Ho lavorato per un anno come conduttore presso il Ministero dei Trasporti, da questa personale esperienza nasce “La ferroviera”

Premessa

La preparazione alla lettura di un libro, non è cosa semplice soprattutto quando si tratta del primo libro e non si conosce nessuno a cui lasciare quest’arduo compito. Bisognerebbe svelare endocarpi legnosi, avellani, parti centrali, nuclei, insomma per non farla tragica: i noccioli di lettura. Mi chiedo spesso, se tutto questo sia stato ideato da qualche mente eccelsa per svellere la lettura successiva, o per racchiudere il libro stesso in una specie di riassunto saliente al fine di parlarne con disinvoltura, come se l’avessimo letto. Questo per alcuni “distorto pensiero”, mi porta a leggere la presentazione di qualsiasi libro unicamente alla fine, sia per avvalorare le sensazioni percepite, sia per comprenderne ulteriormente alcuni passaggi. Se fate parte di quella specie umana che, come me, dopo aver sbucciato con premura lo strato vellutato della pesca gradite arrivare con i denti alla materia legnosa, scavando e rosicchiando, avrete, sicuramente, alla fine di questo libro, un quadro completo della protagonista, in caso contrario la presentazione si prospetterà ancora acerba soprattutto nelle brevi liriche colme d’evidenti dissonanze. In entrambi i casi, posso assicurarvi che ne sarò felice in ugual modo. Per quelli invece che proprio non sanno rinunciare alle sintesi, dirò che si tratta di uno squarcio di vita realmente vissuto, di un viaggio intriso di ricordi e d’emozioni per alcuni versi “comandati” da scelte ormonali ed ancora non delineate. La giovane età della protagonista, il suo ancora acerbo avvicinarsi al mondo del lavoro, i periodi e gli episodi politici ancora incomprensibili, la scoperta di sensazioni intense racchiuse nelle brevi e rudimentali poesie, sono il punto fondamentale al quale si uniscono gesti quotidiani, che se per alcuni rimangono insignificanti e consueti, per altri si animano di sensazioni e stati d’animo intensi. Immagini cruente di stragi s’intrecciano all’ossessiva e spasmodica ricerca del “vero” amore, rifiutata e cercata con contraddizione. Con esclusione di due inserimenti, scaturiti successivamente alla lettura della bozza originale, da parte di Francesco Paolo Dellaquila e Piero Saguatti, il resto non sarei mai riuscita ad inventarlo. Adrena

In quarta di copertina la recensione di Massimo Barile

È nello scrivere, nel tirar fuori i ricordi per riconoscersi e nel trarre sollievo dalle parole addensate nella mente che si diventa protagonisti della propria vita: i frammenti si ricompongono, le esperienze vissute come “ferroviera” e le inquietudini di una giovane donna si alternano alle emozioni riscoperte e alla ricerca dell’amore vero, ostinatamente e dannatamente desiderato.

Il grande sogno d’amore diventa il respiro vitale attraverso il quale si possono dimenticare le insidie del tempo sul proprio corpo, per non intricarsi davanti alla propria immagine di “donna come tante” e l’occasione di un diario personale può far cogliere la bellezza interiore di una donna che è padrona della sua vita e mai semplice comparsa in un mondo estraneo.

Per Adrena le parole hanno ancora un profondo significato e le residue zone oscure sono illuminate dalla mappa dei desideri e dalla personale straordinaria avventura che fa ritrovare l’incanto e lo stupore della voglia di vivere: l’umana conoscenza è esplorazione, visione dilatata e tormento.

Fino all’ultimo respiro.

sul web

http://www.brundisium.net/approfondimenti/shownotiziaonline.asp?id=2548

dove acquistare “La ferroviera”

http://www.ibs.it/code/9788883568930/adrena/ferroviera.html

http://www.montedit.it/scheda-libro,10,La%20ferroviera

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