell’oblío (Ma le onde arrivano/puntuali arrivano./Distruggono tutto./I ricordi, no). Nulla esprime la pesantezza e la rabbia che causa l’amore inconsistente e falso, che un giorno l’amante credette grande e vero. Solitudine si sofferma un istante nella solitudine dell’amante dinnanzi all’amato e nella solitudine degli amanti dinnanzi al mondo; l’amore, nonostante continui ad essere vero e corrisposto, non elimina la solitudine essenziale dell’essere umano: in linea di massima, si possono condividere le solitudini e forgiare con esse una nuova solitudine comune che si oppone alla realtà circostante. Questa parte si chiude con Amore e Psiche, nella quale il marmo immobile che evoca il poema riesce a far sentire al lettore che il tempo si è fermato e attraverso di esso si può vedere l’amore come categoria eterna che i miti non smettono di rivelare, sempre che l’arte sia all’altezza della sua missione e la bellezza possa compiere efficacemente la sua funzione (Fuoco vivo nel marmo,/ immobili ardiamo/ negli sguardi ammirati/ del mondo).

Sguardi è l’ultima e la più breve parte del libro. Ed è anche la meno intima. In questa parte l’autrice passeggia i suoi sguardi tranquilli e i suoi ricordi per Santander, questa città del Nord della Spagna, e per Roma, la sua città natale. Il ritorno ai luoghi dell’infanzia aiuta l’autrice a ricordare chi è, mentre cammina, sorride, osserva ed ascolta, in una evocazione che, alla fine, risulta più gentile che nostalgica.

Voce regala al lettore una poesia sobria e pura, fatta di versi brevi ed essenziali, nella quale prevale il sentimento senza che sparisca la musicalità. Una dimostrazione dell’essenzialismo di questi poemi è lo stesso titolo che li raccoglie, la poesia è in essenza Voce, la voce irripetibile di ogni poeta che ha incontrato nei suoi versi l’alveo per trasmettere la sua esperienza del mondo. Ci può essere una poesia senza rima, senza métrica, senza appena forme o immagini, però non senza voce, senza quella voce personale ed unica che suona in ogni poema autentico. E, quando questa voce è pura e senza artifici, è necessario che anche il silenzio formi parte della trama del poema. In molti momenti di Voce, forse i migliori, il silenzio sembra avvolgere ogni verso e sostenerlo dinnanzi al lettore, che può così percepire più chiaramente la voce personale di chi parla. E’ il silenzio che ha permesso all’autrice di contemplare, meditare, desiderare, sentire e distillare il suo messaggio in versi che toccano la mente o il cuore. Qualunque lettore che apra il libro e legga la prima poesia, potrà sentire come da questo silenzio previo che l’autrice, in seguito, ha intessuto con i suoi versi, sgorga una voce che come l’acqua chiara che scaturisce dalla roccia, vuole brillare al sole,/ dissetare il mondo,/ farsi amare da lui. 

Altre recensioni:

Gino Centofante https://www.facebook.com/groups/151885858155843/

Andrea Leonelli http://aleonelli.blogspot.it/2012/02/recensione-voce-elisabetta-bagli.html

Irma Panova Maino http://ilmondodelloscrittore.wordpress.com/recensioni/voce-2/voce/

Biografia

Elisabetta Bagli è nata a Roma nel 1970 e vive a Madrid dal 2002. E’ sposata ed ha due figli. E’ laureata in “Economia e Commercio” all’Università degli Studi di Roma, “La Sapienza”.
Lavora come insegnante di italiano per stranieri presso l’Accademia di lingue, http://www.booklane.es. Inoltre è anche traduttrice dall’italiano allo spagnolo e all’inglese nella stessa Accademia “Booklane edición y aprendizaje”.
Nonostante i suoi studi accademici di formazione economico-giuridica, ha sempre avuto una grande passione per la letteratura, sia per quella classica italiana e straniera che per quella contemporanea e moderna.
La sua esperienza di vita l’ha portata a vivere all’estero, lontano dalla sua terra natale e tale condizione l’ha spinta a riflettere sulla sua condizione di donna e sulle decisioni che le hanno fatto perdere il contatto diretto con il suo mondo di origine. Vive in una realtà aperta a qualsiasi novità della vita senza mai dimenticarsi che “è quel che è perché è stata”.

Espansiva e cordiale con il mondo che la circonda, dopo aver cresciuto i suoi figli fino all’età scolare, ha trovato tempo per poter ascoltare la sua Voce, per alimentare la sua analisi introspettiva, per poter descrivere le sue emozioni, i suoi dubbi, la sua identità che non ha mai perso, sui fogli bianchi di quel quaderno che, come una premonizione, le venne regalato il giorno della sua laurea.
Così, grazie a una sfida con un amico, ha iniziato a scrivere poesie e racconti brevi e a settembre del 2011 ha pubblicato il suo primo libro di poesie in italiano, “Voce”, nel sito web del http://www.ilmiolibro.it per partecipare a un concorso di poesia indetto dallo stesso sito in collaborazione con la Scuola Holden. La presentazione del libro “Voce” è stata fatta a Roma il 12 novembre 2011 con la partecipazione di Nicoletta Oralndi Posti, giornalista della testata nazionale “Libero”. Tra l’aprile e il giugno del 2010 ha partecipato a un concorso indetto dalla Scuola Holden in collaborazione con Müller http://www.blusubianco.it, arrivando a pubblicare nel sito 7 degli 8 racconti inviati, con lo pseudonimo di Eli70.
Ha partecipato a vari concorsi di poesia conseguendo risultati di prestigio. A febbraio 2012 ha partecipato al concorso nazionale di poesie indetto dal blog “Occhio della Dea” con la sua poesia inedita “Piccola Luce”, con la quale è arrivata al terzo posto. Il 21 marzo 2012, nel giorno mondiale della poesia indetto dall’UNESCO, ha visnto il concorso indetto dalla pagina di FB dello Zikukurat International Business https://www.facebook.com/zikkuratinternationalbusiness con la poesia “Amore e Psiche”, presente nel libro “Voce”.
Ha partecipato a un Concorso di biografie per l’antologia “Donne speciali” indetto dalla Società Montecovello giungendo terza.
Ha un suo blog http://elisabettabagli.blogspot.it/ e collabora attivamente scrivendo recensioni e interviste per i blogs http://evolutivepress.jimdo.com/,
http://ilmondodelloscrittore.wordpress.com/, http://passionelettura.it/, http://www.edicionyaprendizaje.com

Forma parte del progetto “Giveight” che è stato un programma di Radio Autori Emergenti ideato da Gaetano Barreca e condotto da Irene in collaborazione con Kaleidoscopia, andato in onda da aprile a maggio 2012. https://www.facebook.com/giveight/info?ref=ts
In seguito ha partecipato come giurata al Concorso internazionale di Poesia-Premio Erica Angelini “Libera espressione” indetto dal Giveight, in collaborazione con Galassia Arte, Radio Autori Emergenti, Kaleidoscopia, Evolutive Press.
Molti sono i progetti in cantiere, tra i quali il suo primo romanzo e un’altra silloge poetica entro la fine del 2012.

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