Vocali in Apnea

Poesie Erotiche

Evocata la vista – suo malgrado – prima di ogni altro senso, lo sguardo di Oliviero Angelo Fuina si posa ma anche si incastra e indugia e a volte inciampa – esso stesso agente, coprotagonista od obiettivo di camera di ogni evento – su ciascuna parte del corpo abbia l’arditezza di offrirglisi, in un’epifania che insieme meraviglia e conferma: emersione inconscia di elementi la cui evocatività trova di volta in volta un senso di riferimento o impasta i sensi tra loro ma sempre coincide con l’incoccarsi di una freccia che non potrà non essere scoccata. Ogni elemento presente sulla scena (fiato, pelle, pelo, umori) è contemporaneamente se stesso ed elemento pensante, è attore protagonista, vive di vita propria, ha propria volontà e proprie pulsioni. Ciascuno presenza sostitutiva ed ermafrodita, sconfinata variabile timbrica di un’orchestra che non è più maschio o femmina ma piacere. In Oliviero Angelo Fuina la vista sta alla visione come il sonno al sogno. E tanto più ha del sogno, la sua Poesia erotica, in quanto sospesa tra la carnalità più ferale e la sua sublimazione non già nel sentimento come spesso accade in facili autocensure di risulta che indulgono in caramellose svenevolezze, quanto nella ricerca dell’assoluto, della completezza, finanche della morte come chiusura non aggettivabile, come totale perfezione, il bianco esatto in cui dovrebbe trovare la propria conclusione un orgasmo e la vita stessa. (…) Vi sono ricorrenze, nella scrittura di Oliviero Angelo Fuina: oltre ad alcune parole che si intendono particolarmente evocative e care all’autore, vi è per esempio la tendenza a ridurre articoli e congiunzioni, come nel desiderio di veder compiersi un’azione completamente pura, messa a fuoco dentro al condensatore di un ingranditore fotografico, o il frequente ricorso alla sinestesia, elemento necessario alla resa di questo contemporaneo ribollire di percezioni diverse. (…) TRATTO DA UN ARTICOLO DI FRANCA PISTELLATO IN PREFAZIONE AL LIBRO STESSO.

Biografia dell’autore  

“Oliviero Angelo Fuina nasce occasionalmente in quel di Neuchatel (Svizzera) nell’Agosto del 1962 da italianissima famiglia.
Da sempre ristoratore, come da tradizione familiare, trova soddisfazione personale in ciò che la parola può portare in dote comunicativa. Lettore compulsivo fin da bambino, trova quasi subito naturale sfogo emotivo nella scrittura personale, nonostante il frequentare – imposto – di corsi professionali alberghieri e Istituti Tecnici Commerciali.
Solo nel 2005 trova l’incosciente coraggio di proporre le sue composizioni poetiche in siti pubblici virtuali e tutto sommato non ne esce con le ossa rotte.
In quel periodo prova anche a dare parole a racconti brevi che gli si dettano e scopre che quello che desidera raccontare riesce a farlo in maniera abbastanza intelleggibile.
Nel 2007 pubblica una prima silloge poetica tramite “Scrivere.info” che intitola “Poesie in cuffia”, sulla suggestione di brani “immortali” che spaziano dai Pink Floyd, Deep Purple, Dire Straits, fino ai Rolling Stones, Annie Lennox, Chopin, Giovanni Allevi e compagnia variegata.
Oliviero non smette più di scrivere ma fino al 2011 nessuno può accorgersene, quando finalmente (per gli scritti prigionieri) ritrova il già sopra citato coraggio per togliere dai suoi polverosi cassetti le numerose poesie e racconti che negli anni aveva accumulato.
E così nascono le seguenti raccolte poetiche pubblicate in proprio tramite “ilmiolibro.it”:
“Scampoli e Assenze”, “Cieli di carta”, “Vocali in apnea”, “Lido Venere – conchiglie all’anima”, “L’Inedito Odierno”, “Blocco Note” e “Titoli di coda”.
Nello stesso 2011 pubblica anche i suoi racconti brevi, intitolandoli “Corti-Circuito” (racconti brevi dal filo scoperto).
Nell’incoscienza di questo agire catarticamente espulsivo, pubblica anche un improbabile romanzo che ha per protagonista la parola stessa che si fa storia e personaggi in modo autonomo: “C’è Tempo e tempo”, il titolo. Scritto però vent’anni prima, così come una serie di microcosmi paralleli di pensieri a rincorrersi nei tanti significati che hanno avuto in dote, per titolo : “Mah!”.
Prima di tutto questo pubblicare compulsivo, con l’amica e scrittrice Maria Capone aveva scritto un romanzo a due teste e quattro mani su tastiera che in questi ultimi periodi ha trovato modo di ritagliarsi briciole gratificanti di attenzione: “Il bacio di vetro”.
Oliviero Angelo ha appena pubblicato, con La Feltrinelli, un romanzo autobiografico nel quale espone finalmente le tappe di un suo percorso interiore di crescita spirituale nei riflessi maestri delle sue quotidianità, tra cornici di memoria. Romanzo che ha intitolato: “L’uomo nudo con le mani in tasca”.

Sposato e padre di un figlio di 13 anni, vive a Oggiono, in provincia di Lecco, ai bordi di un lago che caratterialmente ben lo rappresenta.”

 

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