Il confronto con Oriana Fallaci, con la quale la protagonista di questo libro si confronta nelle prime pagine, rivela fin da subito la profondità di quanto il lettore si appresta a leggere. Stella, la protagonista di questo libro, è una donna, Una come tante. Aspetta un figlio che poi perderà. Ed è parlando con Fallaci che spiega a questo bambino il suo senso della vita mettendosi in contrapposizione con la decisione della famosa scrittrice in “Una lettera ad un bambino mai nato”.

Biografia

Adrena  pseudonimo di Maria Capone è nata a Taranto e risiede a Brindisi. Ѐ stata curatrice delle antologie Briciole di senso e Briciole di senso 2006 (Montedit, Melegnano, Milano 2005 e 2006), della raccolta Realfiabe,(Montedit, Melegnano, Milano, 2006)  un progetto letterario da lei  ideato e sviluppato con l’ausilio di altri 12 autori.  Tra i suoi romanzi La ferroviera (Montedit, Melegnano, Milano, 2005) Una donna come tante (2011), Fantasticando (2011), Il Bacio di vetro (2011). Ѐ presente nelle antologie Prove d’autore in terra di Brindisi, curata dal prof. Massimo Guastella, (2007) Antologia contemporanea 2008 (Antitesi, Mentano, Roma, 2008) Vuoti a rendere (Italgrafica Edizioni, Oria, 2010) Via Maestra (Hobos Edizioni, Brindisi, 2011). Nel 2007 fonda l’associazione Espressione Libera per la quale cura eventi culturali e artistici. Per la stessa associazione cura la raccolta fotografica  Sotto il cielo di Brindisi (2011) volta a valorizzare l’invaso del Cillarese, e le antologie Lunatica: Una terra da scoprire (2011), Racconti di umana solidarietà -raccontando il volontariato- ( 2011). Numerosi suoi racconti sono stati pubblicati sul quotidiano SenzaColonne.

il book trailer realizzato da Gio Torzini

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inizia a leggere le prime pagine http://reader.ilmiolibro.kataweb.it/v/573235/Una_donna_come_tante#!

Le recensioni a Una donna come tante

di Francesco Paolo Dellaquila

“Una donna come tante” è titolo che porta considerazione al normale, all’ordinario, al consueto, il libro invece, narra tutt’altro che l’esistenza di una donna come tante che non può solo definirsi esperienza letteraria autobiografica che possa appagare o mitigare anche in modo terapeutico, le inquietudini, le ansie e i dolori del quotidiano vivere. Non siamo di fronte alla classica descrizione di eventi e logiche riflessioni, né di fronte a un libro scritto con solo limite dell’esperienza che edifica gli esserti. Attraverso una rappresentazione spalmata in modo superbo, una donna “testarda” supera, escludendo a volte anche se stessa, le difficoltà di un crudele epilogo che avrebbe dovuto cambiarle la vita. Nulla lascia intuire ciò che sarebbe accaduto e che sconvolge ogni programma, ogni speranza, ogni prospettiva. Ma proprio da questa estrema e terribile esperienza che avrebbe cagionato per chiunque un crollo della propria esistenza, una donna che non è “come tante”, seguendo un percorso inimmaginabile, commuta la tragedia in evento dalle prospettive nuove altrimenti non possibili prima. La gravidanza che segna la fine di una fase e l’inizio di un’altra, al passaggio dall’essere figlia all’essere figlia e madre, qui, e non nella sola fantasia, ugualmente si manifesta!

di Michele Voi

“Una donna come tante” è un libro nel libro. La storia, sicuramente difficile da raccontare, si aggrappa ad alcuni stralci del libro “Lettera ad un bambino mai nato” di Oriana Fallaci ed è forse per questo impareggiabile confronto che la protagonista come l’autrice si definisce tale.  La storia di questa donna, che definirei coraggiosa, è sicuramente intensa, commovente e riflessiva.  La perdita di un figlio portato con gloriosa fierezza nel pancione sazio di vita ne è altro che l’epilogo che apre il varco a un episodio della vita della protagonista e nel quale ogni donna può facilmente identificarsi.   Gli episodi del passato si assemblano come in un puzzle a quelli del presente e del prossimo futuro lasciando al lettore la possibilità di riflettere non soltanto sulla vita o sulla morte, ma anche sulle svariate domande senza risposta alle quali ogni uomo è abituato a confrontarsi.  L’autrice si fa conoscere nella maniera più semplice possibile,  leggere vuol dire entrare nella sua casa e nel suo animo. Il suo bisogno non è  esclusivamente viscerale, emotivo, liberatorio, ma un momento di condivisione.  Adrena è una donna che  si racconta e ci racconta e il suo animo,  seppur ferito,  è un libro aperto a tutti.  “Una donna come tante” è un  libro che sa mantenere alta l’attenzione del lettore  dall’inizio alla fine.

di Serena Passarelli (Ciclostyle)

