Ho deciso di aprire la mia coscienza come un album di vita del tempo che scorre via, una coscienza che si snoda in ritmi quotidiani tra tempo libero, riflessioni ed occasioni che mi portano a scrivere pensieri. Ma più che pensieri, le mie, sono liriche sciolte, temperate da un modo di essere semplice, calamitato da percezioni che spingono l’animo verso nuovi desideri.
Pur nutrendomi della natura, cerco di comunicare un pensiero, una traslazione libera, mai inquinata. Esplicito e sereno come la trasparenza di un’acqua che disseta il prossimo, amo la teologia dei sentimenti nella carezza della sera, nella rugiada di impulsi che accendono il sole, e nella sensazione di una filologia che mi porta a sognare. E’ qui che il mio canto vibra solenne in una dimensione universale, laddove sensi, salmi, vangeli, preghiere e beatitudine non son altro che molecole che scivolano sulla mia pelle, quella pelle che attraversa multicolori discernimenti e che tocca il cielo attraverso la sinfonia della parola.

 

Vincenzo Monfregola

Biografia dell’autore Vincenzo Monfregola nasce a Napoli nel giugno del 1976 dove tuttora vive  con la propria famiglia. Frequenta l’istituto tecnico conseguendo il diploma     in elettronica nonostante le sue attitudini per le materie umanistiche, infatti per riscattare la voglia di darsi alla letteratura inizia a fecondare attività culturali diventando parte integrante di diverse redazioni giornalistiche e recensioni spesso pubblicate su libri e periodici culturali. Non disdice di partecipare a concorsi letterari, laddove trova riscontro con altrettante incentivazioni e premi classificandosi egregiamente,  ne citiamo alcuni: II^ edizione Premio di letteratura Centro Studi Michelangelo,         Il Molinello di Siena, Premio Megaris di Napoli, Millennium del Cenacolo Vesuviano, Prospektive di Siena, Premio Bufalino di Caserta, V^ edizione del Premio Internazionale “Città Pomigliano d’Arco”,               XV^ edizione del Premio Internazionale di Poesia “Giuseppe Villaroel” dell’Accademia Costantiniana di Palermo. Contemporaneamente riesce a pubblicare alcune sue opere in diverse antologie scolastiche, si cita “Nuove gemme letterarie” di Carello Editore, la sua poesia viene recensita descrivendo i suoi versi brevi, agili, eppure straordinariamente intensi e significativi; sanno cogliere la realtà nel disegno dell’anima. Dedicati all’amicizia, all’amore, alla natura, sono il frutto di una poesia che libera il bisogno vitale, disseta e purifica, dipanando  i suoi fili luminosi lungo i sentieri del cuore.  Non tardi viene eletto anche accademico d’onore della pregiatissima Accademia Costantinopoli di Palermo da mons. Viktor Busà.  Fonda nel 2001 il Centro Laboratorio Poetico per la crescita della cultura, affinché sia sostegno di solidarietà verso chi ne ha veramente bisogno bandendo diverse edizioni del Concorso Letterario Nazionale di Poesia “Napoli 2001”; segue poi la pubblicazione della sua prima raccolta di poesie in “Nel tempo  dei girasoli”, testo discutissimo in alcune testate di periodici culturali, recensori definiscono con titoli entusiastici la sua poesia:        “Una poetica metafisica”, “Sigilli di una poetica trascendentale”,       “Monfregola e i meccanismi dell’anima”, “Sensibilità e impegno sociale nella poesia di V.Monfregola”, “Giovinezza e attualità nella poesia  di Vincenzo Monfregola”.  Continua a lavorare cimentandosi anche in recensioni pubblicate su testi  di autori esordienti e si impegna anche in veste di giurato  in Concorsi letterari di Poesia e Narrativa.  Ad un certo punto però Vincenzo Monfregola si allontana prendendo distanze da tutto ciò che è “scrivere” depone carta e penna; e solo da pochi mesi si rimette in gioco e lo fa partecipando alla IV^ edizione del Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa “Io Racconto” di Firenze dove viene pubblicato nell’antologia con la poesia “Mai papà…” e la lettera “A te, nonna Lina”. Vince la I^ Edizione del miniconcorso “Un libro con Rupe Mutevole” con la poesia “Ricordi sbiaditi di una vita vissuta”, si mette in discussione e punta all’estero presentandosi nella sezione in lingua “Castigliano”, ottiene infatti una Menzione d’onore alla II^ Edizione del “Concurso de poesia Miguel G. Teijeiro” in Spain. Arriva, infine, finalista al Concorso Mario Dell’Arco – XVI Edizione con l’opera “E la chiamano crisi”.

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