Il confronto con Oriana Fallaci, con la quale la protagonista di questo libro si confronta nelle prime pagine, rivela fin da subito la profondità di quanto il lettore si appresta a leggere. Stella, la protagonista di questo libro, è una donna. Una come tante. Aspetta un figlio che poi perderà. Ed è parlando con Fallaci che spiega a questo bambino il suo senso della vita mettendosi in contrapposizione con la decisione della più famosa scrittrice in ”Una lettera ad un bambino mai nato”. Stella è un personaggio apparentemente dai tratti comuni che svela le proprie caratteristiche e il proprio carattere paragrafo dopo paragrafo. E’ una donna che non ha paura di raccontare la sua sofferenza, ed è una sofferenza che si avverte. Parla al figlio che porta in grembo e a lui racconta il senso della vita in uno straordinario flashback che aiuta a conoscere meglio lei, la sua casa, il suo rapporto con il suo compagno Michele. Stella fa entrare nel suo mondo il lettore. La straordinaria capacità dell’autore è quella di raccontare ”una semplice colazione in famiglia” facendo gustare al lettore, lasciato alla soglia della porta di una cucina come tante, i sapori e l’atmosfera familiare. Stella è una donna di grandi passioni: ama dipingere e scrivere. E queste passioni sono per lei catartiche. La scrittura, in particolare, non è solo una sorta di terapia contro il dolore ma una ”necessit inscindibile”. Stella è una donna di grande passione, che ha scelto di fare parte del mondo che vive , che lavora, che viaggia che si diverte. La vita lei l’affronta di petto. Alcune volte la fa soffrire, altre volte ne subisce i meccanismi. E sono proprio quei meccanismi che poi analizza e scompone. Pagina dopo pagina il lettore viene coinvolto e travolto. Conosce gli amici di Stella. e il suo compagno di vita: Michele. Ma sono i meccanismi della vita che ritornano insistentemente e che le fanno scattare quella voglia di mettersi in viaggio e combattere. Stella ha un atteggiamento rivoluzionario –; da sessantottina . che viene velatamente spiegato. Vicenda dopo vicenda. Eventi mai importanti quanto la sua maternità, seppure decisivi come lascare un lavoro statale. E i motivi di questa scelta il lettore più attento li può intuire poiche si svelano sempre attraverso il racconto di una routine disarmante che è in assoluta contraddizione con la sua creatività e il suo carisma nonche il suo animo da sessantottina. E proprio affrontando il capitolo lavoro che Adrena (pseudonimo di Maria Capone) tocca tematiche importanti come ”la donna lavoratrice” , le difficoltà comuni come tante donne e i sensi da sola. Perchè come è Adrena stessa a dire. ”la donna lavora sempre con i suoi sensi di colpa. Stella è nata a Taranto e cresciuta a Bari. Non si pone alla città come una estranea ma la vuole conoscere e si fa raccontare da Michele la storia. La critica costruttivamente E’ una donna che, come detto, ha il coraggio di lasciare un lavoro statale per seguire le sue passioni ma che, nel suo momento di ”non senso”, vorrebbe ritornare suoi passi. Cerca un impiego ma si scontra con le difficoltà di una tipica donna a 40 anni. Si apre al confronto con l’amica Joanna affrontando tematiche importanti come la disoccupazione confrontando la realtà italiana con quella olandese.

di Maura Gatti (Ciclostyle)

Adrena, alias Maria Stella Capone, è una donna particolare, poliedrica e il termine scrittrice non racchiude le sue molteplici sfaccettature. Ho avuto il piacere di conoscerla, in questi anni, ed ho scoperto una donna la cui caratteristica principale è indubbiamente la sensibilità: sensibilità verso le persone; sensibilità verso le bellezze del mondo; sensibilità verso le storie che attraversano un’epoca. E’ una donna cha ha scavato dentro se stessa e dentro la vita. Ben consapevole della realtà che la circonda ma con la saggezza di non perdere mai di vista i sogni. Lungo la narrazione il lettore scopre tante realtà, la famiglia, il mondo del lavoro, il mondo dei genitori e il mondo dell’amicizia. Sempre accuratamente descritti con l’acutezza di un animo attento. Ed è proprio questa acutezza che rende più cruda la perdita di un’amicizia per motivi futili ed illogici, per una mentalità arcaica radicata nelle persone. Una delle caratteristiche dell’autrice è l’approfondire delle tematiche spesso dimenticate. Scivolano via tra le mani del lettore argomenti che portano a riflettere quest’ultimo, accompagnato dolcemente per mano verso il muro dell’evidenza, creando un dolce contrasto tra la sicurezza mostrata sino ad ora e l’incertezza svelata in una riga. Nell’ultimo tratto della via percorsa insieme, Adrena pone uno dei quesiti che spesso tormenta le persone in momenti difficili: ”Cosa devo fare? Qual’era la mia strada vera, quella che dovevo seguire a tutti i costi per lasciarla in mano al destino?” Nasce il dubbio ma svanisce presto come un temporale stivo tra le righe di una poesia.

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